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	<title>Radio delle donne &#187; scrittura</title>
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	<description>Il primo podcast femminista italiano</description>
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	<itunes:summary>La prima radio podcast femminista italiana, dedicata alla differenza di genere e ai temi dei movimenti delle donne.</itunes:summary>
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		<title>Radio delle donne &#187; scrittura</title>
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		<title>Una signora della scrittura &#8211; Camilla Salvago Raggi</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 10:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#8217;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi. Tra i suoi testi ci sono Dopo di me, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1.jpg" rel="lightbox[1665]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1666" title="img_4083 (1)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#8217;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.<span id="more-1665"></span><br />
Tra i suoi testi ci sono <em>Dopo di me</em>, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il primo passo nella saga dei Raggi: è stato infatti la spinta per i libri successivi sulle case e sulla famiglia di Camilla Salvago Raggi (nel marzo 1968 il romanzo fu incluso tra i dieci libri dell’anno). È la storia di una famiglia fortemente legata alla dimora, in questo caso l’abitazione nel complesso della Pieve di Tiglieto, fulcro delle sue vicende più importanti. Le figure dei nonni, dei genitori, delle zie descritti con vivida memoria, dai ricordi di bambina via via fino a quelli dell’ età adulta, arricchiti dalle lettere e dalle fotografie degli archivi familiari. Da qualche anno la Casa Editrice De Ferrari ha rieditato altri titoli della Salvago Raggi, <em>Ultimo sole sul prato romanzo con figure</em>, <em>Noce di Cavour</em>, <em>Prima del fuoco</em>, col quale ha vinse il Premio Rapallo-Carige, <em>Le case della memoria</em>.</p>
<p>L&#8217;intervista è di <strong>Valentina Carosini</strong></p>
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		<itunes:subtitle>E&#039; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#039;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi. </itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1-150x150.jpg)E&#039; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#039;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.
Tra i suoi testi ci sono Dopo di me, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il primo passo nella saga dei Raggi: è stato infatti la spinta per i libri successivi sulle case e sulla famiglia di Camilla Salvago Raggi (nel marzo 1968 il romanzo fu incluso tra i dieci libri dell’anno). È la storia di una famiglia fortemente legata alla dimora, in questo caso l’abitazione nel complesso della Pieve di Tiglieto, fulcro delle sue vicende più importanti. Le figure dei nonni, dei genitori, delle zie descritti con vivida memoria, dai ricordi di bambina via via fino a quelli dell’ età adulta, arricchiti dalle lettere e dalle fotografie degli archivi familiari. Da qualche anno la Casa Editrice De Ferrari ha rieditato altri titoli della Salvago Raggi, Ultimo sole sul prato romanzo con figure, Noce di Cavour, Prima del fuoco, col quale ha vinse il Premio Rapallo-Carige, Le case della memoria.

