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	<title>Radio delle donne &#187; femminismi</title>
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	<description>La prima radio podcast femminista italiana, dedicata alla differenza di genere e ai temi dei movimenti delle donne.</description>
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	<managingEditor>info@radiodelledonne.org (Radio delle donne)</managingEditor>
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		<title>Radio delle donne &#187; femminismi</title>
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		<title>Non è un gioco da ragazze-in un libro il femminismo sindacale anni &#8216;70</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, Giovanna Cereseto, Anna Frisone e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne.jpg" rel="lightbox[1658]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1681" title="01donne" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, <strong>Giovanna Cereseto</strong>, <strong>Anna Frisone </strong>e <strong>Laura Varlese</strong> <strong><em>(alla quale abbiamo chiesto il perchè di questo libro nell&#8217;intervista qui sotto) </em></strong>dal titolo <em>Non è un gioco da ragazze,</em> edito da Ediesse, che raccoglie le tre tesi di laurea delle autrici. Il volume, che attinge a fonti documentarie e orali, offre un approfondimento di quell’importante momento storico e civile, per riproporre alla riflessione e alla discussione dell’oggi una stagione che ha dato un apporto decisivo all’evoluzione di una grande «organizzazione di donne e di uomini», la CGIL.<span id="more-1658"></span><br />
Come ben sintetizza Anna Rossi-Doria, «&#8230;i Coordinamenti donne della FLM conducono una lotta per un obiettivo così arduo da rivelarsi alla fine irraggiungibile: affermare autonomamente i bisogni delle donne, trasformandoli in diritti, dentro al sindacato e allo stesso tempo trasformare quest’ultimo sulla base della nuova idea della politica che dalle assemblee e dai gruppi di sole donne era nata. Anche se si dimostrerà impossibile, quella sfida, come questi lavori dimostrano, consentirà, proprio per la sua altezza e carica utopica, lo sviluppo di idee ed esperienze ricche di insegnamenti per il futuro».</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne-150x150.jpg)Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, Giovanna Cereseto, Anna Frisone e Laura Varlese (alla quale abbiamo chiesto il perchè di questo libro nell&#039;intervista qui sotto) dal titolo Non è un gioco da ragazze, edito da Ediesse, che raccoglie le tre tesi di laurea delle autrici. Il volume, che attinge a fonti documentarie e orali, offre un approfondimento di quell’importante momento storico e civile, per riproporre alla riflessione e alla discussione dell’oggi una stagione che ha dato un apporto decisivo all’evoluzione di una grande «organizzazione di donne e di uomini», la CGIL.
Come ben sintetizza Anna Rossi-Doria, «...i Coordinamenti donne della FLM conducono una lotta per un obiettivo così arduo da rivelarsi alla fine irraggiungibile: affermare autonomamente i bisogni delle donne, trasformandoli in diritti, dentro al sindacato e allo stesso tempo trasformare quest’ultimo sulla base della nuova idea della politica che dalle assemblee e dai gruppi di sole donne era nata. Anche se si dimostrerà impossibile, quella sfida, come questi lavori dimostrano, consentirà, proprio per la sua altezza e carica utopica, lo sviluppo di idee ed esperienze ricche di insegnamenti per il futuro».</itunes:summary>
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		<title>Dita di dama: un libro di Chiara Ingrao sugli anni &#8216;70 e non solo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 20:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1.jpg" rel="lightbox[1615]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1619" title="mini-foto-chiara" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1-135x150.jpg" alt="" width="135" height="150" /></a>«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! Digli di no, ho detto io. Rifiutati.»﻿</p>
<p>Ecco l&#8217;incipit del nuovo struggente  e intenso libro <em>Dita di dama</em> di <strong>Chiara Ingrao</strong>, attivista femminista e pacifista, una figura importante nel movimento italiano.<span id="more-1615"></span></p>
<p>Al  sito <a href="http://www.chiaraingrao.it">www.chiaraingrao.it </a>si possono trovare anche i primi capitoli dei suoi numerosi testi.</p>
<p>L&#8217; intervista, realizzata alla presentazione di Genova del libro di <strong>Chiara Ingrao</strong> e del testo <em>Non è un gioco da ragazze, </em>con le tesi di laurea di <span style="text-decoration: underline;"><strong></strong><a href="http://www.ediesseonline.it"><span style="color: #000000;"><strong>Giovanna Cereseto &#8211; Anna Frisone &#8211; Laura Varlese</strong></span></a></span> (Ediesse edizioni) è a cura di <a href="http://www.monicalanfranco.it"><strong>Monica Lanfranco</strong></a>.  Alla fisarmonica <strong>Valentina Genta</strong>.</p>
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		<itunes:subtitle>«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1-135x150.jpg)«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! Digli di no, ho detto io. Rifiutati.»﻿

Ecco l&#039;incipit del nuovo struggente  e intenso libro Dita di dama di Chiara Ingrao, attivista femminista e pacifista, una figura importante nel movimento italiano.

Al  sito www.chiaraingrao.it  (http://www.chiaraingrao.it)si possono trovare anche i primi capitoli dei suoi numerosi testi.

