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	<title>Radio delle donne &#187; voci</title>
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		<title>Radio delle donne &#187; voci</title>
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		<title>giugno 2001 -Il g8 delle donne- Punto G-Genova Genere Globalizzazione</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a ragionare sulla globalizzazione e sul suo impatto sulle vite delle donne del mondo.</p>
<p>Ecco le voci di alcune di loro, in un evento, Punto G-Genova, genere, globalizzazione, che fu seguito da tutti i media mondiali e purtroppo dimenticato in tutto questi anni dai media italiani e dallo stesso movimento delle donne.</p>
<p>Le voci sono di Monica Lanfranco, Lidia Menapace, Crhista Wichterich, Sandra Gil, Sharifa Bouatta e Lidia Campagnano.<br />
<a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/video-2.jpg" rel="lightbox[1776]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1777" title="video (2)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/video-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<itunes:subtitle>A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a ragionare sulla globalizzazione e sul suo impatto sulle vite delle donne del mondo.

Ecco le voci di alcune di loro, in un evento, Punto G-Genova, genere, globalizzazione, che fu seguito da tutti i media mondiali e purtroppo dimenticato in tutto questi anni dai media italiani e dallo stesso movimento delle donne.

Le voci sono di Monica Lanfranco, Lidia Menapace, Crhista Wichterich, Sandra Gil, Sharifa Bouatta e Lidia Campagnano.
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		<title>Una strada particolare: voci da Via Padova, Milano</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/06/19/una-strada-particolare-voci-da-via-padova-milano/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 14:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un laboratorio pieno di futuro
di Elisabetta Ranieri
Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.
Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Un laboratorio pieno di futuro</strong></div>
<div><strong>di Elisabetta Ranieri</strong></div>
<div>Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.</div>
<div id="_mcePaste">Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio scorso, quando una rissa tra bande giovanili è finita con l’uccisione di un egiziano diciannovenne. Subito dopo, la rivolta: gli amici del ragazzo scendono in strada armati di spranghe e distruggono macchine e vetrine dei negozi…una Milano simile al far west e una via Padova accusata di essere una via pericolosa perché piena di immigrati.<span id="more-1712"></span></div>
<div id="_mcePaste">Eppure dietro le insegne dei negozi cinesi o africani, si nascondo storie bellissime, storie di un integrazione riuscita, un integrazione felice, storie di stranieri si, ma stranieri realizzati che si sentono a tutti gli effetti cittadini italiani.</div>
<div id="_mcePaste">E se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha pensato bene di militarizzare questa via e di mettere misure severe come quella del coprifuoco c’è chi invece pensa che una via così multietnica come via Padova meriti di essere valorizzata e non messa a tacere o nascosta.</div>
<div id="_mcePaste">Ecco allora mobilitarsi oltre 70 associazioni per dare vita ad un due giorni di festa, una festa in cui questo lato oscuro di Milano prende luce e si mostra a tutti così com’è: colorata, allegra, etnica.</div>
<div id="_mcePaste">I problemi certo ci sono. Ci sono ancora quelli che non accettano questa integrazione e che etichettano l’immigrato come sporco e spacciatore, ci sono ancora i quartieri interni alla via sovraffollati, con appartamenti occupati da più di dieci persone – stranieri per lo più e per giunta molto poveri &#8211; , ci sono ancora i problemi legati allo spaccio e  ci sono adesso anche  i problemi legati alla militarizzazione e al coprifuoco, misure che non fanno altro che aumentare la sensazione di disagio e paura invece di ‘riportare’ l’ordine e la disciplina.</div>
<div id="_mcePaste">Questa festa è stato un inizio, un inizio a qualcosa di diverso, una risposta concreta ed opposta ad una via che usa invece metodi coercitivi per risolvere il vero nocciolo di tutta la questione: ‘l’immigrato’.</div>
<div id="_mcePaste">E forse, camminando lungo Via Padova serenamente e lasciandosi avvolgere dagli odori e dalle storie di questo strano mondo a se stante ci si può davvero rendere conto che in fondo ‘Via Padova è meglio di Milano’.</div>
