<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Radio delle donne &#187; informazione</title>
	<atom:link href="http://www.radiodelledonne.org/tag/informazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.radiodelledonne.org</link>
	<description>Il primo podcast femminista italiano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 22:53:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/2.0.4" -->
	<itunes:summary>La prima radio podcast femminista italiana, dedicata alla differenza di genere e ai temi dei movimenti delle donne.</itunes:summary>
	<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/plugins/podpress/images/144.jpg" />
	<itunes:owner>
		<itunes:name>Radio delle donne</itunes:name>
		<itunes:email>info@radiodelledonne.org</itunes:email>
	</itunes:owner>
	<managingEditor>info@radiodelledonne.org (Radio delle donne)</managingEditor>
	<copyright>Licenza Creative Commons BY-NC-SA</copyright>
	<itunes:subtitle>La prima radio podcast femminista italiana</itunes:subtitle>
	<itunes:keywords>femminismo, donne, diritti, femminile</itunes:keywords>
	<image>
		<title>Radio delle donne &#187; informazione</title>
		<url>http://www.radiodelledonne.org/wp-content/plugins/podpress/images/144.jpg</url>
		<link>http://www.radiodelledonne.org</link>
	</image>
	<itunes:category text="News &amp; Politics" />
	<itunes:category text="Society &amp; Culture" />
	<itunes:category text="Arts" />
		<item>
		<title>Allarme tratta ai Mondiali di calcio: il Coordinamento Nazionale donne dell&#8217;Uisp denuncia</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/03/21/allarme-tratta-ai-mondiali-di-calcio-il-coordinamento-nazionale-donne-delluisp-denuncia/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2010/03/21/allarme-tratta-ai-mondiali-di-calcio-il-coordinamento-nazionale-donne-delluisp-denuncia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 22:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=1589</guid>
		<description><![CDATA[La denuncia c&#8217;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La Parliamentary Assembly of the Council of Europe, il Nordic Council e Amnesty International avevano già espresso il loro disappunto sull&#8217;incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty denunciarono che 30000 donne e ragazze erano  state costrette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/calcio_home450a.jpg" rel="lightbox[1589]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1598" title="calcio_home450a" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/calcio_home450a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La denuncia c&#8217;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La <em>Parliamentary Assembly of the Council of Europe</em>, il <em>Nordic Council</em> <span style="color: #888888;">e<em> <a title="w:Amnesty International" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amnesty_International">Amnesty International</a> </em></span>avevano già espresso il loro disappunto sull&#8217;incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty denunciarono che 30000 donne e ragazze erano  state costrette a prostituirsi, anche in strutture  adibite ad hoc nelle vicinanze dello stadio. Ora che a giugno l&#8217;evento sportivo si ripeterà in Sudafrica l&#8217;allarme sta ripartendo.</p>
<p>L&#8217;intervista è  alla responsabile nazionale del Coordinamento Donne Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), <strong>Paola Lanzon</strong>, che illustra la campagna di  responsabilizzazione per i tifosi aderenti all&#8217;associazione.<span id="more-1589"></span></p>
<p>Nella regione meridionale del paese stanno per essere completate due importanti strutture per il Mondiale di calcio: il nuovo centro di medicina d’emergenza all’ospedale Livingstone di Port Elizabeth e lo stadio di calcio di Gelvandale. Entro aprile sarà ultimato il primo, costato 24 milioni di euro; lo stadio, per la cui costruzione sono stati stanziati 6 milioni di euro, verrà finito entro marzo. Ma c’è anche un altro tema al centro del dibattito nazionale: la legalizzazione o meno della prostituzione.</p>
<p>Il commissario di polizia sudafricano Jackie Selebi è stato il primo a proporre l’idea, sostenendo che se la prostituzione viene legalizzata, la polizia è più libera di occuparsi dei problemi di sicurezza più pressanti.</p>
<p>Non tutti sono d’accordo sull’idea di Lekgetho: alcuni la considerano uno scherzo, altri un’offesa. La legalizzazione della prostituzione  permetterebbe la regolamentazione del settore, la riscossione di maggiori tasse e quindi più soldi per il paese. Poi c’è anche la questione Hiv: con la prostituzione legale si farebbero più controlli sia alle prostitute che agli uomini, si dice. Quello che <strong>non</strong> si dice è che sembra che dai villaggi comincino a sparire bambine e ragazze minorenni, reclutate per il mercato clandestino.</p>
<p>.</p>
<p><em> </em></p>
<p><sup><a href="http://it.wikinews.org/wiki/Razzismo_e_traffico_di_prostitute_ai_Mondiali_di_calcio_2006#cite_note-4"></a></sup></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2010/03/21/allarme-tratta-ai-mondiali-di-calcio-il-coordinamento-nazionale-donne-delluisp-denuncia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne10_prostituzionemondiali.mp3" length="5224033" type="audio/mpeg" />
			<itunes:keywords>corpo,donne,informazione,sport</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>La denuncia c&#039;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La Parliamentary Assembly of the Council of Europe, il Nordic Council e Amnesty International avevano già espresso il loro disappunto sull&#039;incremento del traffico di...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/calcio_home450a-150x150.jpg)La denuncia c&#039;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La Parliamentary Assembly of the Council of Europe, il Nordic Council e Amnesty International (http://it.wikipedia.org/wiki/Amnesty_International) avevano già espresso il loro disappunto sull&#039;incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty denunciarono che 30000 donne e ragazze erano  state costrette a prostituirsi, anche in strutture  adibite ad hoc nelle vicinanze dello stadio. Ora che a giugno l&#039;evento sportivo si ripeterà in Sudafrica l&#039;allarme sta ripartendo.