L&#039; intervista, realizzata alla presentazione di Genova del libro di Chiara Ingrao e del testo Non è un gioco da ragazze, con le tesi di laurea di Giovanna Cereseto - Anna Frisone - Laura Varlese (Ediesse edizioni) è a cura di Monica Lanfranco.  Alla fisarmonica Valentina Genta.</itunes:summary>
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		<title>A Torino, metti un pomeriggio a discutere tra femministe..</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/03/23/a-torino-metti-un-pomeriggio-a-discutere-tra-femministe/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 13:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
A Torino, su invito di Laura Cima, consigliera di parità ed ex parlmentare, un nutrito gruppo di donne di tutte le età e provenienza culturale e politica si è dato appuntamento per discutere di come far ripartire una stagione di dibattito, azioni e pratiche che metta al centro la politica, i desideri e i valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/femministe.jpg" rel="lightbox[1601]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1659" title="femministe" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/femministe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
A Torino, su invito di <strong>Laura Cima</strong>, consigliera di parità ed ex parlmentare, un nutrito gruppo di donne di tutte le età e provenienza culturale e politica si è dato appuntamento per discutere di come far ripartire una stagione di dibattito, azioni e pratiche che metta al centro la politica, i desideri e i valori femminili in chiave femminista. Ecco un riassunto della discussione.</p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle> A Torino, su invito di Laura Cima, consigliera di parità ed ex parlmentare, un nutrito gruppo di donne di tutte le età e provenienza culturale e politica si è dato appuntamento per discutere di come far ripartire una stagione di dibattito,</itunes:subtitle>
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A Torino, su invito di Laura Cima, consigliera di parità ed ex parlmentare, un nutrito gruppo di donne di tutte le età e provenienza culturale e politica si è dato appuntamento per discutere di come far ripartire una stagione di dibattito, azioni e pratiche che metta al centro la politica, i desideri e i valori femminili in chiave femminista. Ecco un riassunto della discussione.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>FemminilePlurale, un nuovo soggetto di donne a Vicenza</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/01/24/femminileplurale-un-nuovo-soggetto-di-donne-a-vicenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne FemminilePlurale
Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin.
di Monica Lanfranco
femminileplurale si è costituito nell’ottobre del 2009 alla conclusione di un lungo dibattito aperto all’interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/logo_rosso_firmato4.jpg" rel="lightbox[1419]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1422" title="logo_rosso_firmato4" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/logo_rosso_firmato4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne <a href="http://www.femminileplurale.net">FemminilePlurale</a></p>
<p>Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin.</p>
<p>di Monica Lanfranco<span id="more-1419"></span></p>
<p>femminileplurale si è costituito nell’ottobre del 2009 alla conclusione di un lungo dibattito aperto all’interno del movimento vicentino che da tre anni si oppone alla costruzione della seconda base militare statunitense sull’area del Dal Molin.<br />
La discussione, che si è accesa all’indomani degli scontri con la polizia avvenuti nel corso della manifestazione indetta dal presidio permanente il 4 luglio, ha riguardato questioni fondamentali come il pacifismo, la nonviolenza, il ruolo e le pratiche politiche delle donne all’interno del presidio permanente.<br />
Nel corso della discussione il presidio permanente ha confermato la legittimità dell’azione di “autodifesa” con la qualenel corso della manifestazione si è contrapposto allo schieramento della polizia, e ha ribadito la logica dello scontro che invece una parte delle donne e degli uomini presenti alla manifestazione non ha assolutamente condiviso.<br />
Partendo dall’assunto che “la casa del padrone non si distrugge con gli strumenti del padrone” il Gruppo Donne ha proposto di ridiscutere il significato di nonviolenza per individuare e costruire pratiche condivise; ma la richiesta, espressa nel corso dell’incontro “Le contraddizioni del pacifismo” tenutosi nell’ambito del Festival No Dal Molin  è stata marginalizzata e di fatto respinta.<br />
Il dibattito sulle pratiche e sul ruolo delle donne all’interno del movimento è proseguito all’interno del Gruppo Donne e ha fatto emergere una doppia contraddizione: da un lato  rispetto al modo di pensare il rapporto con il movimento misto e con la posizione ambivalente affermata dai suoi leaders a proposito della nonviolenza e del femminile; dall’altro rispetto al valore da attribuire al segno della differenza femminile nel fare politica.<br />
Noi vediamo una contraddizione fra il pensarci donne nonviolente e il permanere in un ambito che ha pubblicamente dichiarato di non considerare rilevante la differenza femminile e ritiene la nonviolenza e il pacifismo opzioni modificabili a seconda delle circostanze.<br />
Noi riteniamo che il segno della differenza sia fondamentale e che ci debba essere una coerenza fra ciò che pensiamo e ciò che facciamo.<br />
Pensiamo che il segno della differenza e la sua nominazione siano la premessa necessaria per affermare  il riconoscimento e il valore di tutte le altre differenze.<br />
Abbiamo ritenuto di non poter condividere il percorso con un soggetto politico che di fatto non ha accettato il confronto dialettico con posizioni diverse dalla propria e che in più occasioni ha svalorizzato soggetti e posizioni differenti da sé.<br />
Per questo è stato necessario marcare la nostra posizione con un gesto radicale, un gesto di libertà femminile coerente il modo di essere e con l’agire che ci ha distinte fin qui: per continuare a intrecciare un pensiero grande, quello della differenza, con una contingenza particolare, la lotta di una comunità per salvaguardare il proprio territorio; per intrecciare il pensiero politico delle donne a una progettualità che si rivolge a tutti i soggetti politici, a tutte le persone nella difesa pacifica e nonviolenta dei beni comuni.<br />
“Per continuare costruire pensiero e azioni per un’ “Altra Città” possibile, aperta alla libera discussione, disposta ad accogliere le differenze e disposta a nominarle, nel segno  -  radicale perché prioritario  -  del pensiero e della politica delle donne, per amore del mondo”.</p>
]]></content:encoded>
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		<itunes:subtitle>Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne FemminilePlurale - Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/logo_rosso_firmato4-150x150.jpg)Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne FemminilePlurale (http://www.femminileplurale.net)

Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin.

di Monica Lanfranco

femminileplurale si è costituito nell’ottobre del 2009 alla conclusione di un lungo dibattito aperto all’interno del movimento vicentino che da tre anni si oppone alla costruzione della seconda base militare statunitense sull’area del Dal Molin.
La discussione, che si è accesa all’indomani degli scontri con la polizia avvenuti nel corso della manifestazione indetta dal presidio permanente il 4 luglio, ha riguardato questioni fondamentali come il pacifismo, la nonviolenza, il ruolo e le pratiche politiche delle donne all’interno del presidio permanente.
Nel corso della discussione il presidio permanente ha confermato la legittimità dell’azione di “autodifesa” con la qualenel corso della manifestazione si è contrapposto allo schieramento della polizia, e ha ribadito la logica dello scontro che invece una parte delle donne e degli uomini presenti alla manifestazione non ha assolutamente condiviso.
Partendo dall’assunto che “la casa del padrone non si distrugge con gli strumenti del padrone” il Gruppo Donne ha proposto di ridiscutere il significato di nonviolenza per individuare e costruire pratiche condivise; ma la richiesta, espressa nel corso dell’incontro “Le contraddizioni del pacifismo” tenutosi nell’ambito del Festival No Dal Molin  è stata marginalizzata e di fatto respinta.
Il dibattito sulle pratiche e sul ruolo delle donne all’interno del movimento è proseguito all’interno del Gruppo Donne e ha fatto emergere una doppia contraddizione: da un lato  rispetto al modo di pensare il rapporto con il movimento misto e con la posizione ambivalente affermata dai suoi leaders a proposito della nonviolenza e del femminile; dall’altro rispetto al valore da attribuire al segno della differenza femminile nel fare politica.
Noi vediamo una contraddizione fra il pensarci donne nonviolente e il permanere in un ambito che ha pubblicamente dichiarato di non considerare rilevante la differenza femminile e ritiene la nonviolenza e il pacifismo opzioni modificabili a seconda delle circostanze.
Noi riteniamo che il segno della differenza sia fondamentale e che ci debba essere una coerenza fra ciò che pensiamo e ciò che facciamo.
Pensiamo che il segno della differenza e la sua nominazione siano la premessa necessaria per affermare  il riconoscimento e il valore di tutte le altre differenze.
Abbiamo ritenuto di non poter condividere il percorso con un soggetto politico che di fatto non ha accettato il confronto dialettico con posizioni diverse dalla propria e che in più occasioni ha svalorizzato soggetti e posizioni differenti da sé.
Per questo è stato necessario marcare la nostra posizione con un gesto radicale, un gesto di libertà femminile coerente il modo di essere e con l’agire che ci ha distinte fin qui: per continuare a intrecciare un pensiero grande, quello della differenza, con una contingenza particolare, la lotta di una comunità per salvaguardare il proprio territorio; per intrecciare il pensiero politico delle donne a una progettualità che si rivolge a tutti i soggetti politici, a tutte le persone nella difesa pacifica e nonviolenta dei beni comuni.
“Per continuare costruire pensiero e azioni per un’ “Altra Città” possibile, aperta alla libera discussione, disposta ad accogliere le differenze e disposta a nominarle, nel segno  -  radicale perché prioritario  -  del pensiero e della politica delle donne, per amore del mondo”.</itunes:summary>
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		<title>Parole per giovani donne 4. Germaine Greer</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/01/12/parole-per-giovani-donne-4-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 18:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.
Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi.
Il percorso comprende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.</p>
<p>Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: <strong>diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi</strong>.</p>
<p><strong>Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione <a title="categoria VOCI" href="../category/voci/">VOCI</a></strong>: <strong><em>Quando abbiamo smesso di pensare?</em></strong> Di Irshad Manji; <strong><em>Dalla parte delle bambine </em></strong>di Elena Gianini Belotti; <strong><em>I monologhi della vagina</em></strong> di Eve Ensler; <strong><em>Storia naturale dei sensi </em></strong>di Diane Ackerman; <strong><em>L&#8217;eunuco femmina</em></strong> di Germaine Greer.</p>
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		<itunes:summary>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.

Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d’oggi.

Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI (../category/voci/): Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della vagina di Eve Ensler; Storia naturale dei sensi di Diane Ackerman; L&#039;eunuco femmina di Germaine Greer.</itunes:summary>
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		<title>Parole per giovani donne 3. Eve Einsler</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.
Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d&#8217;oggi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.</p>
<p>Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: <strong>diciotto femministe parlano alle ragazze d&#8217;oggi</strong>.</p>
<p><strong>Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione <a title="categoria VOCI" href="../category/voci/">VOCI</a></strong>: <strong><em>Quando abbiamo smesso di pensare?</em></strong> Di Irshad Manji; <strong><em>Dalla parte delle bambine </em></strong>di Elena Gianini Belotti; <strong><em>I monologhi della vagina</em></strong> di Eve Ensler; <strong><em>Storia naturale dei sensi </em></strong>di Diane Ackerman; <strong><em>L&#8217;eunuco femmina</em></strong> di Germaine Greer.</p>
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		<itunes:summary>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.

Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d&#039;oggi.

Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI (../category/voci/): Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della vagina di Eve Ensler; Storia naturale dei sensi di Diane Ackerman; L&#039;eunuco femmina di Germaine Greer.</itunes:summary>
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		<title>Parole per giovani donne 2. Elena Gianini Belotti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 16:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.
Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d&#8217;oggi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/belotti.jpeg" rel="lightbox[1191]"><img class="alignleft size-full wp-image-1770" title="belotti" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/belotti.jpeg" alt="" width="65" height="102" /></a>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.</p>
<p>Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: <strong>diciotto femministe parlano alle ragazze d&#8217;oggi</strong>.</p>
<p><strong>Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione <a title="categoria VOCI" href="../category/voci/">VOCI</a></strong>: <strong><em>Quando abbiamo smesso di pensare?</em></strong> Di Irshad Manji; <strong><em>Dalla parte delle bambine </em></strong>di Elena Gianini Belotti; <strong><em>I monologhi della vagina</em></strong> di Eve Ensler; <strong><em>Storia naturale dei sensi </em></strong>di Diane Ackerman; <strong><em>L&#8217;eunuco femmina</em></strong> di Germaine Greer.</p>
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		<itunes:subtitle>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi. - Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menap...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/belotti.jpeg)In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.

Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d&#039;oggi.

Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI (../category/voci/): Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della vagina di Eve Ensler; Storia naturale dei sensi di Diane Ackerman; L&#039;eunuco femmina di Germaine Greer.</itunes:summary>
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		<title>Parole per giovani donnemini letture per pillole di femminismi. Irshad Manji</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 17:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.
Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI: Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/monicaico.jpg" rel="lightbox[1102]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1147" title="monicaico" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/monicaico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione <a title="categoria VOCI" href="http://www.radiodelledonne.org/category/voci/">VOCI</a></strong>: <strong><em>Quando abbiamo smesso di pensare?</em></strong> Di Irshad Manji; <strong><em>Dalla parte delle bambine </em></strong>di Elena Gianini Belotti; <strong><em>I monologhi della vagina</em></strong> di Eve Ensler; <strong><em>Storia naturale dei sensi </em></strong>di Diane Ackerman; <strong><em>L&#8217;eunuco femmina</em></strong> di Germaine Greer.</p>
<p><span id="more-1102"></span></p>
<p>Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: <strong>diciotto femministe parlano alle ragazze d&#8217;oggi</strong>.</p>
<p>Monica intervistò 18 donne, a vario titolo impegnate nei movimenti delle donne, chiedendo loro che rapporto avevano con le giovane donne: Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi.</p>
<p>“<em>Con quali parole raccontare che cosa è stato il femminismo ad una ragazza di vent&#8217;anni? E che dirle di sufficentemente immediato,in tempi di comunicazione sincopata e rapidissima come lo sono i nostri, per catturare la sua attenzione e indurla ad ascoltare</em>?</p>
<p>Ci provano in questo libro Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi, sollecitate dalle domande di Monica Lanfranco.</p>
<p>Volutamente costruito a interviste, per restituire l&#8217;immediatezza del dialogo, Parole per giovani donne nasce dal desiderio di mettere per iscritto non solo le opinioni, i punti di vista, le riflessioni sul rapporto che chi ha risposto instaura con le giovani, e più in generale, quale relazione prefigura tra la generazione di donne del femminismo e le ragazze di oggi.</p>
<p>A ciascuna delle intervistate è stato chiesto di donare qualcosa di sè all&#8217;ipotetica lettrice: un  testimone da passare in corsa, un consiglio, un indizio, una traccia, un segreto rivelato, un viatico  materiale o spirituale come dono simbolico per dirle: &#8220;Ecco, questo a me è servito per diventare una donna. Se vuoi può essere utile anche a te&#8221;.</p>
<p><strong>ADRIANA CAVARERO</strong> : &#8220;Quello che cerco di comunicare è che ciò che le giovani pensano sia l&#8217;uguaglianza lo è solo in apparenza, perchè nei fatti si richiede alle donne di uniformarsi agli uomini, e se due soggetti sono diversi, ma uno si deve assimilare all&#8217;altro e non viceversa, allora significa che non sono uguali affatto. Il mio compito è quello di fare riflettere, partendo dai testi antichi, sulla trappola tesa alle donne con questa presunta uguaglianza che nella realtà impone un linguaggio, una politica, un mondo del lavoro declinati al maschile,pretendendo di rappresentarle&#8221;.</p>
<p><strong>ELENA GIANINI BELOTTI</strong>: &#8220;Mi aspetto grandi cose,cose sorprendenti dalla creatività femminile finalmente lasciata libera di esprimersi. Il punti di vista femminile su se stesse e sul mondo ci arricchirà tutti. Quello che sento di poter dire alle giovani donne è di essere se stesse, di coltivare l&#8217;amore e la stima di sè che sono mancati in modo drammatico nelle generazioni precedenti, la libertà mentale e i propri talenti e desideri, la propria ambizione e anche un bel pizzico di egoismo. Di non vivere, insomma, in funzione di altri, chiunque siano, ma per sè&#8221;.</p>
<p><strong>GIANNA SCHELOTTO</strong>: &#8220;Una cosa per me importante da trasmettere alla generazione delle giovani donne? Quella che spero di avere comunicato a mia figlia: l&#8217;autodeterminazione, cioè il non lasciarsi incantare, sedurre, affascinare da cose della quali non si è sicure fino in fondo. Urgono passione, slancio ed entusiasmo nella vita di una giovane, ma sempre condite con un pizzico di razionalità critica, che la portino a continuare a domandarsi:&#8221;chi sono io&#8221;?</p>
<p><strong>LUCIA POLI</strong> &#8220;Sono convinta che il femminismo sia l&#8217;unica vera rivoluzione avvenuta in questo secolo.Anche nelle cose banali ha cambiato la nostra condizione di vita:tra donne si riesce a parlare  meglio,c&#8217;è un inconscio collettivo che si è fatto strada ed è diventato corpo.Io riesco a &#8217;sentire&#8217;,anche se non ha ancora aperto bocca,se una donna ha vissuto un&#8217;esperienza femminile profonda oppure no&#8221;.</p>
<p><strong>MARIA ROSA CUTRUFELLI</strong> &#8220;Mi piacerebbe testimoniare ad una &#8217;sorellina&#8217; che l&#8217;essere donna è un valore che va giocato dovunque,sul lavoro come nelle scelte esistenziali,nella politica come nella creatività.L&#8217;altro valore del quale mi piace parlare è l&#8217;autonomia,ovvero la possibilità di esprimere il proprio punto di vista sul mondo dovunque,dalla famiglia ai rapporti collettivi.L&#8217;autonomia è un bene da conquistare ancora per molte donne,specialmente le giovani.Mi piacerebbe che a fare questo cammino non fossero sole,ma si avvalessero dell&#8217;apporto di altre&#8221;.</p>
<p><strong>MARIELLA GRAMAGLIA</strong> &#8220;Il punto è trovare &#8216;le parole per dirlo&#8217;, il linguaggio giusto per comunicare con le più giovani.Bisogna dire loro che questo polmone c&#8217;è,e la sua aria è a disposizione.Il mondo rischia di farsi sempre più piccolo,i linguaggi tendono a specializzarsi,a diventare chiusi e criptici.Anche noi abbiamo spesso usato,e usiamo,un gergo un pò iniziatico,che allontana e restringe la possibilità di comunicare.E che non permette alle esperienze individuali e collettive di essere raccontate e di non andare perdute&#8221;.</p>
<p><strong>SILVIA VEGETTI FINZI</strong> &#8220;Vorrei dire alle giovani donne che sono spaventate dalle femministe radicali,che vedono talvolta così arrabbiate e disperate senza che ne capiscano i motivi e il linguaggio:abbiate tolleranza e disponibilità nella vita privata con l&#8217;altro sesso,ma non perdete i contatti con le vostre simili.Solo insieme alle altre potete costruire la vostra identità di donne&#8221;.</p>
<p><strong>TINA LAGOSTENA BASSI</strong> &#8220;Le donne mi hanno anche aiutato a capire una cosa molto importante per un avvocato:che la legge non è sufficente.Può contribuire a modificare una atteggiamento culturale,ma è necessario che fuori dalle aule dei tribunali,nella società,nella mentalità di uomini e donne si modifichino comportamenti e pensiero&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi. - Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI: Quando abbiamo smesso di pens...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/monicaico-150x150.jpg)In questa rubrica una delle fondatrici di Radio delle donne, Monica Lanfranco, legge brani tratti da testi di donne di tutti i tempi.

