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	<title>Radio delle donne</title>
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		<title>giugno 2001 -Il g8 delle donne- Punto G-Genova Genere Globalizzazione</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:42:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a ragionare sulla globalizzazione e sul suo impatto sulle vite delle donne del mondo.</p>
<p>Ecco le voci di alcune di loro, in un evento, Punto G-Genova, genere, globalizzazione, che fu seguito da tutti i media mondiali e purtroppo dimenticato in tutto questi anni dai media italiani e dallo stesso movimento delle donne.</p>
<p>Le voci sono di Monica Lanfranco, Lidia Menapace, Crhista Wichterich, Sandra Gil, Sharifa Bouatta e Lidia Campagnano.<br />
<a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/video-2.jpg" rel="lightbox[1776]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1777" title="video (2)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/video-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<itunes:subtitle>A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a ragionare sulla globalizzazione e sul suo impatto sulle vite delle donne del mondo.

Ecco le voci di alcune di loro, in un evento, Punto G-Genova, genere, globalizzazione, che fu seguito da tutti i media mondiali e purtroppo dimenticato in tutto questi anni dai media italiani e dallo stesso movimento delle donne.

Le voci sono di Monica Lanfranco, Lidia Menapace, Crhista Wichterich, Sandra Gil, Sharifa Bouatta e Lidia Campagnano.
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		<title>Gaia internazional Festival: femminismo e ambiente insieme per cambiare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 19:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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di Monica Lanfranco
Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media, una realtà storica del movimento delle donne italiano. Ecco le voci di questo primo appuntamento che ha messo assieme passione ecologista, passione femminista e attivismo politico per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/vandana.jpeg" rel="lightbox[1744]"><img class="alignleft size-full wp-image-1747" title="vandana" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/vandana.jpeg" alt="" width="105" height="124" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong>di Monica Lanfranco</strong></p>
<p><strong><em>Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media, una realtà storica del movimento delle donne italiano. Ecco le voci di questo primo appuntamento che ha messo assieme passione ecologista, passione femminista e attivismo politico per il benessere delle comunità. </em></strong></p>
<p><a href="http://www.gaiainternationalfestival.com/italiano/benvenuti.html">http://www.gaiainternationalfestival.com/italiano/benvenuti.html</a></p>
<p><a href="http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html">http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html</a></p>
<p><span style="font-family: Calibri;"><span style="font-size: xx-small;"><br />
</span></span></p>
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di Monica Lanfranco

Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media, una realtà storica del movimento delle donne italiano. Ecco le voci di questo primo appuntamento che ha messo assieme passione ecologista, passione femminista e attivismo politico per il benessere delle comunità. 

http://www.gaiainternationalfestival.com/italiano/benvenuti.html (http://www.gaiainternationalfestival.com/italiano/benvenuti.html)

http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html (http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html)