L&#039;intervista è  alla responsabile nazionale del Coordinamento Donne Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), Paola Lanzon, che illustra la campagna di  responsabilizzazione per i tifosi aderenti all&#039;associazione.

Nella regione meridionale del paese stanno per essere completate due importanti strutture per il Mondiale di calcio: il nuovo centro di medicina d’emergenza all’ospedale Livingstone di Port Elizabeth e lo stadio di calcio di Gelvandale. Entro aprile sarà ultimato il primo, costato 24 milioni di euro; lo stadio, per la cui costruzione sono stati stanziati 6 milioni di euro, verrà finito entro marzo. Ma c’è anche un altro tema al centro del dibattito nazionale: la legalizzazione o meno della prostituzione.

Il commissario di polizia sudafricano Jackie Selebi è stato il primo a proporre l’idea, sostenendo che se la prostituzione viene legalizzata, la polizia è più libera di occuparsi dei problemi di sicurezza più pressanti.

Non tutti sono d’accordo sull’idea di Lekgetho: alcuni la considerano uno scherzo, altri un’offesa. La legalizzazione della prostituzione  permetterebbe la regolamentazione del settore, la riscossione di maggiori tasse e quindi più soldi per il paese. Poi c’è anche la questione Hiv: con la prostituzione legale si farebbero più controlli sia alle prostitute che agli uomini, si dice. Quello che non si dice è che sembra che dai villaggi comincino a sparire bambine e ragazze minorenni, reclutate per il mercato clandestino.

.

 