L&#039;intervista è di Valentina Carosini</itunes:summary>
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		<title>L&#8217;ultimo libro di Rosetta Loy</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 18:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rosetta Loy (Roma, 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della &#8220;generazione degli anni Trenta&#8220;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg" rel="lightbox[1653]"><img class="alignleft size-full wp-image-1655" title="loy" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg" alt="" width="71" height="106" /></a>Rosetta Loy</strong><span style="color: #000000;"> <span style="color: #000000;">(<a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a title="1931" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1931">1931</a></span></span><span style="color: #000000;">) è</span> una <a title="Scrittore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore">scrittrice</a> <a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiana</a> che fa parte della &#8220;<a title="Generazione degli anni trenta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_degli_anni_trenta">generazione degli anni Trenta</a>&#8220;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  di donne italiane.<br />
</span></p>
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		<itunes:subtitle>Rosetta Loy (Roma, 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della &quot;generazione degli anni Trenta&quot;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg)Rosetta Loy (Roma (http://it.wikipedia.org/wiki/Roma), 1931 (http://it.wikipedia.org/wiki/1931)) è una scrittrice (http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore) italiana (http://it.wikipedia.org/wiki/Italia) che fa parte della &quot;generazione degli anni Trenta (http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_degli_anni_trenta)&quot;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  di donne italiane.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Goliarda e le altre: a Catania si celebra una femminista atipica</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/05/goliarda-e-le-altre-a-catania-si-celebra-una-femminista-atipica/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 11:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi è Goliarda Sapienza? Per saperlo si può seguire, a Catania, dal 7 all’11 aprile 2010, “Goliarda e le altre”, l’evento multidisciplinare  ideato dalla casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e CGIL Catania. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/goliarda-sapienza.jpg" rel="lightbox[1624]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1626" title="goliarda sapienza" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/goliarda-sapienza-150x150.jpg" alt="" width="140" height="140" /></a>Chi è Goliarda Sapienza? Per saperlo si può seguire, a Catania, dal 7 all’11 aprile 2010, “Goliarda e le altre”, l’evento multidisciplinare  ideato dalla casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e CGIL Catania. Convegni, approfondimenti, letteratura, teatro, musica, arte, fotografia: una molteplicità di linguaggi e di forme espressive per tessere in un unico filo costruttivo il coraggio delle scelte “difficili”, l&#8217;attenzione al genere, l&#8217;impegno politico, il rapporto con le altre donne, l&#8217;introspezione liberatoria delle donne e delle autrici che hanno segnato la nostra cultura.<span id="more-1624"></span><br />
Centro focale dell’iniziativa sarà la costituzione di un Centro Studi permanente su Goliarda Sapienza, che si occupi di mantenerne vivo l’interesse artistico, lettererario, sociale e politico attraverso un costante studio e approfondimento della figura di donna e delle opere, e l’imminente pubblicazione  del volume “INTERVISTE. Dialoghi intorno a Goliarda Sapienza” a cura di Maria Arena (Villaggio Maori Edizioni &#8211; 2010), che raccoglie per la prima volta in un unico testo numerose interviste sulla scrittrice attraverso la testimonianza del regista Francesco Maselli, dell&#8217;attore Angelo Pellegrino e della biografa Giovanna Providenti.<br />
L’evento “Goliarda e le altre” ospiterà all’interno del suo programma “Re-Sisters”, un progetto multimediale (un libro e un video) di Ippolita Franciosi e Laura Fantone incentrato su interviste rilasciate da donne attive nei movimenti sociali a livello globale (ospitato l’8 aprile da Majazè), e lo spettacolo teatrale “Io ho fatto tutto questo” di Maria Arena e Daniela Orlando (il 10 e l’11 aprile da Zo, in collaborazione con TE.ST Gesti Contemporanei &#8211; Teatro Stabile Catania), carico di suggestioni sonore e vocali, performance e video: un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza e la sua formazione di scrittrice attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’.<br />
Partner dell’iniziativa l’UDI, La Città Felice, Open Mind GLBT, Associazione Goliarda Sapienza, La Società delle Letterate e Rivista Marea.<br />
Per info: <a href="http://www.goliardasapienza.it">www.goliardasapienza.it</a>,<a href="http://www.villaggiomaori.com"> www.villaggiomaori.com</a>, info@villaggiomaori.com, vix.t@hotmail.it</p>
<p>Intervista a <strong>Salvatore La Porta</strong> di Villaggio Maori</p>
<p>PROGRAMMA<br />
Mercoledì, 7 aprile -  Facoltà Scienze Politiche:<br />
Ore 9.30: “Goliarda e le altre: una riflessione su Goliarda Sapienza”<br />
Ore 11.00: Tavola rotonda: “Lessici e soggettività femminili di ieri, oggi e domani”.<br />
Incontro-dibattito sulle questioni più interessanti per le giovani donne e studiose di women e gender in Italia. Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto per la costituzione di un “Centro Studi Goliarda Sapienza” presso il Corso di laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, la creazione  della Collana “Goliarda Sapienza” della casa editrice Villaggio Maori Edizioni e la proposta di istituzione  del  “Premio Goliarda Sapienza a una tesi di genere”: pubblicazione di una tesi di genere  e presentazione del volume edito nell’ambito della commemorazione annuale di Goliarda Sapienza.<br />
Saranno riconosciuti crediti formativi agli studenti della facoltà di Scienze Politiche che prenderanno parte al seminario.</p>
<p>Giovedì, 8 aprile &#8211; Majazè – Magazzino Culturale:<br />
Ore 20.00: CINECAFFE’ &#8211; AperiBio Letterario e videoproiezioni (aperitivo con free-buffet  biologico, presentazione libro “Re-Sisters. Donne e resistenza globale contemporanea” a cura di Laura Fantone e Ippolita Franciosi e proiezione del video “ReSisters &#8211; Donne in movimento”)<br />
Dalle ore 22.30: Proiezione del film “Persepolis”, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud -  animazione, durata 95 min. – Francia, USA 2007<br />
Consumazione obbligatoria: € 6</p>
<p>Sabato 10 e Domenica 11 aprile &#8211; Zo &#8211; Centro Culture Contemporanee:<br />
Per la Rassegna ALTRE SCENE, in collaborazione con TE.ST Gesti Contemporanei &#8211; Teatro Stabile Catania<br />
Ore 21.00: “Io ho fatto tutto questo” (di Maria Arena e Daniela Orlando, reading Emanuela Villagrossi,  musiche originali Carmen Consoli). Suggestioni sonore e vocali, performance e video: un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza e la sua formazione di scrittrice attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’.<br />
Ingresso: € 13</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/goliarda-sapienza-150x150.jpg)Chi è Goliarda Sapienza? Per saperlo si può seguire, a Catania, dal 7 all’11 aprile 2010, “Goliarda e le altre”, l’evento multidisciplinare  ideato dalla casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e CGIL Catania. Convegni, approfondimenti, letteratura, teatro, musica, arte, fotografia: una molteplicità di linguaggi e di forme espressive per tessere in un unico filo costruttivo il coraggio delle scelte “difficili”, l&#039;attenzione al genere, l&#039;impegno politico, il rapporto con le altre donne, l&#039;introspezione liberatoria delle donne e delle autrici che hanno segnato la nostra cultura.
Centro focale dell’iniziativa sarà la costituzione di un Centro Studi permanente su Goliarda Sapienza, che si occupi di mantenerne vivo l’interesse artistico, lettererario, sociale e politico attraverso un costante studio e approfondimento della figura di donna e delle opere, e l’imminente pubblicazione  del volume “INTERVISTE. Dialoghi intorno a Goliarda Sapienza” a cura di Maria Arena (Villaggio Maori Edizioni - 2010), che raccoglie per la prima volta in un unico testo numerose interviste sulla scrittrice attraverso la testimonianza del regista Francesco Maselli, dell&#039;attore Angelo Pellegrino e della biografa Giovanna Providenti.
L’evento “Goliarda e le altre” ospiterà all’interno del suo programma “Re-Sisters”, un progetto multimediale (un libro e un video) di Ippolita Franciosi e Laura Fantone incentrato su interviste rilasciate da donne attive nei movimenti sociali a livello globale (ospitato l’8 aprile da Majazè), e lo spettacolo teatrale “Io ho fatto tutto questo” di Maria Arena e Daniela Orlando (il 10 e l’11 aprile da Zo, in collaborazione con TE.ST Gesti Contemporanei - Teatro Stabile Catania), carico di suggestioni sonore e vocali, performance e video: un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza e la sua formazione di scrittrice attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’.
Partner dell’iniziativa l’UDI, La Città Felice, Open Mind GLBT, Associazione Goliarda Sapienza, La Società delle Letterate e Rivista Marea.
Per info: www.goliardasapienza.it (http://www.goliardasapienza.it), www.villaggiomaori.com (http://www.villaggiomaori.com), info@villaggiomaori.com, vix.t@hotmail.it