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		<title>Rinasce il Coordinamento donne della Uisp</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/06/30/rinasce-il-coordinamento-donne-della-uisp/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 18:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Di Monica Lanfranco
25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp.
Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donne nello sport, un vero e proprio manifesto politico femminista contro lo stereotipo sessista che relegava il genere femminile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/mosaico.donnesportive.jpg" rel="lightbox[1726]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1729" title="mosaico.donnesportive" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/mosaico.donnesportive-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Di Monica Lanfranco</strong></p>
<p>25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp.</p>
<p>Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donne nello sport, un vero e proprio manifesto politico femminista contro lo stereotipo sessista che relegava il genere femminile nel mondo sportivo a genere di serie B.</p>
<p>La Carta fu recepita dal parlamento europeo nel 1986. La potete leggere nella pagina successiva.</p>
<p>La Carta costituì un punto di svolta molto significativo non solo per l&#8217;associazionismo sportivo, ma per l&#8217;intero movimento delle donne. Oggi, a 25 anni di distanza, e di certo in un momento storico, culturale e politico meno felice, una trentina di dirigenti della Uisp fa rinascere il Coordinamento. Ecco alcune delle loro voci.</p>
<p><a href="http://percorsididonne.uisp.it/">http://percorsididonne.uisp.it/</a></p>
<p><strong><span id="more-1726"></span>Ecco il testo della Carta dei diritti delle donne nello sport del 1985</strong></p>
<p><strong>1)La diversità morfologica, funzionale, attitudinale, psicologica della donne è un valore che rivendichiamo come un valore originale e primario, determinata ai fini di una produzione ed una pratica e soprattutto di una cultura propria, che si fonda sulla conoscenza , il possesso, l&#8217;uso del corpo da parte delle donne.</strong></p>
<p><strong>2)Diritto alla pratica della diversità</strong></p>
<p><strong>Chiediamo che si studi, si approfondisca, si produca sulla base della conoscenza profonda del soggetto donna in modo originale e fuori da ogni logica di parametrazione.</strong></p>
<p><strong>3) diritto alla integrità fisica e al rispetto della diversità.</strong></p>
<p><strong>Denunciamo ogni forma di manipolazione o alterazione morfologica e psicologica che venga praticata sulle atlete individuando in ciò una vera a propria forma di violenza verso le donne.</strong></p>
<p><strong>4) Diritto alle pari opportunità</strong></p>
<p><strong>a) rivendichiamo la cancellazione di tutte le norme presenti negli statuti federali e in ogni associazione sposrttia che discriminano el prestazione femminili.</strong></p>
<p><strong>b) rivendichiamo il diritto costituzionale alla libera scelta di associazione e pratica in qualunque tipo di disciplina sportiva.</strong></p>
<p><strong>c) rivendichiamo il diritto anche esso costituzionale delle donne all&#8217;accesso in ogni tipo di carriera e carica sia tecnica che dirigenziale all &#8216;interno delle organizzazioni sportive; rivendichiamo una diversa distribuzione e uso delle risorse economiche, soprattutto quelle gestite direttamente dalle strutture istituzionali e federali.</strong></p>
<p><strong>Chediamo inoltre una immediata verifica sui bilanci relativi alle rappresentative nazionali.</strong></p>
<p><strong>5)Diritto alla informazione</strong></p>
<p><strong>Denunciamo l&#8217;assoluta assenza di attenzione, da parte degli organi di stampa, ma soprattutto, degli organi pubblici di informazione, verso lo sport femminile, di cui, a tutt&#8217;oggi viene resa nota una parte infinitesimale ed anche, spesso, in modo distorto e folkoristico.</strong></p>
<p><strong>6) Rivendichiamo il diritto a porre ognuno di questi punti come prioritari anche nelle strutture sportive internazionali come il Cio e chiediamo su questo il sostegno delle donne del Parlamento Europeo.</strong></p>
<p><strong>Riteniamo fondamentale che le donne che vivono in prima persona questa situazione non deleghino agli stessi organi che le hanno fin ora discriminate, le decisioni su  questa materia. Chediamo pertanto che:</strong></p>
<p><strong>a) si istituiscano presso le federazioni e il Coni forme di rappresentanza diretta femminile di atlete, tecniche,dirigenti che elaborino proposte sulle nodifiche e le innovazioni necessarie ad un deciso cambio di rotta.</strong></p>
<p><strong>b)all&#8217;interno del programma legislativo di riforma dello sport sia prevista una commissione di inchiesta sulla pratica sportiva femminile che verifichi l&#8217;effettivo diritto alle pari opportunità nell&#8217;osservanza del principio costituzionale dell&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini.</strong></p>
<p><strong>su questa Carta chiediamo il sostegno e l&#8217;adesione non solo delle donne praticanti sport a qualsiasi livello ma di tutte le donne presenti nelle associazioni di massa, nei partiti, nel parlamento, a cui chiediamo in primo luogo di confrontarsi con noi su un terreno nuovo e non semplice per le donne, ma sulle cui storture non è più possibile tacere,</strong></p>
<p><strong>Coordinamento nazionale donne Uisp 1985</strong></p>
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		<itunes:subtitle> - Di Monica Lanfranco - 25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp. - Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donn...</itunes:subtitle>
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Di Monica Lanfranco

25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp.

Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola ...</itunes:summary>
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		<title>Una strada particolare: voci da Via Padova, Milano</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/06/19/una-strada-particolare-voci-da-via-padova-milano/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 14:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un laboratorio pieno di futuro
di Elisabetta Ranieri
Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.
Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Un laboratorio pieno di futuro</strong></div>
<div><strong>di Elisabetta Ranieri</strong></div>
<div>Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.</div>
<div id="_mcePaste">Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio scorso, quando una rissa tra bande giovanili è finita con l’uccisione di un egiziano diciannovenne. Subito dopo, la rivolta: gli amici del ragazzo scendono in strada armati di spranghe e distruggono macchine e vetrine dei negozi…una Milano simile al far west e una via Padova accusata di essere una via pericolosa perché piena di immigrati.<span id="more-1712"></span></div>
<div id="_mcePaste">Eppure dietro le insegne dei negozi cinesi o africani, si nascondo storie bellissime, storie di un integrazione riuscita, un integrazione felice, storie di stranieri si, ma stranieri realizzati che si sentono a tutti gli effetti cittadini italiani.</div>
<div id="_mcePaste">E se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha pensato bene di militarizzare questa via e di mettere misure severe come quella del coprifuoco c’è chi invece pensa che una via così multietnica come via Padova meriti di essere valorizzata e non messa a tacere o nascosta.</div>
<div id="_mcePaste">Ecco allora mobilitarsi oltre 70 associazioni per dare vita ad un due giorni di festa, una festa in cui questo lato oscuro di Milano prende luce e si mostra a tutti così com’è: colorata, allegra, etnica.</div>
<div id="_mcePaste">I problemi certo ci sono. Ci sono ancora quelli che non accettano questa integrazione e che etichettano l’immigrato come sporco e spacciatore, ci sono ancora i quartieri interni alla via sovraffollati, con appartamenti occupati da più di dieci persone – stranieri per lo più e per giunta molto poveri &#8211; , ci sono ancora i problemi legati allo spaccio e  ci sono adesso anche  i problemi legati alla militarizzazione e al coprifuoco, misure che non fanno altro che aumentare la sensazione di disagio e paura invece di ‘riportare’ l’ordine e la disciplina.</div>
<div id="_mcePaste">Questa festa è stato un inizio, un inizio a qualcosa di diverso, una risposta concreta ed opposta ad una via che usa invece metodi coercitivi per risolvere il vero nocciolo di tutta la questione: ‘l’immigrato’.</div>
<div id="_mcePaste">E forse, camminando lungo Via Padova serenamente e lasciandosi avvolgere dagli odori e dalle storie di questo strano mondo a se stante ci si può davvero rendere conto che in fondo ‘Via Padova è meglio di Milano’.</div>
<p>eco il link per saperne di più sulla strada : <a href="http://www.meglioviapadova.org/">www.meglioviapadova.org/</a><br />
<a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/via_padova_138.jpg" rel="lightbox[1712]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1714" title="via_padova_138" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/via_padova_138-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<itunes:subtitle>Un laboratorio pieno di futuro di Elisabetta Ranieri Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Un laboratorio pieno di futuro
di Elisabetta Ranieri
Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.
Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio scorso, quando una rissa tra bande giovanili è finita con l’uccisione di un egiziano diciannovenne. Subito dopo, la rivolta: gli amici del ragazzo scendono in strada armati di spranghe e distruggono macchine e vetrine dei negozi…una Milano simile al far west e una via Padova accusata di essere una via pericolosa perché piena di immigrati.
Eppure dietro le insegne dei negozi cinesi o africani, si nascondo storie bellissime, storie di un integrazione riuscita, un integrazione felice, storie di stranieri si, ma stranieri realizzati che si sentono a tutti gli effetti cittadini italiani.
E se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha pensato bene di militarizzare questa via e di mettere misure severe come quella del coprifuoco c’è chi invece pensa che una via così multietnica come via Padova meriti di essere valorizzata e non messa a tacere o nascosta.
Ecco allora mobilitarsi oltre 70 associazioni per dare vita ad un due giorni di festa, una festa in cui questo lato oscuro di Milano prende luce e si mostra a tutti così com’è: colorata, allegra, etnica.
I problemi certo ci sono. Ci sono ancora quelli che non accettano questa integrazione e che etichettano l’immigrato come sporco e spacciatore, ci sono ancora i quartieri interni alla via sovraffollati, con appartamenti occupati da più di dieci persone – stranieri per lo più e per giunta molto poveri - , ci sono ancora i problemi legati allo spaccio e  ci sono adesso anche  i problemi legati alla militarizzazione e al coprifuoco, misure che non fanno altro che aumentare la sensazione di disagio e paura invece di ‘riportare’ l’ordine e la disciplina.