 (http://it.wikinews.org/wiki/Razzismo_e_traffico_di_prostitute_ai_Mondiali_di_calcio_2006#cite_note-4)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>7:15</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>Signore, il trailer è servito! Leztrailer è on line</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/02/22/signore-il-trailer-e-servitoleztrailer-e-on-line/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2010/02/22/signore-il-trailer-e-servitoleztrailer-e-on-line/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 00:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>
		<category><![CDATA[lesbica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=1470</guid>
		<description><![CDATA[Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#8217;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico. Ecco la storia di questo sito, una vera e propria miniera per le e gli amanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/02/images1.jpeg" rel="lightbox[1470]"><img class="alignleft size-full wp-image-1475" title="images" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/02/images1.jpeg" alt="" width="118" height="89" /></a>Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#8217;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico. Ecco la storia di questo sito, una vera e propria miniera per le e gli amanti del buon cinema con al centro l&#8217;amore tra donne.<br />
<a href="http://www.leztrailer.it">www.leztrailer.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2010/02/22/signore-il-trailer-e-servitoleztrailer-e-on-line/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne10_federica.fabbiani.mp3" length="13969198" type="audio/mpeg" />
			<itunes:keywords>informazione,lesbica</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#039;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/02/images1.jpeg)Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#039;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico. Ecco la storia di questo sito, una vera e propria miniera per le e gli amanti del buon cinema con al centro l&#039;amore tra donne.
www.leztrailer.it (http://www.leztrailer.it)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>19:24</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>Libri de/generi. Consigli, suggestioni, intermittenze nei libri che piacciono</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2009/12/13/libri-degeneri-consigli-suggestioni-intermittenze-nei-libri-chi-piacciono/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2009/12/13/libri-degeneri-consigli-suggestioni-intermittenze-nei-libri-chi-piacciono/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 18:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri de/generi]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrici italiane]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=875</guid>
		<description><![CDATA[La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere. Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.info]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG" rel="lightbox[875]"><img class="alignleft size-full wp-image-898" title="Barbara Romanoli" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG" alt="" width="240" height="180" /></a></strong>La rubrica di<strong> recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli</strong>, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere.</p>
<p>Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito <strong><a href="http://www.barbararomagnoli.info">www.barbararomagnoli.info</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2009/12/13/libri-degeneri-consigli-suggestioni-intermittenze-nei-libri-chi-piacciono/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne09_barbararadio.mp3" length="4698336" type="audio/mpeg" />
		<itunes:keywords>informazione,libri,romanzo,scrittura</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere. - Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/turchia1.JPG)La rubrica di recensioni di libri a cura di Barbara Romagnoli, per non perdere testi di piccole case editrici, ristampe, curiosi testi che altrimenti potreste non conoscere.

Se volete saperne di più di Barbara andate al suo sito www.barbararomagnoli.info (http://www.barbararomagnoli.info)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	</item>
		<item>
		<title>Letteralmente femminista &#8211; il libro di Monica Lanfranco commentato</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/letteralmente-femminista-il-libro-di-monica-lanfranco-commentato/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/letteralmente-femminista-il-libro-di-monica-lanfranco-commentato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittrici italiane]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismi]]></category>
		<category><![CDATA[femminista]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=805</guid>
		<description><![CDATA[I commenti di Haidi Gaggio Giuliani e Sara Martino alla lettura del libro Letteralmente femminista - perchè è ancora necessario il movimento delle donne, di Monica Lanfranco (Edizioni Punto Rosso) durante la presentazione del testo a Genova;seguono poi quelli di Celeste Grossi, giornalista ed esponente delle Donne in nero di Como e di Nicoletta Pirotta, di Ife svoltasi a Como il 25 novembre. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg" rel="lightbox[805]"></a><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/Haidi-Gaggio-Giuliani.jpg" rel="lightbox[805]"></a><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC_3484.jpg" rel="lightbox[805]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2417" title="DSC_3484" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC_3484-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
<img class="size-full wp-image-810 alignleft" title="Sara Martino" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg" alt="Sara Martino" width="162" height="193" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Letteralmente femminista &#8211; Perché è ancora necessario il movimento delle donne</strong><br />
di Monica Lanfranco(edizioni Puntorosso)</p>
<p style="text-align: center;">qui il commento al blog di Lorella Zanardo alla presentazione di Milano</p>
<p><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/"><span id=":1xp" dir="ltr">http://www.ilcorpodelledonne.net/</span></a> <span id="more-805"></span></p>
<p><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />“La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro. Non aspettate.</p>
<p>Non pensate solo a voi stesse ed alla vostra vita: pensate a tutte le vite dentro di voi, di coloro che sono morte e di coloro che nasceranno. E la  prossima volta che qualcuno vi chiede: Cos&#8217;è la storia delle donne?, rispondete: ‘Io sono la storia delle donne’. E credetelo”.</p>
<p>Quella dei movimenti femministi è stata, in occidente, la più grande rivoluzione nonviolenta del secolo scorso, e in molti paesi emergenti nel mondo si sta ripresentando come il movimento che può cambiare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini che ancora vivono sotto sistemi patriarcali che opprimono la metà del genere umano.</p>
<p>Letteralmente femminista è un libro doppiamente interessante: è sia un saggio teorico ma anche una riflessione personale sul percorso umano e politico di una attivista per i diritti umani delle donne.</p>
<p>&#8220;Essere una femmina, se all’inizio della comparsa nel ventre di mia madre è stato un caso, ha assunto nella mia vita un significato e una centralità imprescindibile.<br />
Per questo, una volta entrata nel mondo adulto, non ho mai condiviso l’affermazione secondo la quale «siamo tutti persone», spesso usata per conciliare fintamente, e non affrontare mai, l’inevitabile conflitto tra i due generi. Secondo questa visione il definirci così, persone, basterebbe per situarci nel mondo in modo automatico e indolore, senza discriminazioni.<br />
E’ la realtà a smentire chi lo sostiene: spesso usare il generico ‘persona’ è un modo per sfuggire all’ingombrante verità che l’avere un corpo maschile o uno femminile non è indifferente, in ogni società e visione culturale. Essere persone non basta per essere degne di memoria, diritti, cittadinanza, libertà.<br />
Al contrario è basilare e vincolante il genere che ti capita alla nascita, per stabilire il proprio posto nella scala gerarchica collettiva, perché questa scala è costruita ancora, da tutte le culture della storia umana in modo molto, molto lontano dal considerare, ascoltare e dare valore equamente alle voci distinte dei due generi&#8221;.</p>
<p>al sito <a href="http://www.monicalanfranco.it">www.monicalanfranco.it</a> e a quello <a href="http://www.puntorosso.it">www.puntorosso.it</a> sono aperte alcune pagine del libro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/letteralmente-femminista-il-libro-di-monica-lanfranco-commentato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<enclosure url="http://radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne09_Voci7.mp3" length="3427216" type="audio/mpeg" />
		<itunes:keywords>donne,femminismi,femminista,generazioni,informazione</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>I commenti di Haidi Gaggio Giuliani e Sara Martino alla lettura del libro Letteralmente femminista - perchè è ancora necessario il movimento delle donne, di Monica Lanfranco (Edizioni Punto Rosso) durante la presentazione del testo a Genova;seguono poi...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg) (http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/Haidi-Gaggio-Giuliani.jpg)(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/DSC_3484-150x150.jpg)
(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg)
Letteralmente femminista - Perché è ancora necessario il movimento delle donne
di Monica Lanfranco(edizioni Puntorosso)
qui il commento al blog di Lorella Zanardo alla presentazione di Milano
http://www.ilcorpodelledonne.net/ 