Il percorso comprende i seguenti testi, che trovate uno alla volta nella sezione VOCI (http://www.radiodelledonne.org/category/voci/): Quando abbiamo smesso di pensare? Di Irshad Manji; Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti; I monologhi della vagina di Eve Ensler; Storia naturale dei sensi di Diane Ackerman; L&#039;eunuco femmina di Germaine Greer.



Il titolo della rubrica prende il nome dal primo libro di Monica, scritto nel 1989 con la postfazione di Lidia Menapace, che aveva come sottottitolo: diciotto femministe parlano alle ragazze d&#039;oggi.

Monica intervistò 18 donne, a vario titolo impegnate nei movimenti delle donne, chiedendo loro che rapporto avevano con le giovane donne: Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi.

“Con quali parole raccontare che cosa è stato il femminismo ad una ragazza di vent&#039;anni? E che dirle di sufficentemente immediato,in tempi di comunicazione sincopata e rapidissima come lo sono i nostri, per catturare la sua attenzione e indurla ad ascoltare?

Ci provano in questo libro Adriana Cavarero, Anna Del Bo Boffino, Chiara Saraceno, Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Gianna Schelotto, Giovanna Zincone, Grazia Francescato, Ida Magli, Jole Baldaro Verde, Lella Ravasi Belocchio, Lidia Ravera, Livia Turco, Lucia Poli, Maria Rosa Cutrufelli, Mariella Gramaglia, Silvia Vegetti Finzi, Tina Lagostena Bassi, sollecitate dalle domande di Monica Lanfranco.

Volutamente costruito a interviste, per restituire l&#039;immediatezza del dialogo, Parole per giovani donne nasce dal desiderio di mettere per iscritto non solo le opinioni, i punti di vista, le riflessioni sul rapporto che chi ha risposto instaura con le giovani, e più in generale, quale relazione prefigura tra la generazione di donne del femminismo e le ragazze di oggi.

A ciascuna delle intervistate è stato chiesto di donare qualcosa di sè all&#039;ipotetica lettrice: un  testimone da passare in corsa, un consiglio, un indizio, una traccia, un segreto rivelato, un viatico  materiale o spirituale come dono simbolico per dirle: &quot;Ecco, questo a me è servito per diventare una donna. Se vuoi può essere utile anche a te&quot;.

ADRIANA CAVARERO : &quot;Quello che cerco di comunicare è che ciò che le giovani pensano sia l&#039;uguaglianza lo è solo in apparenza, perchè nei fatti si richiede alle donne di uniformarsi agli uomini, e se due soggetti sono diversi, ma uno si deve assimilare all&#039;altro e non viceversa, allora significa che non sono uguali affatto. Il mio compito è quello di fare riflettere, partendo dai testi antichi, sulla trappola tesa alle donne con questa presunta uguaglianza che nella realtà impone un linguaggio, una politica, un mondo del lavoro declinati al maschile,pretendendo di rappresentarle&quot;.