Questa festa è stato un inizio, un inizio a qualcosa di diverso, una risposta concreta ed opposta ad una via che usa invece metodi coercitivi per risolvere il vero nocciolo di tutta la questione: ‘l’immigrato’.
E forse, camminando lungo Via Padova serenamente e lasciandosi avvolgere dagli odori e dalle storie di questo strano mondo a se stante ci si può davvero rendere conto che in fondo ‘Via Padova è meglio di Milano’.
eco il link per saperne di più sulla strada : www.meglioviapadova.org/ (http://www.meglioviapadova.org/)
(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/via_padova_138-150x150.jpg)</itunes:summary>
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		<title>L&#8217;ostetrica dai piedi scalzi- parla Ibu Robin, premio Langer per la pace</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/05/17/lostetrica-dai-piedi-scalzi-parla-ibu-robin-premio-langer-per-la-pace/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 20:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È chiamata “l’ostetrica dai piediscalzi” per il suo impegno in favoredi una gravidanza sana,un parto dolce, un’accoglienza felice del neonato e contro la povertà e la malnutrizione.Attingendo alle migliori tradizionisia occidentali che orientali, IbuRobin si dedica con affabilità e gentilezza a promuovere la conservazionedei saperi tradizionali,l’utilizzo di piante curative, la mobilitazionedelle risorse umane espirituali delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/images.jpeg" rel="lightbox[1698]"><img class="alignleft size-full wp-image-1701" title="images" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/images.jpeg" alt="" width="104" height="81" /></a>È chiamata “l’ostetrica dai piediscalzi” per il suo impegno in favoredi una gravidanza sana,un parto dolce, un’accoglienza felice del neonato e contro la povertà e la malnutrizione.Attingendo alle migliori tradizionisia occidentali che orientali, IbuRobin si dedica con affabilità e gentilezza a promuovere la conservazionedei saperi tradizionali,l’utilizzo di piante curative, la mobilitazionedelle risorse umane espirituali delle donne nell’ occuparsi di se stesse e del nascituro, affrontando consapevolmente anche i momenti di debolezza e vulnerabilità emotiva.<span id="more-1698"></span> Crediamo &#8211; ha scritto &#8211; che una venuta al mondo sana e dolce sia il fondamento di un vita d’incanto. La pace del mondo può venire costruita ,cominciando oggi, un bambino per volta.<!--more--> Ibu Robin, 49 anni, ha una genealogia sfaccettata, che passa attraverso l’America, l’Indonesia,la Cina, le Filippine, la Germania,l’Irlanda. Vive a Bali con il marito Wil Hammerle, i sette figli, la nipotina.Dai giorni della catastrofedello tsunami, nel dicembre 2004,si è trasferita nella regione di BandaAceh (Sumatra), travagliataanche da conflitti di natura etnicae religiosa, lavorando con le donnesopravvissute in un’opera di tiposanitario e ostetrico ma anche dielaborazione del lutto, di ricostruzionedel tessuto sociale e delle relazionid’aiuto tra le persone.Ha pubblicato diversi libri, trai quali “Dopo la nascita del bambino”disponibile durante le conferenze. È iscritta all’Ordine delle Ostetrichedel Nord America e all’AssociazioneOstetriche dell’Indonesia.È direttore esecutivodella Yayasan Bumi Sehat (TerraMadre Sana) di Bali e DirettoreSanitario della Clinica disoccorso per lo Tsunami BumiSehat di Aceh.A Nyuh Kuning (a sud di Ubud) la fondazione da lei iniziata ha anchecostruito recentemente una piccolaclinica-consultorio maternoinfantiledi grande qualità e convivialità. Notizie del suo lavoro si possonotrovare nel sito della associazioneda lei fondata YaYsan Bumi Sehat <a href="http:/www.bumisehatbali.org">www.bumisehatbali.org</a> oppure sul sito <a href="http:/www.robinlimsupport.org">www.robinlimsupport.org</a></div>
<div><span style="font-family: arial, sans-serif; line-height: normal; border-collapse: collapse;"></p>
<p style="margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-family: 'Gill Sans Ultra Bold'; color: #800080;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span><span style="font-family: 'Gill Sans Ultra Bold'; color: black; font-size: 13pt;"> </span></span><strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">Un progetto di solidarietà per la nascita </span></span></strong></p>