(../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif)“La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro. Non aspettate.

Non pensate solo a voi stesse ed alla vostra vita: pensate a tutte le vite dentro di voi, di coloro che sono morte e di coloro che nasceranno. E la  prossima volta che qualcuno vi chiede: Cos&#039;è la storia delle donne?, rispondete: ‘Io sono la storia delle donne’. E credetelo”.

Quella dei movimenti femministi è stata, in occidente, la più grande rivoluzione nonviolenta del secolo scorso, e in molti paesi emergenti nel mondo si sta ripresentando come il movimento che può cambiare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini che ancora vivono sotto sistemi patriarcali che opprimono la metà del genere umano.

Letteralmente femminista è un libro doppiamente interessante: è sia un saggio teorico ma anche una riflessione personale sul percorso umano e politico di una attivista per i diritti umani delle donne.

&quot;Essere una femmina, se all’inizio della comparsa nel ventre di mia madre è stato un caso, ha assunto nella mia vita un significato e una centralità imprescindibile.
Per questo, una volta entrata nel mondo adulto, non ho mai condiviso l’affermazione secondo la quale «siamo tutti persone», spesso usata per conciliare fintamente, e non affrontare mai, l’inevitabile conflitto tra i due generi. Secondo questa visione il definirci così, persone, basterebbe per situarci nel mondo in modo automatico e indolore, senza discriminazioni.
E’ la realtà a smentire chi lo sostiene: spesso usare il generico ‘persona’ è un modo per sfuggire all’ingombrante verità che l’avere un corpo maschile o uno femminile non è indifferente, in ogni società e visione culturale. Essere persone non basta per essere degne di memoria, diritti, cittadinanza, libertà.
Al contrario è basilare e vincolante il genere che ti capita alla nascita, per stabilire il proprio posto nella scala gerarchica collettiva, perché questa scala è costruita ancora, da tutte le culture della storia umana in modo molto, molto lontano dal considerare, ascoltare e dare valore equamente alle voci distinte dei due generi&quot;.