<p>eco il link per saperne di più sulla strada : <a href="http://www.meglioviapadova.org/">www.meglioviapadova.org/</a><br />
<a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/via_padova_138.jpg" rel="lightbox[1712]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1714" title="via_padova_138" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/via_padova_138-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<itunes:subtitle>Un laboratorio pieno di futuro di Elisabetta Ranieri Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Un laboratorio pieno di futuro
di Elisabetta Ranieri
Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.
Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio scorso, quando una rissa tra bande giovanili è finita con l’uccisione di un egiziano diciannovenne. Subito dopo, la rivolta: gli amici del ragazzo scendono in strada armati di spranghe e distruggono macchine e vetrine dei negozi…una Milano simile al far west e una via Padova accusata di essere una via pericolosa perché piena di immigrati.
Eppure dietro le insegne dei negozi cinesi o africani, si nascondo storie bellissime, storie di un integrazione riuscita, un integrazione felice, storie di stranieri si, ma stranieri realizzati che si sentono a tutti gli effetti cittadini italiani.
E se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha pensato bene di militarizzare questa via e di mettere misure severe come quella del coprifuoco c’è chi invece pensa che una via così multietnica come via Padova meriti di essere valorizzata e non messa a tacere o nascosta.
Ecco allora mobilitarsi oltre 70 associazioni per dare vita ad un due giorni di festa, una festa in cui questo lato oscuro di Milano prende luce e si mostra a tutti così com’è: colorata, allegra, etnica.
I problemi certo ci sono. Ci sono ancora quelli che non accettano questa integrazione e che etichettano l’immigrato come sporco e spacciatore, ci sono ancora i quartieri interni alla via sovraffollati, con appartamenti occupati da più di dieci persone – stranieri per lo più e per giunta molto poveri - , ci sono ancora i problemi legati allo spaccio e  ci sono adesso anche  i problemi legati alla militarizzazione e al coprifuoco, misure che non fanno altro che aumentare la sensazione di disagio e paura invece di ‘riportare’ l’ordine e la disciplina.
Questa festa è stato un inizio, un inizio a qualcosa di diverso, una risposta concreta ed opposta ad una via che usa invece metodi coercitivi per risolvere il vero nocciolo di tutta la questione: ‘l’immigrato’.
E forse, camminando lungo Via Padova serenamente e lasciandosi avvolgere dagli odori e dalle storie di questo strano mondo a se stante ci si può davvero rendere conto che in fondo ‘Via Padova è meglio di Milano’.
eco il link per saperne di più sulla strada : www.meglioviapadova.org/ (http://www.meglioviapadova.org/)
(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/via_padova_138-150x150.jpg)</itunes:summary>
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		<title>La Resistenza cantata &#8211; voci di donne contro le guerre</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/05/17/la-resistenza-cantata-voci-di-donne-contro-le-guerre/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.
Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#8217;era l&#8217;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.
Voci raccolte da Valentina Genta.
www.anpi.it
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300.jpg" rel="lightbox[1686]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1688" title="anpi-195x300" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo spettacolo si chiama <em>Voci, donne e canti della Resistenza,<span style="font-style: normal;"> ed è a cura del</span></em> Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.</p>
<p>Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#8217;era l&#8217;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.</p>
<p>Voci raccolte da Valentina Genta.</p>
<p><a href="http://www.anpi.it">www.anpi.it</a></p>
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		<itunes:subtitle>Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier. - Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#039;era l&#039;importanza non solo di n...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300-150x150.jpg)Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.

Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#039;era l&#039;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.

Voci raccolte da Valentina Genta.