<p style="margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><strong><span style="font-size: 10pt;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">La missione di <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Robin</span> Lim (a Bali, dove vive e lavora, la chiamano con deferenza <em><span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Ibu</span> <strong>- </strong></em>Madre, Signora) è quella di prestare soccorso ai più fragili, ai neonati e alle loro mamme, curare le donne in gravidanza, aiutarle nel parto e nel post-partum, sostenere l&#8217;allattamento al seno (specialmente nelle emergenze quando mancanza d’acqua e di servizi igienico-sanitari rendono pericolosa la nutrizione artificiale).</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">Nel 1994 ha fondato a Bali l’associazione no profit <strong>Bumi Sehat</strong> (<em>Bumi</em> sta per ‘terra madre’ e <em>Sehat</em> significa ‘sano, felice’) che gestisce un piccolo centro di salute per madri, bambini, padri, un consultorio di comunità che lotta contro la povertà e la malnutrizione, per una gravidanza sana, un parto sereno, un’accoglienza felice del nuovo nato, un luogo di salute per tutte le persone povere della regione, che solo lì possono ricevere cure adeguate, di qualità e completamente gratuite.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">Per impegnarsi in una vitale opera di ostetricia e di sostegno alle donne in gravidanza, alle partorienti, all&#8217;allattamento e ai nuovi nati, Bumi Sehat gestisce case della nascita a Bali e in Aceh e ha dato tempestive risposte di pronto soccorso ostetrico nelle più recenti catastrofi naturali: lo <em>tsunami</em> nella regione di Aceh nel 2004, il terremoto a Yogyakarta nel maggio 2006, il terremoto a Padang nel settembre 2009 ed ora il terremoto ad Haiti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">Anche ad Haiti, all&#8217;indomani della catastrofe, ha lavorato per proteggere soprattutto le mamme e i bambini, valorizzando tutte le risorse disponibili, in relazione con OnG già presenti sul territorio, per fornire acqua potabile, cibo e rifugi alle persone evacuate o con le case distrutte, per dare ai sopravvissuti tutto ciò di cui hanno bisogno per ritornare alla vita. “<em>Ogni nascita è un miracolo gentile e questo miracolo è la guarigione di una parte di Haiti.” </em>Nelle prime due settimane di lavoro, oltre a concentrarsi nella realizzazione di infrastrutture, il team ha offerto prestazioni agli ospedali, nei campi e nelle tendopoli con 491 interventi (7 nascite, 85 visite prenatali, 99 visite postpartum e di supporto all&#8217;allattamento al seno, 285 cure pediatriche, 15 cure ad adulti malati e feriti) e dopo tre mesi la ‘casa per la nascita’ è pienamente operativa, avvalendosi della collaborazione di uno staff haitiano. Una volta spenti i riflettori sull’emergenza, struttura e conoscenze resteranno patrimonio della popolazione e potranno rimanere operative anche quando l’attenzione internazionale sarà scemata.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">Nel portare soccorso alle aree con ferite profonde, in territori devastati dai conflitti e da disastri ambientali, l’intervento di <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Ibu</span> <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Robin</span> non è solo ostetricia d’urgenza, ma anche un servizio sanitario gratuito, basato su 3 principi forti e semplici: rispetto delle culture, della natura e delle scienze mediche. <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Ibu</span> <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Robin</span> è consapevole che l’ostetricia è un’arte basata sull’amore e che rispettando la nascita si diventa portatrici di Pace.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-size: large;">“</span></strong><em><strong><span style="font-size: large;">La Pace si fa un bambino alla volta”</span></strong></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">‘<strong>Madri sane, Terra felice’</strong>, rete di solidarietà, costituita con il favore della Fondazione ‘Alexander Langer’, intende far conoscere il lavoro e il pensiero di <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Ibu</span> <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Robin</span>Lim e di Bumi Sehat anche attraverso la proiezione del documentario “<strong>GuerrillaMidwife”</strong> (Ostetrica rivoluzionaria), di Deja Bernhardt, che sarà presentato al “Cannes Indipendent Film Festival”. Un documentario che segue <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Ibu</span> <span class="il" style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffcc; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Robin</span> Lim nel suo lavoro, dalle strade odorose di Bali, dove l&#8217;emorragia dopo il parto è una delle principali cause di morte, ai desolati campi profughi della zona dello tsunami in Aceh.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 2.85pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 2.85pt; margin-left: 0pt;"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<div><strong><span style="font-size: medium;">Contatti</span></strong><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: medium;">:</span></span></span></div>