ELENA GIANINI BELOTTI: &quot;Mi aspetto grandi cose,cose sorprendenti dalla creatività femminile finalmente lasciata libera di esprimersi. Il punti di vista femminile su se stesse e sul mondo ci arricchirà tutti. Quello che sento di poter dire alle giovani donne è di essere se stesse, di coltivare l&#039;amore e la stima di sè che sono mancati in modo drammatico nelle generazioni precedenti, la libertà mentale e i propri talenti e desideri, la propria ambizione e anche un bel pizzico di egoismo. Di non vivere, insomma, in funzione di altri, chiunque siano, ma per sè&quot;.

GIANNA SCHELOTTO: &quot;Una cosa per me importante da trasmettere alla generazione delle giovani donne? Quella che spero di avere comunicato a mia figlia: l&#039;autodeterminazione,</itunes:summary>
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		<title>Iniziativa femminista europea: chi sono e cosa vogliono le donne di IFE</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2009/12/01/iniziativa-femminista-europea-chi-sono-cosa-vogliono-le-donne-di-ife/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 19:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse generar tempesta”. I versi di Alda Merini, grande poeta recentemente scomparsa, sono il nostro portafortuna. Per questo sono scritti sulla tessera di IFE (Iniziativa Femminista Europea), che in Italia, precisamente in Lombardia (terra di fondamentalismi ciellin-padani, mortifero impasto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/IFE.FOTO_.jpeg" rel="lightbox[857]"><img class="alignleft size-full wp-image-858" title="IFE.FOTO" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/IFE.FOTO_.jpeg" alt="IFE.FOTO" /></a>“<em>Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse generar tempesta</em>”. I versi di <strong>Alda Merini</strong>, grande poeta recentemente scomparsa, sono il nostro portafortuna. Per questo sono scritti sulla tessera di <strong>IFE (Iniziativa Femminista Europea)</strong>, <span id="more-857"></span>che in Italia, precisamente in Lombardia (terra di fondamentalismi ciellin-padani, mortifero impasto di familismo e celodurismo)  ha visto la luce il <strong>21 marzo 2008</strong>.</p>
<p><strong>IFE  è un’associazione femminista</strong> composta da una <strong>rete internazionale di donne</strong> che si estende in tutta Europa e nel bacino del Mediterraneo.<br />
Nasce in Francia, a Bobigny, nell’atelier “<strong><em>Donne e potere</em></strong>” durante la giornata internazionale delle donne che ha aperto il Forum sociale Europeo di Parigi del 2003.</p>
<p>La dimensione europea e l’approccio politico (ma non partitico) sono dunque i tratti  “originali” di IFE .<br />
IFE vuole credere ad un il femminismo che sappia divenire  una  vera e propria  soggettività politica, in grado  di  esprimere  un punto di vista generale e critico  sul mondo e di aprire contraddizioni e conflitti in tutti i luoghi dove agisce il potere tradizionale.</p>
<p>In Europa e nel mondo si ripete, infatti,  un medesimo schema, che agisce sia nella vita sociale che in quella privata: le donne hanno meno diritti e meno opportunità degli uomini. Una parte consistente del pensiero maschile ha costruito un modello economico, sociale e culturale fondato  sull’ esclusione ed il controllo dell’”altro” da sé.  Da questo punto di vista la dominazione di un sesso sull’altro è universale e non può essere separata da tutte le altre forme di dominazione.<br />
Tutto ciò produce un profondo deficit di democrazia, non solo nei suoi aspetti formali ma anche e soprattutto in quelli sostanziali a partire dall’uguaglianza dei diritti che per le donne non si è mai attuata compiutamente.<br />
Anche la democrazia rappresentativa è in crisi. Il malcontento ed il distacco dalla politica di tante e tanti che non si sentono più rappresentati si orienta, in proporzioni  sempre più preoccupanti, verso l’anti politica o verso movimenti e partiti  che esprimono posizioni autoritarie, misogene, razziste  e antidemocratiche.</p>
<p>In una simile situazione, le gerarchie ecclesiastiche  irrompono sulla scena sociale, politica e culturale riaffermando fondamentalismi religiosi che rimettono in discussione il principio di laicità e il diritto all’autodeterminazione  in particolare delle donne.</p>
<p>Promuovere partecipazione, riaffermare principi laici e democratici, estendere i diritti delle donne sono azioni necessarie e urgenti se non vogliamo rassegnarci all’imbarbarimento dei rapporti umani che potrebbe addirittura trasformarsi in una regressione di civiltà.</p>
<p>Per far questo cerchiamo di  parlare con voce di donna e fare ascoltare la nostra voce; di promuovere la presenza delle donne in tutti i luoghi della vita sociale, economica, politica e culturale; sensibilizzare ed attivare le donne nei differenti paesi per favorire iniziative di mobilitazione collettiva in grado di  difendere ed estendere i diritti delle donne; di lavorare alla costruzione di relazioni sociali e politiche in grado trasformare il potere e la sua gestione; di promuovere l’autoformazione e l’autodeterminazione delle donne  attraverso il Progetto di Educazione Popolare Femminista.</p>
<p>Nel nostro secondo “seminario d’autunno” che abbiamo tenuto lo scorso ottobre per condividere pensieri ed azioni abbiamo convenuto di organizzare una giornata di studi sul lavoro, crisi economica e diritti delle donne e di iniziare un progetto di “educazione popolare” che promuova un pensiero critico sugli stereotipi femminili tornati oggi prepotentemente in auge.</p>
<p>Ci piacerebbe interloquire, discutere, confrontarci, condividere con altre donne anche per tenere aperti il più possibile  spazi di libertà e di democrazia.</p>
<p>Per contatti :<a href="ife.efi.italia@gmail.com"><strong> ife.efi.italia@gmail.com</strong></a></p>
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		<itunes:subtitle>“Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse generar tempesta”. I versi di Alda Merini, grande poeta recentemente scomparsa, sono il nostro portafortuna. Per questo sono scritti sulla tessera di IFE (Iniziativa ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/12/IFE.FOTO_.jpeg)“Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse generar tempesta”. I versi di Alda Merini, grande poeta recentemente scomparsa, sono il nostro portafortuna. Per questo sono scritti sulla tessera di IFE (Iniziativa Femminista Europea), che in Italia, precisamente in Lombardia (terra di fondamentalismi ciellin-padani, mortifero impasto di familismo e celodurismo)  ha visto la luce il 21 marzo 2008.