www.anpi.it (http://www.anpi.it)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Una signora della scrittura &#8211; Camilla Salvago Raggi</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/27/una-signora-della-scrittura-camilla-salvago-raggi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 10:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#8217;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.
Tra i suoi testi ci sono Dopo di me, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1.jpg" rel="lightbox[1665]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1666" title="img_4083 (1)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#8217;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.<span id="more-1665"></span><br />
Tra i suoi testi ci sono <em>Dopo di me</em>, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il primo passo nella saga dei Raggi: è stato infatti la spinta per i libri successivi sulle case e sulla famiglia di Camilla Salvago Raggi (nel marzo 1968 il romanzo fu incluso tra i dieci libri dell’anno). È la storia di una famiglia fortemente legata alla dimora, in questo caso l’abitazione nel complesso della Pieve di Tiglieto, fulcro delle sue vicende più importanti. Le figure dei nonni, dei genitori, delle zie descritti con vivida memoria, dai ricordi di bambina via via fino a quelli dell’ età adulta, arricchiti dalle lettere e dalle fotografie degli archivi familiari. Da qualche anno la Casa Editrice De Ferrari ha rieditato altri titoli della Salvago Raggi, <em>Ultimo sole sul prato romanzo con figure</em>, <em>Noce di Cavour</em>, <em>Prima del fuoco</em>, col quale ha vinse il Premio Rapallo-Carige, <em>Le case della memoria</em>.</p>
<p>L&#8217;intervista è di <strong>Valentina Carosini</strong></p>
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		<itunes:subtitle>E&#039; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#039;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/img_4083-1-150x150.jpg)E&#039; una anziana signora ancora molto bella e alla mano, sconosciuta in Italia ma molto nota all&#039;estero per i suoi libri, carichi di memorie familiari e della sapiente prosa tipica del nostalgico Piemonte. Si chiama Camilla Salvago Raggi.
Tra i suoi testi ci sono Dopo di me, pubblicato la prima volta nel lontano 1967,che  rappresenta il primo passo nella saga dei Raggi: è stato infatti la spinta per i libri successivi sulle case e sulla famiglia di Camilla Salvago Raggi (nel marzo 1968 il romanzo fu incluso tra i dieci libri dell’anno). È la storia di una famiglia fortemente legata alla dimora, in questo caso l’abitazione nel complesso della Pieve di Tiglieto, fulcro delle sue vicende più importanti. Le figure dei nonni, dei genitori, delle zie descritti con vivida memoria, dai ricordi di bambina via via fino a quelli dell’ età adulta, arricchiti dalle lettere e dalle fotografie degli archivi familiari. Da qualche anno la Casa Editrice De Ferrari ha rieditato altri titoli della Salvago Raggi, Ultimo sole sul prato romanzo con figure, Noce di Cavour, Prima del fuoco, col quale ha vinse il Premio Rapallo-Carige, Le case della memoria.

L&#039;intervista è di Valentina Carosini</itunes:summary>
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		<title>L&#8217;ultimo libro di Rosetta Loy</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/09/lultimo-libro-di-rosetta-loy/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 18:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rosetta Loy (Roma, 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della &#8220;generazione degli anni Trenta&#8220;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg" rel="lightbox[1653]"><img class="alignleft size-full wp-image-1655" title="loy" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg" alt="" width="71" height="106" /></a>Rosetta Loy</strong><span style="color: #000000;"> <span style="color: #000000;">(<a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a title="1931" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1931">1931</a></span></span><span style="color: #000000;">) è</span> una <a title="Scrittore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore">scrittrice</a> <a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiana</a> che fa parte della &#8220;<a title="Generazione degli anni trenta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_degli_anni_trenta">generazione degli anni Trenta</a>&#8220;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  di donne italiane.<br />
</span></p>
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		<itunes:subtitle>Rosetta Loy (Roma, 1931) è una scrittrice italiana che fa parte della &quot;generazione degli anni Trenta&quot;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/loy1.jpeg)Rosetta Loy (Roma (http://it.wikipedia.org/wiki/Roma), 1931 (http://it.wikipedia.org/wiki/1931)) è una scrittrice (http://it.wikipedia.org/wiki/Scrittore) italiana (http://it.wikipedia.org/wiki/Italia) che fa parte della &quot;generazione degli anni Trenta (http://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_degli_anni_trenta)&quot;, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Autrice di numerosi romanzi, è anche vincitrice di premi letterari. In questa intervista, realizzata da Valentina Carosini, parla del suo ultimo libro e lancia uno sguardo sulle giovani generazioni  di donne italiane.
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		<title>A ballare per cambiare &#8211; parla Dina Staro</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 20:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è Placida, meglio conosciuta come &#8216;Dina&#8217; Staro, trent’anni di esperienza come cantante e violinista, venti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/dinastaro.jpg" rel="lightbox[1641]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1645" title="dinastaro" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/dinastaro-150x150.jpg" alt="" width="113" height="113" /></a>Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è <strong>Placida</strong>, meglio conosciuta come <strong>&#8216;Dina&#8217; Staro</strong>, trent’anni di esperienza come cantante e violinista, venti come musicologa e scrittrice con pubblicazioni distribuite in Italia, Stati Uniti, Francia,Germania e Ungheria. Fondatrice, Responsabile scientifica e Artistica dell’Associazione “e bene venga maggio”. <span id="more-1641"></span></p>
<p>Valentina Genta l&#8217;ha incontrata per noi e le ha chiesto che cosa spinga le persone a frequentare questi luoghi e questa cultura e cosa porti con sè dopo i seminari e gli incontri che lei tiene.</p>
<p><a href="http://www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm">www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm</a></p>
<p><a href="http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf">http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf</a></p>
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		<itunes:subtitle>Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/dinastaro-150x150.jpg)Sono centinaia le persone in Italia che si ritrovano appena possono, in luoghi lontani dal turismo di massa, per ballare balli tradizionali e fare stages di musiche e danze popolari. Una delle animatrici di questo movimento poco indagato e conosciuto è Placida, meglio conosciuta come &#039;Dina&#039; Staro, trent’anni di esperienza come cantante e violinista, venti come musicologa e scrittrice con pubblicazioni distribuite in Italia, Stati Uniti, Francia,Germania e Ungheria. Fondatrice, Responsabile scientifica e Artistica dell’Associazione “e bene venga maggio”. 