Intervista a Salvatore La Porta di Villaggio Maori

PROGRAMMA
Mercoledì, 7 aprile -  Facoltà Scienze Politiche:
Ore 9.30: “Goliarda e le altre: una riflessione su Goliarda Sapienza”
Ore 11.00: Tavola rotonda: “Lessici e soggettività femminili di ieri, oggi e domani”.
Incontro-dibattito sulle questioni più interessanti per le giovani donne e studiose di women e gender in Italia. Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto per la costituzione di un “Centro Studi Goliarda Sapienza” presso il Corso di laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, la creazione  della Collana “Goliarda Sapienza” della casa editrice Villaggio Maori Edizioni e la proposta di istituzione  del  “Premio Goliarda Sapienza a una tesi di genere”: pubblicazione di una tesi di genere  e presentazione del volume edito nell’ambito della commemorazione annuale di Goliarda Sapienza.
Saranno riconosciuti crediti formativi agli studenti della facoltà di Scienze Politiche che prenderanno parte al seminario.

Giovedì, 8 aprile - Majazè – Magazzino Culturale:
Ore 20.00: CINECAFFE’ - AperiBio Letterario e videoproiezioni (aperitivo con free-buffet  biologico, presentazione libro “Re-Sisters. Donne e resistenza globale contemporanea” a cura di Laura Fantone e Ippolita Franciosi e proiezione del video “ReSisters - Donne in movimento”)
Dalle ore 22.30: Proiezione del film “Persepolis”, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud -  animazione, durata 95 min.</itunes:summary>
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		<item>
		<title>Libri de/generi. Consigli, suggestioni, intermittenze nei libri che piacciono</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/01/18/libri-degeneri-consigli-suggestioni-intermittenze-nei-libri-che-piacciono/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 18:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SECONDA PUNTATA La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere. Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.info]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG" rel="lightbox[1356]"><img class="alignleft size-full wp-image-898" title="Barbara Romanoli" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG" alt="" width="240" height="180" /></a>SECONDA PUNTATA </strong></p>
<p>La rubrica di<strong> recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli</strong>, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere.</p>
<p>Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito <strong><a href="http://www.barbararomagnoli.info">www.barbararomagnoli.info</a></strong></p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG)SECONDA PUNTATA 

La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere.

Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.info (http://www.barbararomagnoli.info)</itunes:summary>
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		<title>Parole per giovani donne 4. Germaine Greer</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 18:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi. Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/monica.jpeg" rel="lightbox[1232]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2533" title="monica" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/monica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.</p>
<p>Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: <strong>diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi</strong>.</p>
<p><strong>Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione <a title="categoria VOCI" href="../category/voci/">VOCI</a></strong>: <strong><em>Quando abbiamo smesso di pensare?</em></strong> Di Irshad Manji; <strong><em>Dalla parte delle bambine </em></strong>di Elena Gianini Belotti; <strong><em>I monologhi della vagina</em></strong> di Eve Ensler; <strong><em>Storia naturale dei sensi </em></strong>di Diane Ackerman; <strong><em>L&#8217;eunuco femmina</em></strong> di Germaine Greer.</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/monica-150x150.jpg)In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.

Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi.

Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI (../category/voci/): Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della vagina di Eve Ensler; Storia naturale dei sensi di Diane Ackerman; L&#039;eunuco femmina di Germaine Greer.</itunes:summary>
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		<title>Parole per giovani donne:mini letture pillole di femminismi. Irshad Manji</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 17:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi. Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI: Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/images-1.jpeg" rel="lightbox[1102]"><img class="alignleft size-full wp-image-1883" title="images (1)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/images-1.jpeg" alt="" width="39" height="64" /></a>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Il percorso comprende i seguenti testi,<span id="more-1102"></span> che trovate uno alla volta nella sezione <a title="categoria VOCI" href="http://www.radiodelledonne.org/category/voci/">VOCI</a></strong>: <strong><em>Quando abbiamo smesso di pensare?</em></strong> Di Irshad Manji; <strong><em>Dalla parte delle bambine </em></strong>di Elena Gianini Belotti; <strong><em>I monologhi della vagina</em></strong> di Eve Ensler; <strong><em>Storia naturale dei sensi </em></strong>di Diane Ackerman; <strong><em>L&#8217;eunuco femmina</em></strong> di Germaine Greer.</p>
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<p>Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: <strong>diciotto femministe parlano alle ragazze d&#8217;oggi</strong>.</p>
<p>Monica intervistò 18 donne, a vario titolo impegnate nei movimenti delle donne, chiedendo loro che rapporto avevano con le giovane donne: Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi.</p>
<p>“<em>Con quali parole raccontare che cosa è stato il femminismo ad una ragazza di vent&#8217;anni? E che dirle di sufficentemente immediato,in tempi di comunicazione sincopata e rapidissima come lo sono i nostri, per catturare la sua attenzione e indurla ad ascoltare</em>?</p>
<p>Ci provano in questo libro Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi, sollecitate dalle domande di Monica Lanfranco.</p>
<p>Volutamente costruito a interviste, per restituire l&#8217;immediatezza del dialogo, Parole per giovani donne nasce dal desiderio di mettere per iscritto non solo le opinioni, i punti di vista, le riflessioni sul rapporto che chi ha risposto instaura con le giovani, e più in generale, quale relazione prefigura tra la generazione di donne del femminismo e le ragazze di oggi.</p>
<p>A ciascuna delle intervistate è stato chiesto di donare qualcosa di sè all&#8217;ipotetica lettrice: un  testimone da passare in corsa, un consiglio, un indizio, una traccia, un segreto rivelato, un viatico  materiale o spirituale come dono simbolico per dirle: &#8220;Ecco, questo a me è servito per diventare una donna. Se vuoi può essere utile anche a te&#8221;.</p>
<p><strong>ADRIANA CAVARERO</strong> : &#8220;Quello che cerco di comunicare è che ciò che le giovani pensano sia l&#8217;uguaglianza lo è solo in apparenza, perchè nei fatti si richiede alle donne di uniformarsi agli uomini, e se due soggetti sono diversi, ma uno si deve assimilare all&#8217;altro e non viceversa, allora significa che non sono uguali affatto. Il mio compito è quello di fare riflettere, partendo dai testi antichi, sulla trappola tesa alle donne con questa presunta uguaglianza che nella realtà impone un linguaggio, una politica, un mondo del lavoro declinati al maschile,pretendendo di rappresentarle&#8221;.</p>
<p><strong>ELENA GIANINI BELOTTI</strong>: &#8220;Mi aspetto grandi cose,cose sorprendenti dalla creatività femminile finalmente lasciata libera di esprimersi. Il punti di vista femminile su se stesse e sul mondo ci arricchirà tutti. Quello che sento di poter dire alle giovani donne è di essere se stesse, di coltivare l&#8217;amore e la stima di sè che sono mancati in modo drammatico nelle generazioni precedenti, la libertà mentale e i propri talenti e desideri, la propria ambizione e anche un bel pizzico di egoismo. Di non vivere, insomma, in funzione di altri, chiunque siano, ma per sè&#8221;.</p>
<p><strong>GIANNA SCHELOTTO</strong>: &#8220;Una cosa per me importante da trasmettere alla generazione delle giovani donne? Quella che spero di avere comunicato a mia figlia: l&#8217;autodeterminazione, cioè il non lasciarsi incantare, sedurre, affascinare da cose della quali non si è sicure fino in fondo. Urgono passione, slancio ed entusiasmo nella vita di una giovane, ma sempre condite con un pizzico di razionalità critica, che la portino a continuare a domandarsi:&#8221;chi sono io&#8221;?</p>
<p><strong>LUCIA POLI</strong> &#8220;Sono convinta che il femminismo sia l&#8217;unica vera rivoluzione avvenuta in questo secolo.Anche nelle cose banali ha cambiato la nostra condizione di vita:tra donne si riesce a parlare  meglio,c&#8217;è un inconscio collettivo che si è fatto strada ed è diventato corpo.Io riesco a &#8216;sentire&#8217;,anche se non ha ancora aperto bocca,se una donna ha vissuto un&#8217;esperienza femminile profonda oppure no&#8221;.</p>
<p><strong>MARIA ROSA CUTRUFELLI</strong> &#8220;Mi piacerebbe testimoniare ad una &#8216;sorellina&#8217; che l&#8217;essere donna è un valore che va giocato dovunque,sul lavoro come nelle scelte esistenziali,nella politica come nella creatività.L&#8217;altro valore del quale mi piace parlare è l&#8217;autonomia,ovvero la possibilità di esprimere il proprio punto di vista sul mondo dovunque,dalla famiglia ai rapporti collettivi.L&#8217;autonomia è un bene da conquistare ancora per molte donne,specialmente le giovani.Mi piacerebbe che a fare questo cammino non fossero sole,ma si avvalessero dell&#8217;apporto di altre&#8221;.</p>
<p><strong>MARIELLA GRAMAGLIA</strong> &#8220;Il punto è trovare &#8216;le parole per dirlo&#8217;, il linguaggio giusto per comunicare con le più giovani.Bisogna dire loro che questo polmone c&#8217;è,e la sua aria è a disposizione.Il mondo rischia di farsi sempre più piccolo,i linguaggi tendono a specializzarsi,a diventare chiusi e criptici.Anche noi abbiamo spesso usato,e usiamo,un gergo un pò iniziatico,che allontana e restringe la possibilità di comunicare.E che non permette alle esperienze individuali e collettive di essere raccontate e di non andare perdute&#8221;.</p>
<p><strong>SILVIA VEGETTI FINZI</strong> &#8220;Vorrei dire alle giovani donne che sono spaventate dalle femministe radicali,che vedono talvolta così arrabbiate e disperate senza che ne capiscano i motivi e il linguaggio:abbiate tolleranza e disponibilità nella vita privata con l&#8217;altro sesso,ma non perdete i contatti con le vostre simili.Solo insieme alle altre potete costruire la vostra identità di donne&#8221;.</p>
<p><strong>TINA LAGOSTENA BASSI</strong> &#8220;Le donne mi hanno anche aiutato a capire una cosa molto importante per un avvocato:che la legge non è sufficente.Può contribuire a modificare una atteggiamento culturale,ma è necessario che fuori dalle aule dei tribunali,nella società,nella mentalità di uomini e donne si modifichino comportamenti e pensiero&#8221;.</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/images-1.jpeg)In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.

Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI (http://www.radiodelledonne.org/category/voci/): Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della vagina di Eve Ensler; Storia naturale dei sensi di Diane Ackerman; L&#039;eunuco femmina di Germaine Greer.



Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d&#039;oggi.

Monica intervistò 18 donne, a vario titolo impegnate nei movimenti delle donne, chiedendo loro che rapporto avevano con le giovane donne: Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi.

“Con quali parole raccontare che cosa è stato il femminismo ad una ragazza di vent&#039;anni? E che dirle di sufficentemente immediato,in tempi di comunicazione sincopata e rapidissima come lo sono i nostri, per catturare la sua attenzione e indurla ad ascoltare?

Ci provano in questo libro Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi, sollecitate dalle domande di Monica Lanfranco.

Volutamente costruito a interviste, per restituire l&#039;immediatezza del dialogo, Parole per giovani donne nasce dal desiderio di mettere per iscritto non solo le opinioni, i punti di vista, le riflessioni sul rapporto che chi ha risposto instaura con le giovani, e più in generale, quale relazione prefigura tra la generazione di donne del femminismo e le ragazze di oggi.

A ciascuna delle intervistate è stato chiesto di donare qualcosa di sè all&#039;ipotetica lettrice: un  testimone da passare in corsa, un consiglio, un indizio, una traccia, un segreto rivelato, un viatico  materiale o spirituale come dono simbolico per dirle: &quot;Ecco, questo a me è servito per diventare una donna. Se vuoi può essere utile anche a te&quot;.

ADRIANA CAVARERO : &quot;Quello che cerco di comunicare è che ciò che le giovani pensano sia l&#039;uguaglianza lo è solo in apparenza, perchè nei fatti si richiede alle donne di uniformarsi agli uomini, e se due soggetti sono diversi, ma uno si deve assimilare all&#039;altro e non viceversa, allora significa che non sono uguali affatto. Il mio compito è quello di fare riflettere, partendo dai testi antichi, sulla trappola tesa alle donne con questa presunta uguaglianza che nella realtà impone un linguaggio, una politica, un mondo del lavoro declinati al maschile,pretendendo di rappresentarle&quot;.