IFE  è un’associazione femminista composta da una rete internazionale di donne che si estende in tutta Europa e nel bacino del Mediterraneo.
Nasce in Francia, a Bobigny, nell’atelier “Donne e potere” durante la giornata internazionale delle donne che ha aperto il Forum sociale Europeo di Parigi del 2003.

La dimensione europea e l’approccio politico (ma non partitico) sono dunque i tratti  “originali” di IFE .
IFE vuole credere ad un il femminismo che sappia divenire  una  vera e propria  soggettività politica, in grado  di  esprimere  un punto di vista generale e critico  sul mondo e di aprire contraddizioni e conflitti in tutti i luoghi dove agisce il potere tradizionale.

In Europa e nel mondo si ripete, infatti,  un medesimo schema, che agisce sia nella vita sociale che in quella privata: le donne hanno meno diritti e meno opportunità degli uomini. Una parte consistente del pensiero maschile ha costruito un modello economico, sociale e culturale fondato  sull’ esclusione ed il controllo dell’”altro” da sé.  Da questo punto di vista la dominazione di un sesso sull’altro è universale e non può essere separata da tutte le altre forme di dominazione.
Tutto ciò produce un profondo deficit di democrazia, non solo nei suoi aspetti formali ma anche e soprattutto in quelli sostanziali a partire dall’uguaglianza dei diritti che per le donne non si è mai attuata compiutamente.
Anche la democrazia rappresentativa è in crisi. Il malcontento ed il distacco dalla politica di tante e tanti che non si sentono più rappresentati si orienta, in proporzioni  sempre più preoccupanti, verso l’anti politica o verso movimenti e partiti  che esprimono posizioni autoritarie, misogene, razziste  e antidemocratiche.

In una simile situazione, le gerarchie ecclesiastiche  irrompono sulla scena sociale, politica e culturale riaffermando fondamentalismi religiosi che rimettono in discussione il principio di laicità e il diritto all’autodeterminazione  in particolare delle donne.

Promuovere partecipazione, riaffermare principi laici e democratici, estendere i diritti delle donne sono azioni necessarie e urgenti se non vogliamo rassegnarci all’imbarbarimento dei rapporti umani che potrebbe addirittura trasformarsi in una regressione di civiltà.

Per far questo cerchiamo di  parlare con voce di donna e fare ascoltare la nostra voce; di promuovere la presenza delle donne in tutti i luoghi della vita sociale, economica, politica e culturale; sensibilizzare ed attivare le donne nei differenti paesi per favorire iniziative di mobilitazione collettiva in grado di  difendere ed estendere i diritti delle donne; di lavorare alla costruzione di relazioni sociali e politiche in grado trasformare il potere e la sua gestione; di promuovere l’autoformazione e l’autodeterminazione delle donne  attraverso il Progetto di Educazione Popolare Femminista.

Nel nostro secondo “seminario d’autunno” che abbiamo tenuto lo scorso ottobre per condividere pensieri ed azioni abbiamo convenuto di organizzare una giornata di studi sul lavoro, crisi economica e diritti delle donne e di iniziare un progetto di “educazione popolare” che promuova un pensiero critico sugli stereotipi femminili tornati oggi prepotentemente in auge.

Ci piacerebbe interloquire, discutere, confrontarci, condividere con altre donne anche per tenere aperti il più possibile  spazi di libertà e di democrazia.