Valentina Genta l&#039;ha incontrata per noi e le ha chiesto che cosa spinga le persone a frequentare questi luoghi e questa cultura e cosa porti con sè dopo i seminari e gli incontri che lei tiene.

www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm (http://www.ebenevengamaggio.it/pubblicazioni.htm)

http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf (http://www.provincia.pistoia.it/CULTURA/ITINERARIMUSICALI/ItinerariMusicali2006/Stages/StageBalloAntico.pdf)</itunes:summary>
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		<title>Dita di dama: un libro di Chiara Ingrao sugli anni &#8216;70 e non solo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 20:09:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1.jpg" rel="lightbox[1615]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1619" title="mini-foto-chiara" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1-135x150.jpg" alt="" width="135" height="150" /></a>«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! Digli di no, ho detto io. Rifiutati.»﻿</p>
<p>Ecco l&#8217;incipit del nuovo struggente  e intenso libro <em>Dita di dama</em> di <strong>Chiara Ingrao</strong>, attivista femminista e pacifista, una figura importante nel movimento italiano.<span id="more-1615"></span></p>
<p>Al  sito <a href="http://www.chiaraingrao.it">www.chiaraingrao.it </a>si possono trovare anche i primi capitoli dei suoi numerosi testi.</p>
<p>L&#8217; intervista, realizzata alla presentazione di Genova del libro di <strong>Chiara Ingrao</strong> e del testo <em>Non è un gioco da ragazze, </em>con le tesi di laurea di <span style="text-decoration: underline;"><strong></strong><a href="http://www.ediesseonline.it"><span style="color: #000000;"><strong>Giovanna Cereseto &#8211; Anna Frisone &#8211; Laura Varlese</strong></span></a></span> (Ediesse edizioni) è a cura di <a href="http://www.monicalanfranco.it"><strong>Monica Lanfranco</strong></a>.  Alla fisarmonica <strong>Valentina Genta</strong>.</p>
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		<itunes:subtitle>«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1-135x150.jpg)«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! Digli di no, ho detto io. Rifiutati.»﻿

Ecco l&#039;incipit del nuovo struggente  e intenso libro Dita di dama di Chiara Ingrao, attivista femminista e pacifista, una figura importante nel movimento italiano.

Al  sito www.chiaraingrao.it  (http://www.chiaraingrao.it)si possono trovare anche i primi capitoli dei suoi numerosi testi.