al sito www.monicalanfranco.it (http://www.monicalanfranco.it) e a quello www.puntorosso.it (http://www.puntorosso.it) sono aperte alcune pagine del libro.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	</item>
		<item>
		<title>I 15 anni della rivista Marea</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/i-15-anni-della-rivista-marea/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/i-15-anni-della-rivista-marea/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[femminismi]]></category>
		<category><![CDATA[femminista]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=779</guid>
		<description><![CDATA[Le voci dal dibattito organizzato per i 15 anni della rivista Marea, con Lorella Zanardo e altre ospiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-787 alignleft" title="Lorella Zanardo al dibattito sui 15 anni di Marea " src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/lorella.jpg" alt="lorella" width="173" height="130" /></p>
<p><strong>La rivista femminista<a href="http://www.mareaonline.it"> Marea</a> </strong>ha festeggiato <strong>i suoi primi 15 anni</strong>, con una <strong>nuova veste grafica, due dibattiti, e la presentazione della prima radio web italiana femminista!</strong> Sembra strano, ma esistono ancora (poche, ma ci sono) riviste fatte da donne che insistono a voler fare informazione, comunicazione e trasmissione di sapere scegliendo uno <strong>sguardo critico femminista</strong>. Lo sappiamo, l’aggettivo ingombra, però racconta semplicemente <strong>l’esercizio di una libertà e di una conoscenza </strong>che viene dalle lotte di emancipazione e liberazione  dei movimenti per i diritti delle donne.</p>
<p><span id="more-779"></span></p>
<p>La rivista Marea, nata a Genova e attiva da 15 anni è uno dei frutti di questa storia.</p>
<p>Per festeggiare l’attività della rivista, e insieme ragionare su quale sia lo ‘stato dell’arte’ del rapporto tra donne e informazione Marea ha dato vista  ad un doppio appuntamento a <strong>Genova, il 29 ottobre 2009</strong>.</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2009/11/il-dibattito.jpg" rel="lightbox[779]"><img class="alignleft" title="il dibattito" src="../wp-content/uploads/2009/11/il-dibattito.jpg" alt="il dibattito" width="202" height="151" /></a>Al mattino dalle 11 alle 13 all’Università di Genova, Facoltà di lingue, Sala della Biblioteca, ospite della docente Lucy Ladikoff studentesse e studenti hanno incontrato Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne, e la redazione di Marea.<br />
Al pomeriggio, alla Sala di Rappresentanza del Comune a Palazzo Tursi dalle 17<br />
le giornaliste Lorella Zanardo e Ritanna Armeni, Marieme Helie Lucas del <a href="http://www.wluml.org">WLUML</a>, Dounia Ettaib, dell’associazione Dari, Rosangela Pesenti, ricercatrice e Francesca Sutti webmistress hanno dibattuto su: <strong><em>“Dalla velina alle veline: donne nei media tra informazione e invisibilità”</em></strong>.</p>
<p>Ecco un reportage dall&#8217;evento e un articolo di Ritanna Armeni</p>
<h3><em>Una battaglia monca</em><br />
di Ritanna Armeni</h3>
<p>Ho cercato invano fra le decine e decine di articoli sulla libertà di stampa una parola che riguardasse le donne. Ho cercato fra i volti e gli slogan della manifestazione di sabato qualcosa che ricordasse la impossibilità di costruire una stampa libera se essa esclude la presenza femminile. Ho sperato che qualcuno protestasse contro lo scempio del corpo delle donne a cui  negli ultimi tempi i giornali e i canali televisivi hanno dedicato con dovizia di particolari un’attenzione pruriginosa. Ho pensato – sbagliando – che fra i tanti numeri  che venivano portati a sostegno della tesi sui pericoli che oggi corre la libera informazione ci fossero anche quelli riguardanti  le donne giornaliste, la loro collocazione, il loro ruolo.</p>
<p>Non ho trovato nulla di tutto questo e allora mi sono domandata: la battaglia per la libertà di stampa, la lotta politica perchè essa esista effettivamente, e non solo all’interno di una pur legittima campagna antigovernativa, può prescindere da una riflessione e da un conflitto per una diversa presenza delle donne nel mondo dell’informazione? Un dubbio ed una domanda simile l’ho trovata solo in un articolo di Letizia Paolozzi che nota sul sito Donnealtri come in nome di “un antiberlusconismo primario” “questa libertà di stampa non sembra avere grande interesse per il sesso femminile”.</p>