ELENA GIANINI BELOTTI: &quot;Mi aspetto grandi cose,cose sorprendenti dalla creatività femminile finalmente lasciata libera di esprimersi. Il punti di vista femminile su se stesse e sul mondo ci arricchirà tutti. Quello che sento di poter dire alle giovani donne è di essere se stesse, di coltivare l&#039;amore e la stima di sè che sono mancati in modo drammatico nelle generazioni precedenti, la libertà mentale e i propri talenti e desideri, la propria ambizione e anche un bel pizzico di egoismo. Di non vivere, insomma, in funzione di altri, chiunque siano, ma per sè&quot;.

GIANNA SCHELOTTO: &quot;Una cosa per me importante da trasmettere alla generazione delle giovani donne? Quella che spero di avere comunicato a mia figlia: l&#039;autodeterminazione,</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Libri de/generi. Consigli, suggestioni, intermittenze nei libri che piacciono</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 18:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere. Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.info]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG" rel="lightbox[875]"><img class="alignleft size-full wp-image-898" title="Barbara Romanoli" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG" alt="" width="240" height="180" /></a></strong>La rubrica di<strong> recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli</strong>, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere.</p>
<p>Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito <strong><a href="http://www.barbararomagnoli.info">www.barbararomagnoli.info</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere. - Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG)La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere.

Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.info (http://www.barbararomagnoli.info)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>I 15 anni della rivista Marea</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/i-15-anni-della-rivista-marea/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le voci dal dibattito organizzato per i 15 anni della rivista Marea, con Lorella Zanardo e altre ospiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-787 alignleft" title="Lorella Zanardo al dibattito sui 15 anni di Marea " src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/lorella.jpg" alt="lorella" width="173" height="130" /></p>
<p><strong>La rivista femminista<a href="http://www.mareaonline.it"> Marea</a> </strong>ha festeggiato <strong>i suoi primi 15 anni</strong>, con una <strong>nuova veste grafica, due dibattiti, e la presentazione della prima radio web italiana femminista!</strong> Sembra strano, ma esistono ancora (poche, ma ci sono) riviste fatte da donne che insistono a voler fare informazione, comunicazione e trasmissione di sapere scegliendo uno <strong>sguardo critico femminista</strong>. Lo sappiamo, l’aggettivo ingombra, però racconta semplicemente <strong>l’esercizio di una libertà e di una conoscenza </strong>che viene dalle lotte di emancipazione e liberazione  dei movimenti per i diritti delle donne.</p>
<p><span id="more-779"></span></p>
<p>La rivista Marea, nata a Genova e attiva da 15 anni è uno dei frutti di questa storia.</p>
<p>Per festeggiare l’attività della rivista, e insieme ragionare su quale sia lo ‘stato dell’arte’ del rapporto tra donne e informazione Marea ha dato vista  ad un doppio appuntamento a <strong>Genova, il 29 ottobre 2009</strong>.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2009/11/il-dibattito.jpg" rel="lightbox[779]"><img class="alignleft" title="il dibattito" src="../wp-content/uploads/2009/11/il-dibattito.jpg" alt="il dibattito" width="202" height="151" /></a>Al mattino dalle 11 alle 13 all’Università di Genova, Facoltà di lingue, Sala della Biblioteca, ospite della docente Lucy Ladikoff studentesse e studenti hanno incontrato Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne, e la redazione di Marea.<br />
Al pomeriggio, alla Sala di Rappresentanza del Comune a Palazzo Tursi dalle 17<br />
le giornaliste Lorella Zanardo e Ritanna Armeni, Marieme Helie Lucas del <a href="http://www.wluml.org">WLUML</a>, Dounia Ettaib, dell’associazione Dari, Rosangela Pesenti, ricercatrice e Francesca Sutti webmistress hanno dibattuto su: <strong><em>“Dalla velina alle veline: donne nei media tra informazione e invisibilità”</em></strong>.</p>
<p>Ecco un reportage dall&#8217;evento e un articolo di Ritanna Armeni</p>
<h3><em>Una battaglia monca</em><br />
di Ritanna Armeni</h3>
<p>Ho cercato invano fra le decine e decine di articoli sulla libertà di stampa una parola che riguardasse le donne. Ho cercato fra i volti e gli slogan della manifestazione di sabato qualcosa che ricordasse la impossibilità di costruire una stampa libera se essa esclude la presenza femminile. Ho sperato che qualcuno protestasse contro lo scempio del corpo delle donne a cui  negli ultimi tempi i giornali e i canali televisivi hanno dedicato con dovizia di particolari un’attenzione pruriginosa. Ho pensato – sbagliando – che fra i tanti numeri  che venivano portati a sostegno della tesi sui pericoli che oggi corre la libera informazione ci fossero anche quelli riguardanti  le donne giornaliste, la loro collocazione, il loro ruolo.</p>
<p>Non ho trovato nulla di tutto questo e allora mi sono domandata: la battaglia per la libertà di stampa, la lotta politica perchè essa esista effettivamente, e non solo all’interno di una pur legittima campagna antigovernativa, può prescindere da una riflessione e da un conflitto per una diversa presenza delle donne nel mondo dell’informazione? Un dubbio ed una domanda simile l’ho trovata solo in un articolo di Letizia Paolozzi che nota sul sito Donnealtri come in nome di “un antiberlusconismo primario” “questa libertà di stampa non sembra avere grande interesse per il sesso femminile”.</p>
<p>Per quanto mi riguarda dichiaro subito di non credere in alcuna battaglia per la libera informazione che prescinda dal modo in cui viene trattata l’immagine femminile e dalla presenza e dalla collocazione della giornaliste nella carta stampata e nella Tv pubblica e commerciale.<br />
Le due cose sono strettamente intrecciate. Una maggiore e più qualificata presenza femminile avrebbe maggiori possibilità (niente è automatico) di impedire lo scempio che viene fatto oggi dell’immagine delle donne. Una battaglia vera su come tv e giornali presentano “il secondo sesso” agevolerebbe una presenza femminile diversa da quella  presente nelle televisioni che segue spesso (ovviamente non sempre) gli stereotipi patinati della giovinezza,  bellezza e della malizia, insomma della «donna dello spettacolo», che poco ha a che fare col giornalismo.</p>
<p>Oggi alla Rai su un numero di direttori e vicedirettori di rete e di testata che si avvicina a cinquanta le donne sono solo tre: Maria Pia Ammirati, Susanna Petruni e Bianca Berlinguer. Possibile che fra le decine di giornaliste del servizio pubblico non ci sia nessun altra che possa coprire un ruolo dirigente? Oppure dobbiamo ammettere che siamo di fronte ad una limitazione, ad un  veto non detto, ad una misoginia tanto profonda quanto inconfessata  che limita la libertà delle donne e di cui la battaglia per la libertà di stampa non si fa assolutamente carico?<br />
Ed è possibile che un grande quotidiano,  quello che è stato in prima fila nella  battaglia per la libertà, la Repubblica, non si renda conto che non solo nel gruppo dirigente del quotidiano, ma fra i commentatori e gli editorialisti la presenza femminile è così esigua che &#8211; pure di grande qualità &#8211; scompare nel grande mare dei commenti e degli editoriali  maschili. Così come non se ne rende conto l’altro grande giornale della borghesia italiana il Corriere della sera il cui decoro terzista e moderato rimane implacabilmente in mano agli uomini.</p>
<p>Ma non serve un lungo elenco. Non serve denunciare i dati dei canali Mediaset o degli altri quotidiani nazionali e locali. Dovunque si osservi e si indaghi nei giornali e nelle tv la libertà di stampa ha questa limite invalicabile e profondo di cui gli stessi protagonisti della battaglia per la libera informazione non si rendono conto, anzi ignorano e, spesso, lo fanno  con sufficienza e prosopopea.</p>
<p>Così come tutti – anche in questo caso le poche eccezioni confermano la regola – danno la stessa rappresentazione delle donne.  Anche coloro che si ergono a difensori della morale, della cultura, della realtà sociale contro i miti e le illusioni indotti dal burlusconismo non si  sottraggono  agli stereotipi, non usano uno sguardo diverso nei confronti delle donne. Nei giornali di questi mesi immersi,  negli scandali del premier  abbiamo trovato lo stesso compiacimento nella descrizione dei corpi delle veline, negli aggettivi usati per le escort e anche nella implicita contrapposizione a donne virtuose, madri di famiglie, ragazze studiose e per bene. Linguaggi impudichi, descrizioni compiacenti, il corpo femminile privato di dignità dalle note vicende del premier, tale e rimasto nella mancanza di rispetto con cui è stato osservato e trattato dai difensori della libertà di stampa.</p>
<p>Si poteva fare diversamente? Sì si poteva.  Ma ci sarebbe voluto un coraggio e un interesse femminile e partecipato per capire e raccontare il mondo di quelle giovani ragazze definite veline che cercano un affermazione e un lavoro. Per indagare su quelle donne che non si chiamano più prostitute, ma escort. E sul rapporto fra queste figure femminili e un mondo maschile non solo berlusconiano, nello stesso tempo forte prepotente, ma  dipendente da una sessualità incapace di prescindere dal potere. Sì, si poteva, ma nessuno si è posto il problema. E la battaglia per la libertà di stampa oggi si presenta monca, privata almeno della metà della sua efficacia. E francamente molto meno credibile.</p>
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		<itunes:subtitle>Le voci dal dibattito organizzato per i 15 anni della rivista Marea, con Lorella Zanardo e altre ospiti.</itunes:subtitle>
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La rivista femminista Marea (http://www.mareaonline.it) ha festeggiato i suoi primi 15 anni, con una nuova veste grafica, due dibattiti, e la presentazione della prima radio web italiana femminista! Sembra strano, ma esistono ancora (poche, ma ci sono) riviste fatte da donne che insistono a voler fare informazione, comunicazione e trasmissione di sapere scegliendo uno sguardo critico femminista. Lo sappiamo, l’aggettivo ingombra, però racconta semplicemente l’esercizio di una libertà e di una conoscenza che viene dalle lotte di emancipazione e liberazione  dei movimenti per i diritti delle donne.