<div><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"> </span></span><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;">Tiziana Valpiana</span>,<span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;">Verona</span></span></span>:<span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #c3390b;" href="mailto:tiziana.valpiana@tiscali.it" target="_blank">tiziana.valpiana@tiscali.it</a></span></span></span></span><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;"><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<div><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;"><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Martina Zambelli</span>, <span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;"><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Bolzano</span></span></span></span></span></span></span></span></span>: 0471-977691 </span></span><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"><a style="color: #c3390b;" href="mailto:madrisaneterrafelice@alexanderlanger.org" target="_blank"><span style="font-size: small;">madrisaneterrafelice@alexanderlanger.org</span></a><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<div><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;">Cristina Cosentino</span>, Roma <a style="color: #c3390b;" href="mailto:-cristina.cosentino@gmail.com" target="_blank">-</a></span></span></span><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><a style="color: #c3390b;" href="mailto:-cristina.cosentino@gmail.com" target="_blank"><span style="font-size: small;">cristina.cosentino@gmail.com</span></a></span></span><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"> </span></span></div>
<div><span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: x-small;">Marzia Bisognin</span>, <span><span style="color: black; font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;">Bologna</span></span></span>: </span><a style="color: #c3390b;" href="mailto:marzia_bisognin@fastwebnet.it" target="_blank"><span style="font-size: small;">marzia_bisognin@fastwebnet.it</span></a></span></span></div>
<p><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></p>
<p style="margin: 0pt;">
<p><span style="font-size: large;"><strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;">Ulteriori informazioni</span></span></strong></span></p>
<p></span></div>
<p><span style="font-family: arial, sans-serif; line-height: normal; border-collapse: collapse;"><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"> </span></span></span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000080;"><a style="color: #c3390b;" href="http://madrisane.blogspot.com/" target="_blank"><span style="font-size: small;">http://madrisane.blogspot.com</span></a></span></span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: small;">Fondazione Alexander Langer &#8211; Progetto &#8220;Madri sane, terra felice&#8221;</span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><strong><span style="font-size: 10pt;"> </span></strong></p>
<p style="margin: 0pt;"><strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;">Donazioni</span></span></strong></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-size: small;">IBAN<strong> </strong>IT 91S0604511613000000555000 (Cassa di Risparmio di Bolzano)</span></span></p>
<div><span style="font-family: arial, sans-serif; line-height: normal; border-collapse: collapse;"><br />
</span></div>
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		<itunes:subtitle>È chiamata “l’ostetrica dai piediscalzi” per il suo impegno in favoredi una gravidanza sana,un parto dolce, un’accoglienza felice del neonato e contro la povertà e la malnutrizione.Attingendo alle migliori tradizionisia occidentali che orientali,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/images.jpeg)È chiamata “l’ostetrica dai piediscalzi” per il suo impegno in favoredi una gravidanza sana,un parto dolce, un’accoglienza felice del neonato e contro la povertà e la malnutrizione....</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>La Resistenza cantata &#8211; voci di donne contro le guerre</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[storia delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>
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		<category><![CDATA[resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.
Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#8217;era l&#8217;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.
Voci raccolte da Valentina Genta.
www.anpi.it
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300.jpg" rel="lightbox[1686]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1688" title="anpi-195x300" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo spettacolo si chiama <em>Voci, donne e canti della Resistenza,<span style="font-style: normal;"> ed è a cura del</span></em> Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.</p>
<p>Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#8217;era l&#8217;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.</p>
<p>Voci raccolte da Valentina Genta.</p>
<p><a href="http://www.anpi.it">www.anpi.it</a></p>
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		<itunes:subtitle>Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier. - Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#039;era l&#039;importanza non solo di n...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300-150x150.jpg)Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.

Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#039;era l&#039;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.

Voci raccolte da Valentina Genta.

www.anpi.it (http://www.anpi.it)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Una signora della scrittura &#8211; Camilla Salvago Raggi</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/27/una-signora-della-scrittura-camilla-salvago-raggi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 10:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittrici italiane]]></category>
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		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#8217;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.
Tra i suoi testi ci sono Dopo di me, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1.jpg" rel="lightbox[1665]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1666" title="img_4083 (1)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#8217;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.<span id="more-1665"></span><br />
Tra i suoi testi ci sono <em>Dopo di me</em>, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il primo passo nella saga dei Raggi: è stato infatti la spinta per i libri successivi sulle case e sulla famiglia di Camilla Salvago Raggi (nel marzo 1968 il romanzo fu incluso tra i dieci libri dell’anno). È la storia di una famiglia fortemente legata alla dimora, in questo caso l’abitazione nel complesso della Pieve di Tiglieto, fulcro delle sue vicende più importanti. Le figure dei nonni, dei genitori, delle zie descritti con vivida memoria, dai ricordi di bambina via via fino a quelli dell’ età adulta, arricchiti dalle lettere e dalle fotografie degli archivi familiari. Da qualche anno la Casa Editrice De Ferrari ha rieditato altri titoli della Salvago Raggi, <em>Ultimo sole sul prato romanzo con figure</em>, <em>Noce di Cavour</em>, <em>Prima del fuoco</em>, col quale ha vinse il Premio Rapallo-Carige, <em>Le case della memoria</em>.</p>
<p>L&#8217;intervista è di <strong>Valentina Carosini</strong></p>
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		<itunes:subtitle>E&#039; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#039;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1-150x150.jpg)E&#039; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#039;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.
Tra i suoi testi ci sono Dopo di me, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il primo passo nella saga dei Raggi: è stato infatti la spinta per i libri successivi sulle case e sulla famiglia di Camilla Salvago Raggi (nel marzo 1968 il romanzo fu incluso tra i dieci libri dell’anno). È la storia di una famiglia fortemente legata alla dimora, in questo caso l’abitazione nel complesso della Pieve di Tiglieto, fulcro delle sue vicende più importanti. Le figure dei nonni, dei genitori, delle zie descritti con vivida memoria, dai ricordi di bambina via via fino a quelli dell’ età adulta, arricchiti dalle lettere e dalle fotografie degli archivi familiari. Da qualche anno la Casa Editrice De Ferrari ha rieditato altri titoli della Salvago Raggi, Ultimo sole sul prato romanzo con figure, Noce di Cavour, Prima del fuoco, col quale ha vinse il Premio Rapallo-Carige, Le case della memoria.