<p>Per quanto mi riguarda dichiaro subito di non credere in alcuna battaglia per la libera informazione che prescinda dal modo in cui viene trattata l’immagine femminile e dalla presenza e dalla collocazione della giornaliste nella carta stampata e nella Tv pubblica e commerciale.<br />
Le due cose sono strettamente intrecciate. Una maggiore e più qualificata presenza femminile avrebbe maggiori possibilità (niente è automatico) di impedire lo scempio che viene fatto oggi dell’immagine delle donne. Una battaglia vera su come tv e giornali presentano “il secondo sesso” agevolerebbe una presenza femminile diversa da quella  presente nelle televisioni che segue spesso (ovviamente non sempre) gli stereotipi patinati della giovinezza,  bellezza e della malizia, insomma della «donna dello spettacolo», che poco ha a che fare col giornalismo.</p>
<p>Oggi alla Rai su un numero di direttori e vicedirettori di rete e di testata che si avvicina a cinquanta le donne sono solo tre: Maria Pia Ammirati, Susanna Petruni e Bianca Berlinguer. Possibile che fra le decine di giornaliste del servizio pubblico non ci sia nessun altra che possa coprire un ruolo dirigente? Oppure dobbiamo ammettere che siamo di fronte ad una limitazione, ad un  veto non detto, ad una misoginia tanto profonda quanto inconfessata  che limita la libertà delle donne e di cui la battaglia per la libertà di stampa non si fa assolutamente carico?<br />
Ed è possibile che un grande quotidiano,  quello che è stato in prima fila nella  battaglia per la libertà, la Repubblica, non si renda conto che non solo nel gruppo dirigente del quotidiano, ma fra i commentatori e gli editorialisti la presenza femminile è così esigua che &#8211; pure di grande qualità &#8211; scompare nel grande mare dei commenti e degli editoriali  maschili. Così come non se ne rende conto l’altro grande giornale della borghesia italiana il Corriere della sera il cui decoro terzista e moderato rimane implacabilmente in mano agli uomini.</p>
<p>Ma non serve un lungo elenco. Non serve denunciare i dati dei canali Mediaset o degli altri quotidiani nazionali e locali. Dovunque si osservi e si indaghi nei giornali e nelle tv la libertà di stampa ha questa limite invalicabile e profondo di cui gli stessi protagonisti della battaglia per la libera informazione non si rendono conto, anzi ignorano e, spesso, lo fanno  con sufficienza e prosopopea.</p>
<p>Così come tutti – anche in questo caso le poche eccezioni confermano la regola – danno la stessa rappresentazione delle donne.  Anche coloro che si ergono a difensori della morale, della cultura, della realtà sociale contro i miti e le illusioni indotti dal burlusconismo non si  sottraggono  agli stereotipi, non usano uno sguardo diverso nei confronti delle donne. Nei giornali di questi mesi immersi,  negli scandali del premier  abbiamo trovato lo stesso compiacimento nella descrizione dei corpi delle veline, negli aggettivi usati per le escort e anche nella implicita contrapposizione a donne virtuose, madri di famiglie, ragazze studiose e per bene. Linguaggi impudichi, descrizioni compiacenti, il corpo femminile privato di dignità dalle note vicende del premier, tale e rimasto nella mancanza di rispetto con cui è stato osservato e trattato dai difensori della libertà di stampa.</p>
<p>Si poteva fare diversamente? Sì si poteva.  Ma ci sarebbe voluto un coraggio e un interesse femminile e partecipato per capire e raccontare il mondo di quelle giovani ragazze definite veline che cercano un affermazione e un lavoro. Per indagare su quelle donne che non si chiamano più prostitute, ma escort. E sul rapporto fra queste figure femminili e un mondo maschile non solo berlusconiano, nello stesso tempo forte prepotente, ma  dipendente da una sessualità incapace di prescindere dal potere. Sì, si poteva, ma nessuno si è posto il problema. E la battaglia per la libertà di stampa oggi si presenta monca, privata almeno della metà della sua efficacia. E francamente molto meno credibile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2009/11/24/i-15-anni-della-rivista-marea/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne09_Voci4.mp3" length="1" type="audio/mpeg" />
		<itunes:keywords>femminismi,femminista,informazione,politica,scrittura</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Le voci dal dibattito organizzato per i 15 anni della rivista Marea, con Lorella Zanardo e altre ospiti.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/lorella.jpg)