La rivista Marea, nata a Genova e attiva da 15 anni è uno dei frutti di questa storia.

Per festeggiare l’attività della rivista, e insieme ragionare su quale sia lo ‘stato dell’arte’ del rapporto tra donne e informazione Marea ha dato vista  ad un doppio appuntamento a Genova, il 29 ottobre 2009.

(../wp-content/uploads/2009/11/il-dibattito.jpg)Al mattino dalle 11 alle 13 all’Università di Genova, Facoltà di lingue, Sala della Biblioteca, ospite della docente Lucy Ladikoff studentesse e studenti hanno incontrato Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne, e la redazione di Marea.
Al pomeriggio, alla Sala di Rappresentanza del Comune a Palazzo Tursi dalle 17
le giornaliste Lorella Zanardo e Ritanna Armeni, Marieme Helie Lucas del WLUML (http://www.wluml.org), Dounia Ettaib, dell’associazione Dari, Rosangela Pesenti, ricercatrice e Francesca Sutti webmistress hanno dibattuto su: “Dalla velina alle veline: donne nei media tra informazione e invisibilità”.

Ecco un reportage dall&#039;evento e un articolo di Ritanna Armeni
Una battaglia monca
di Ritanna Armeni
Ho cercato invano fra le decine e decine di articoli sulla libertà di stampa una parola che riguardasse le donne. Ho cercato fra i volti e gli slogan della manifestazione di sabato qualcosa che ricordasse la impossibilità di costruire una stampa libera se essa esclude la presenza femminile. Ho sperato che qualcuno protestasse contro lo scempio del corpo delle donne a cui  negli ultimi tempi i giornali e i canali televisivi hanno dedicato con dovizia di particolari un’attenzione pruriginosa. Ho pensato – sbagliando – che fra i tanti numeri  che venivano portati a sostegno della tesi sui pericoli che oggi corre la libera informazione ci fossero anche quelli riguardanti  le donne giornaliste, la loro collocazione, il loro ruolo.

Non ho trovato nulla di tutto questo e allora mi sono domandata: la battaglia per la libertà di stampa, la lotta politica perchè essa esista effettivamente, e non solo all’interno di una pur legittima campagna antigovernativa, può prescindere da una riflessione e da un conflitto per una diversa presenza delle donne nel mondo dell’informazione? Un dubbio ed una domanda simile l’ho trovata solo in un articolo di Letizia Paolozzi che nota sul sito Donnealtri come in nome di “un antiberlusconismo primario” “questa libertà di stampa non sembra avere grande interesse per il sesso femminile”.

Per quanto mi riguarda dichiaro subito di non credere in alcuna battaglia per la libera informazione che prescinda dal modo in cui viene trattata l’immagine femminile e dalla presenza e dalla collocazione della giornaliste nella carta stampata e nella Tv pubblica e commerciale.
Le due cose sono strettamente intrecciate. Una maggiore e più qualificata presenza femminile avrebbe maggiori possibilità (niente è automatico) di impedire lo scempio che viene fatto oggi dell’immagine delle donne. Una battaglia vera su come tv e giornali presentano “il secondo sesso” agevolerebbe una presenza femminile diversa da quella  presente nelle televisioni che segue spesso (ovviamente non sempre) gli stereotipi patinati della giovinezza,  bellezza e della malizia, insomma della «donna dello spettacolo», che poco ha a che fare col giornalismo.

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		<title>Voci. Riflessioni sulla lettura e sulla scrittura</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 16:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivere e leggere oggi: riflessioni e spunti. Sandra Verda, scrittrice, legge Pier Paolo Pasolini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Pier Paolo Pasolini su Wikipedia" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6d/P_p_pasolini.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1310]"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Pier Paolo Pasolini" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6d/P_p_pasolini.jpg" alt="Pier Paolo Pasolini" width="116" height="143" /></a>Sandra Verda</strong>, scrittrice e studiosa di Pasolini, legge due lettere del grande autore italiano durante un rave letterario.</p>
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		<title>Voci. Riflessioni sulla lettura e sulla scrittura</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Daniela Maccari</strong>, suora comboniana, si sofferma sulla funzione della scrittura e sulla necessità di narrare per tenere viva la relazione con le giovani generazioni.</p>
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