Per contatti : ife.efi.italia@gmail.com</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Letteralmente femminista &#8211; il libro di Monica Lanfranco commentato</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=805</guid>
		<description><![CDATA[I commenti di Haidi Gaggio Giuliani e Sara Martino alla lettura del libro Letteralmente femminista - perchè è ancora necessario il movimento delle donne, di Monica Lanfranco (Edizioni Punto Rosso) durante la presentazione del testo a Genova;seguono poi quelli di Celeste Grossi, giornalista ed esponente delle Donne in nero di Como e di Nicoletta Pirotta, di Ife svoltasi a Como il 25 novembre. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/pubblico.jpg" rel="lightbox[805]"><img class="alignleft size-full wp-image-819" title="pubblico" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/pubblico.jpg" alt="pubblico" width="261" height="195" /></a><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg" rel="lightbox[805]"></a><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/Haidi-Gaggio-Giuliani.jpg" rel="lightbox[805]"><img class="size-full wp-image-812 alignleft" title="Haidi Gaggio Giuliani" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/Haidi-Gaggio-Giuliani.jpg" alt="Haidi Gaggio Giuliani" width="276" height="194" /></a><img class="size-full wp-image-810 alignleft" title="Sara Martino" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg" alt="Sara Martino" width="162" height="193" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Letteralmente femminista &#8211; Perché è ancora necessario il movimento delle donne</strong><br />
di Monica Lanfranco(edizioni Puntorosso)
</p>
<p style="text-align: center;">qui il commento al blog di Lorella Zanardo alla presentazione di Milano</p>
<p><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/"><span id=":1xp" dir="ltr">http://www.ilcorpodelledonne.net/</span></a> <span id="more-805"></span></p>
<p><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />“La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro. Non aspettate.</p>
<p>Non pensate solo a voi stesse ed alla vostra vita: pensate a tutte le vite dentro di voi, di coloro che sono morte e di coloro che nasceranno. E la  prossima volta che qualcuno vi chiede: Cos&#8217;è la storia delle donne?, rispondete: ‘Io sono la storia delle donne’. E credetelo”.</p>
<p>Quella dei movimenti femministi è stata, in occidente, la più grande rivoluzione nonviolenta del secolo scorso, e in molti paesi emergenti nel mondo si sta ripresentando come il movimento che può cambiare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini che ancora vivono sotto sistemi patriarcali che opprimono la metà del genere umano.</p>
<p>Letteralmente femminista è un libro doppiamente interessante: è sia un saggio teorico ma anche una riflessione personale sul percorso umano e politico di una attivista per i diritti umani delle donne.</p>
<p>&#8220;Essere una femmina, se all’inizio della comparsa nel ventre di mia madre è stato un caso, ha assunto nella mia vita un significato e una centralità imprescindibile.<br />
Per questo, una volta entrata nel mondo adulto, non ho mai condiviso l’affermazione secondo la quale «siamo tutti persone», spesso usata per conciliare fintamente, e non affrontare mai, l’inevitabile conflitto tra i due generi. Secondo questa visione il definirci così, persone, basterebbe per situarci nel mondo in modo automatico e indolore, senza discriminazioni.<br />
E’ la realtà a smentire chi lo sostiene: spesso usare il generico ‘persona’ è un modo per sfuggire all’ingombrante verità che l’avere un corpo maschile o uno femminile non è indifferente, in ogni società e visione culturale. Essere persone non basta per essere degne di memoria, diritti, cittadinanza, libertà.<br />
Al contrario è basilare e vincolante il genere che ti capita alla nascita, per stabilire il proprio posto nella scala gerarchica collettiva, perché questa scala è costruita ancora, da tutte le culture della storia umana in modo molto, molto lontano dal considerare, ascoltare e dare valore equamente alle voci distinte dei due generi&#8221;.</p>
<p>al sito <a href="http://www.monicalanfranco.it">www.monicalanfranco.it</a> e a quello <a href="http://www.puntorosso.it">www.puntorosso.it</a> sono aperte alcune pagine del libro.</p>
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		<itunes:subtitle>I commenti di Haidi Gaggio Giuliani e Sara Martino alla lettura del libro Letteralmente femminista - perchè è ancora necessario il movimento delle donne, di Monica Lanfranco (Edizioni Punto Rosso) durante la presentazione del testo a Genova;seguono poi...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/pubblico.jpg) (http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg)(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/Haidi-Gaggio-Giuliani.jpg)(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2009/11/saraweb1.jpg)
Letteralmente femminista - Perché è ancora necessario il movimento delle donne
di Monica Lanfranco(edizioni Puntorosso)
qui il commento al blog di Lorella Zanardo alla presentazione di Milano

http://www.ilcorpodelledonne.net/ 

(../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif)“La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro. Non aspettate.

Non pensate solo a voi stesse ed alla vostra vita: pensate a tutte le vite dentro di voi, di coloro che sono morte e di coloro che nasceranno. E la  prossima volta che qualcuno vi chiede: Cos&#039;è la storia delle donne?, rispondete: ‘Io sono la storia delle donne’. E credetelo”.

Quella dei movimenti femministi è stata, in occidente, la più grande rivoluzione nonviolenta del secolo scorso, e in molti paesi emergenti nel mondo si sta ripresentando come il movimento che può cambiare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini che ancora vivono sotto sistemi patriarcali che opprimono la metà del genere umano.

Letteralmente femminista è un libro doppiamente interessante: è sia un saggio teorico ma anche una riflessione personale sul percorso umano e politico di una attivista per i diritti umani delle donne.

&quot;Essere una femmina, se all’inizio della comparsa nel ventre di mia madre è stato un caso, ha assunto nella mia vita un significato e una centralità imprescindibile.
Per questo, una volta entrata nel mondo adulto, non ho mai condiviso l’affermazione secondo la quale «siamo tutti persone», spesso usata per conciliare fintamente, e non affrontare mai, l’inevitabile conflitto tra i due generi. Secondo questa visione il definirci così, persone, basterebbe per situarci nel mondo in modo automatico e indolore, senza discriminazioni.
E’ la realtà a smentire chi lo sostiene: spesso usare il generico ‘persona’ è un modo per sfuggire all’ingombrante verità che l’avere un corpo maschile o uno femminile non è indifferente, in ogni società e visione culturale. Essere persone non basta per essere degne di memoria, diritti, cittadinanza, libertà.
Al contrario è basilare e vincolante il genere che ti capita alla nascita, per stabilire il proprio posto nella scala gerarchica collettiva, perché questa scala è costruita ancora, da tutte le culture della storia umana in modo molto, molto lontano dal considerare, ascoltare e dare valore equamente alle voci distinte dei due generi&quot;.

al sito www.monicalanfranco.it (http://www.monicalanfranco.it) e a quello www.puntorosso.it (http://www.puntorosso.it) sono aperte alcune pagine del libro.</itunes:summary>
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