La rivista femminista Marea (http://www.mareaonline.it) ha festeggiato i suoi primi 15 anni, con una nuova veste grafica, due dibattiti, e la presentazione della prima radio web italiana femminista! Sembra strano, ma esistono ancora (poche, ma ci sono) riviste fatte da donne che insistono a voler fare informazione, comunicazione e trasmissione di sapere scegliendo uno sguardo critico femminista. Lo sappiamo, l’aggettivo ingombra, però racconta semplicemente l’esercizio di una libertà e di una conoscenza che viene dalle lotte di emancipazione e liberazione  dei movimenti per i diritti delle donne.



La rivista Marea, nata a Genova e attiva da 15 anni è uno dei frutti di questa storia.

Per festeggiare l’attività della rivista, e insieme ragionare su quale sia lo ‘stato dell’arte’ del rapporto tra donne e informazione Marea ha dato vista  ad un doppio appuntamento a Genova, il 29 ottobre 2009.

(../wp-content/uploads/2009/11/il-dibattito.jpg)Al mattino dalle 11 alle 13 all’Università di Genova, Facoltà di lingue, Sala della Biblioteca, ospite della docente Lucy Ladikoff studentesse e studenti hanno incontrato Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne, e la redazione di Marea.
Al pomeriggio, alla Sala di Rappresentanza del Comune a Palazzo Tursi dalle 17
le giornaliste Lorella Zanardo e Ritanna Armeni, Marieme Helie Lucas del WLUML (http://www.wluml.org), Dounia Ettaib, dell’associazione Dari, Rosangela Pesenti, ricercatrice e Francesca Sutti webmistress hanno dibattuto su: “Dalla velina alle veline: donne nei media tra informazione e invisibilità”.

Ecco un reportage dall&#039;evento e un articolo di Ritanna Armeni
Una battaglia monca
di Ritanna Armeni
Ho cercato invano fra le decine e decine di articoli sulla libertà di stampa una parola che riguardasse le donne. Ho cercato fra i volti e gli slogan della manifestazione di sabato qualcosa che ricordasse la impossibilità di costruire una stampa libera se essa esclude la presenza femminile. Ho sperato che qualcuno protestasse contro lo scempio del corpo delle donne a cui  negli ultimi tempi i giornali e i canali televisivi hanno dedicato con dovizia di particolari un’attenzione pruriginosa. Ho pensato – sbagliando – che fra i tanti numeri  che venivano portati a sostegno della tesi sui pericoli che oggi corre la libera informazione ci fossero anche quelli riguardanti  le donne giornaliste, la loro collocazione, il loro ruolo.

Non ho trovato nulla di tutto questo e allora mi sono domandata: la battaglia per la libertà di stampa, la lotta politica perchè essa esista effettivamente, e non solo all’interno di una pur legittima campagna antigovernativa, può prescindere da una riflessione e da un conflitto per una diversa presenza delle donne nel mondo dell’informazione? Un dubbio ed una domanda simile l’ho trovata solo in un articolo di Letizia Paolozzi che nota sul sito Donnealtri come in nome di “un antiberlusconismo primario” “questa libertà di stampa non sembra avere grande interesse per il sesso femminile”.

Per quanto mi riguarda dichiaro subito di non credere in alcuna battaglia per la libera informazione che prescinda dal modo in cui viene trattata l’immagine femminile e dalla presenza e dalla collocazione della giornaliste nella carta stampata e nella Tv pubblica e commerciale.
Le due cose sono strettamente intrecciate. Una maggiore e più qualificata presenza femminile avrebbe maggiori possibilità (niente è automatico) di impedire lo scempio che viene fatto oggi dell’immagine delle donne. Una battaglia vera su come tv e giornali presentano “il secondo sesso” agevolerebbe una presenza femminile diversa da quella  presente nelle televisioni che segue spesso (ovviamente non sempre) gli stereotipi patinati della giovinezza,  bellezza e della malizia, insomma della «donna dello spettacolo», che poco ha a che fare col giornalismo.

</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	</item>
	</channel>
</rss>