L&#039;intervista è di Valentina Carosini</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Non è un gioco da ragazze-in un libro il femminismo sindacale anni &#8216;70</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/13/non-e-un-gioco-da-ragazze-in-un-libro-il-femminismo-sindacale-anni-70/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[storia delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, Giovanna Cereseto, Anna Frisone e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne.jpg" rel="lightbox[1658]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1681" title="01donne" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, <strong>Giovanna Cereseto</strong>, <strong>Anna Frisone </strong>e <strong>Laura Varlese</strong> <strong><em>(alla quale abbiamo chiesto il perchè di questo libro nell&#8217;intervista qui sotto) </em></strong>dal titolo <em>Non è un gioco da ragazze,</em> edito da Ediesse, che raccoglie le tre tesi di laurea delle autrici. Il volume, che attinge a fonti documentarie e orali, offre un approfondimento di quell’importante momento storico e civile, per riproporre alla riflessione e alla discussione dell’oggi una stagione che ha dato un apporto decisivo all’evoluzione di una grande «organizzazione di donne e di uomini», la CGIL.<span id="more-1658"></span><br />
Come ben sintetizza Anna Rossi-Doria, «&#8230;i Coordinamenti donne della FLM conducono una lotta per un obiettivo così arduo da rivelarsi alla fine irraggiungibile: affermare autonomamente i bisogni delle donne, trasformandoli in diritti, dentro al sindacato e allo stesso tempo trasformare quest’ultimo sulla base della nuova idea della politica che dalle assemblee e dai gruppi di sole donne era nata. Anche se si dimostrerà impossibile, quella sfida, come questi lavori dimostrano, consentirà, proprio per la sua altezza e carica utopica, lo sviluppo di idee ed esperienze ricche di insegnamenti per il futuro».</p>
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		<itunes:subtitle>Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca?</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne-150x150.jpg)Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, Giovanna Cereseto, Anna Frisone e Laura Varlese (alla quale abbiamo chiesto il perchè di questo libro nell&#039;intervista qui sotto) dal titolo Non è un gioco da ragazze, edito da Ediesse, che raccoglie le tre tesi di laurea delle autrici. Il volume, che attinge a fonti documentarie e orali, offre un approfondimento di quell’importante momento storico e civile, per riproporre alla riflessione e alla discussione dell’oggi una stagione che ha dato un apporto decisivo all’evoluzione di una grande «organizzazione di donne e di uomini», la CGIL.
Come ben sintetizza Anna Rossi-Doria, «...i Coordinamenti donne della FLM conducono una lotta per un obiettivo così arduo da rivelarsi alla fine irraggiungibile: affermare autonomamente i bisogni delle donne, trasformandoli in diritti, dentro al sindacato e allo stesso tempo trasformare quest’ultimo sulla base della nuova idea della politica che dalle assemblee e dai gruppi di sole donne era nata. Anche se si dimostrerà impossibile, quella sfida, come questi lavori dimostrano, consentirà, proprio per la sua altezza e carica utopica, lo sviluppo di idee ed esperienze ricche di insegnamenti per il futuro».</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>L&#8217;ultimo libro di Rosetta Loy</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/09/lultimo-libro-di-rosetta-loy/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 18:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittrici italiane]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Rosetta Loy (Roma, 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della &#8220;generazione degli anni Trenta&#8220;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg" rel="lightbox[1653]"><img class="alignleft size-full wp-image-1655" title="loy" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg" alt="" width="71" height="106" /></a>Rosetta Loy</strong><span style="color: #000000;"> <span style="color: #000000;">(<a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a title="1931" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1931">1931</a></span></span><span style="color: #000000;">) è</span> una <a title="Scrittore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore">scrittrice</a> <a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiana</a> che fa parte della &#8220;<a title="Generazione degli anni trenta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_degli_anni_trenta">generazione degli anni Trenta</a>&#8220;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  di donne italiane.<br />
</span></p>
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		<itunes:subtitle>Rosetta Loy (Roma, 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della &quot;generazione degli anni Trenta&quot;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg)Rosetta Loy (Roma (http://it.wikipedia.org/wiki/Roma), 1931 (http://it.wikipedia.org/wiki/1931)) è una scrittrice (http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore) italiana (http://it.wikipedia.org/wiki/Italia) che fa parte della &quot;generazione degli anni Trenta (http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_degli_anni_trenta)&quot;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  di donne italiane.
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		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>A ballare per cambiare &#8211; parla Dina Staro</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/08/a-ballare-per-cambiare-parla-dina-staro/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 20:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[voci]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è Placida, meglio conosciuta come &#8216;Dina&#8217; Staro, trent’anni di esperienza come cantante e violinista, venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/dinastaro.jpg" rel="lightbox[1641]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1645" title="dinastaro" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/dinastaro-150x150.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a>Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è <strong>Placida</strong>, meglio conosciuta come <strong>&#8216;Dina&#8217; Staro</strong>, trent’anni di esperienza come cantante e violinista, venti come musicologa e scrittrice con pubblicazioni distribuite in Italia, Stati Uniti, Francia,Germania e Ungheria. Fondatrice, Responsabile scientifica e Artistica dell’Associazione “e bene venga maggio”. <span id="more-1641"></span></p>
<p>Valentina Genta l&#8217;ha incontrata per noi e le ha chiesto che cosa spinga le persone a frequentare questi luoghi e questa cultura e cosa porti con sè dopo i seminari e gli incontri che lei tiene.</p>
<p><a href="http://www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm">www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm</a></p>
<p><a href="http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf">http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf</a></p>
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		<itunes:subtitle>Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/dinastaro-150x150.jpg)Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è Placida, meglio conosciuta come &#039;Dina&#039; Staro, trent’anni di esperienza come cantante e violinista, venti come musicologa e scrittrice con pubblicazioni distribuite in Italia, Stati Uniti, Francia,Germania e Ungheria. Fondatrice, Responsabile scientifica e Artistica dell’Associazione “e bene venga maggio”. 

Valentina Genta l&#039;ha incontrata per noi e le ha chiesto che cosa spinga le persone a frequentare questi luoghi e questa cultura e cosa porti con sè dopo i seminari e gli incontri che lei tiene.

www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm (http://www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm)

http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf (http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf)</itunes:summary>
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