L&#039; intervista, realizzata alla presentazione di Genova del libro di Chiara Ingrao e del testo Non è un gioco da ragazze, con le tesi di laurea di Giovanna Cereseto - Anna Frisone - Laura Varlese (Ediesse edizioni) è a cura di Monica Lanfranco.  Alla fisarmonica Valentina Genta.</itunes:summary>
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		<title>La bella politica. Una femminista della resistenza racconta</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:05:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marisa Ombra, autrice del libro La bella politica &#8211; La Resistenza, &#8220;Noi donne&#8221;, il femminismo, con la collaborazione di Ilaria Scalmani e la prefazione di Anna Bravo racconta i motivi di un libro che non è solo narrazione di una vita di attivismo femminista, ma anche scelta politica di trasmissione di valori di libertà alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/MarisaOmbra50x50.jpg" rel="lightbox[1566]"><img class="alignleft size-full wp-image-1561" title="MarisaOmbra50x50" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/MarisaOmbra50x50.jpg" alt="" width="50" height="50" /></a>Marisa Ombra, autrice del libro <em>La bella politica &#8211; La Resistenza, &#8220;Noi donne&#8221;, il femminismo</em>, con la collaborazione di Ilaria Scalmani e la prefazione di Anna Bravo racconta i motivi di un libro che non è solo narrazione di una vita di attivismo femminista, ma anche scelta politica di trasmissione di valori di libertà alle nuove generazioni di uomini e donne.</p>
<p>a cura di <strong>Valentina Carosini</strong></p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/MarisaOmbra50x50.jpg)Marisa Ombra, autrice del libro La bella politica - La Resistenza, &quot;Noi donne&quot;, il femminismo, con la collaborazione di Ilaria Scalmani e la prefazione di Anna Bravo racconta i motivi di un libro che non è solo narrazione di una vita di attivismo femminista, ma anche scelta politica di trasmissione di valori di libertà alle nuove generazioni di uomini e donne.

a cura di Valentina Carosini</itunes:summary>
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		<title>Il coraggio di un padre. Le parole di Beppino Englaro</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 18:21:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un incontro con un padre molto particolare, un uomo di grande coraggio che nel nome delle ultime volontà della figlia Eluana si batte per la libera scelta nel fine vita: ecco le parole di Beppino Englaro a Radio delle donne, raccolte da Valentina Carosini.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/englaro2.jpeg" rel="lightbox[1489]"><img class="alignleft size-full wp-image-1497" title="englaro2" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/englaro2.jpeg" alt="" width="127" height="88" /></a>Un incontro con un padre molto particolare, un uomo di grande coraggio che nel nome delle ultime volontà della figlia Eluana si batte per la libera scelta nel fine vita: ecco le parole di Beppino Englaro a Radio delle donne, raccolte da Valentina Carosini.</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/englaro2.jpeg)Un incontro con un padre molto particolare, un uomo di grande coraggio che nel nome delle ultime volontà della figlia Eluana si batte per la libera scelta nel fine vita: ecco le parole di Beppino Englaro a Radio delle donne, raccolte da Valentina Carosini.</itunes:summary>
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		<title>Signore, il trailer è servito! Leztrailer è on line</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 00:03:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#8217;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico. Ecco la storia di questo sito, una vera e propria miniera per le e gli amanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/02/images1.jpeg" rel="lightbox[1470]"><img class="alignleft size-full wp-image-1475" title="images" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/02/images1.jpeg" alt="" width="118" height="89" /></a>Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#8217;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico. Ecco la storia di questo sito, una vera e propria miniera per le e gli amanti del buon cinema con al centro l&#8217;amore tra donne.<br />
<a href="http://www.leztrailer.it">www.leztrailer.it</a></p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/02/images1.jpeg)Si chiama Leztrailer, è il sito www.leztrailer.it quello pensato e curato da Federica Fabbiani dove sono rintracciabili, per la gioia e l&#039;interesse delle cinefile i trailer dei film, (forse tutti!) prodotti dal 1930 ai giorni nostri a tema lesbico. Ecco la storia di questo sito, una vera e propria miniera per le e gli amanti del buon cinema con al centro l&#039;amore tra donne.
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