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	<title>Radio delle donne &#187; storia delle donne</title>
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	<description>Il primo podcast femminista italiano</description>
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	<itunes:summary>La prima radio podcast femminista italiana, dedicata alla differenza di genere e ai temi dei movimenti delle donne.</itunes:summary>
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		<title>Radio delle donne &#187; storia delle donne</title>
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		<title>A Global conference:Il femminismo secondo Nawal Al Sadaawi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 16:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Difficile descrivere in poche righe la vita di un monumento vivente del femminismo mondiale, perchè di ciò si tratta quando si nomina Nawal Al Sadaawi. In Italia l&#8217;abbiamo conosciuta circa trenta anni fa, quando uno dei primi titoli della casa editrice Astre a fu il suo Firdaus, testo violentissimo che raccontava la violenza patriarcale del&#8217;islamismo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/12/cairo-051.jpg" rel="lightbox[2027]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2029" title="cairo 051" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/12/cairo-051-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a>Difficile descrivere in poche righe la vita di un monumento vivente del femminismo mondiale, perchè di ciò si tratta quando si nomina <strong>Nawal Al Sadaawi</strong>.</p>
<p><span id="more-2027"></span></p>
<p>In Italia l&#8217;abbiamo conosciuta circa trenta anni fa, quando uno dei primi titoli della casa editrice Astre a fu il suo <strong>Firdaus</strong>, testo violentissimo che raccontava la violenza patriarcale del&#8217;islamismo.</p>
<p>La sua presenza alla tre giorni del convegno internazionale <em>A global conference-women and 21 century – feminist alternatives </em>è stata celebrata con una sua lectio magistralis ma anche con danza, canto e amorevole vicinanza. Cliccando qui l&#8217;intervista anche formato video.<!--more--></p>
<p>Ecco cosa ci ha detto circa il senso del femminismo, e il perchè del suo impegno.(intervista in Inglese)</p>
<p>Un breve report dal seminario</p>
<p>di Monica Lanfranco</p>
<p>Le parole più usate: democrazia, patriarcato, potere, speranza, dominazione, scelta, dolore, quote, libertà.</p>
<p>Colpisce, nella possibilità altissima di trovarsi in una babele, il fatto che invece della babele come luogo della confusione, dell&#8217;incomunicabilità e della distanza, ci si trova in una babele dove certamente le lingue, le geografie, le provenienze culturali sono diverse, compresi i linguaggi del corpo, ma al di là di queste distanze il clima è di straordinaria condivisione. Anche quando scattano le reazioni, e i conflitti.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro.</p>
<p>Siamo al Cairo, una città tremenda se non siete abituate ad un traffico continuo e ad un rumore assurdo di clacson che ti trapana le orecchie, e che smette solo nelle sale chiuse delle costruzioni, siano esse hotel o bar o case o musei, dove comunque il baccano non ti molla mai nemmeno lì, perchè il condizionamento è a palla, gli uomini parlano a voce più alta che in Italia, fumano tutti in modo incredibile e fanno capannelli in ogni dove, in mezzo alla strada come negli spazi chiusi. Sulla tavola svolazzano i fogli degli appunti, e quindi siamo costrette spesso a chiedere che venga spenta l&#8217;aria forzata. Siamo al terzo piano del Supreme Council of Culture, a metà tra un museo, un ministero e un luogo dove si svolgono convegni.</p>
<p>Qui si sta svolgendo uno strano atto di creazione, qualcuna tra le presenti direbbe: una tre giorni dall&#8217;ambiziosissimo titolo <em>A global conference-women and 21 century – feminist alternatives.</em></p>
<p>Le organizzatrici sono 4 reti di donne arabe e 3 europee: Antico, Ife, Heya, Owsa, Owfi, Act e Wilpf.</p>
<p>Quindi si parla di alternative, non di prospettive, perchè le oltre 50 donne che vengono da tutto il mondo con viaggi alcuni davvero rocamboleschi sono convinte che sia venuta l&#8217;ora di smettere di fare nuovi progetti, che semplicemente questi ci siano già, e sia il momento di metterli in atto.</p>
<p>L&#8217;intreccio tra l&#8217;arabo e l&#8217;inglese, le due lingue del convegno, non rendono le cose facili, ma lo sforzo è quello di capire, capirsi, e, sorpresa, anche di discutere i nuovi significati da dare alle parole che vengono usate.</p>
<p>La figlia di Nawal Al Sadaawi, rossa di capelli e svelta di lingua si arrabbia: non è importante lottare per una maggiore rappresentanza in politica,-dice- ma bensì perchè la casa sia un luogo più equo, sicuro e pacifico per le donne. Il potere vero, per lei, è quello dentro le mura domestiche. E basta anche nell&#8217;uso dell&#8217;inganno patriarcale messo in atto quando le donne stesse si dividono in giovani e vecchie o parlano di fase primaverile e autunnale della vita. Lo dice alzando la voce, quasi con rabbia, davanti alla madre 83 enne, che la guarda divertita. Sua madre, un monumento vivendo del femminismo mondiale, che poco prima ha ricevuto due standing ovation dalla sala, e che ha presentato sia la figlia che l&#8217;uomo della sua vita, (che definisce un amico, oltre che compagno di vita), che è anche uno dei motivi per i quali i fondamentalisti egiziani le hanno giurato la morte: non è sposata.</p>
<p>Nawaal, in abito nero sul quale porta una sgargiante giacca rossa, capelli bianchissimi che sfuggono da tutte le parti pur arrangiati in uno chignon, sorridente e generosa con chiunque le voglia scattare una foto, abbracciare, o solo sfiorare con la mano, tiene un discorso in arabo, salutando quello che definisce “il primo evento che si fa nel mio paese al quale mi invitano. In Egitto nessuno pronuncia il mio nome, è come se non esistessi,e quando mi hano nominata è stato per cercare di distruggermi-scandisce-. Io piango spesso, perchè nella mia vita ho sofferto molto, ma oggi ho pianto di gioia pensando che sarei stata con voi”.</p>
<p>Vibrante, incredibilmente energica come solo le donne oltre gli 80 anni sanno essere (per fortuna noi in Italia abbiamo esempi come Lidia Menapace e Giancarla Codrignani solo per citarne due molto care e vicine) Nawal declina le sue priorità politiche, e definisce il femminismo il vero umanismo, e il pensiero politico che unifica tutte le grandi utopie: quella socialista, quella pacifista, quella nonviolenta, quella anticapitalista. Il vero obiettivo comune da raggiungere è quello della solidarietà tra le donne, una solidarietà politica nella quale si esaltino le cose che ci uniscono e si continui a lavorare su ciò che ci divide.</p>
<p>E&#8217; chiara sulla questione del velo e della religione: ogni religione è un luogo di schiavitù per le donne, nella storia antica come nell&#8217;oggi. E poi un&#8217;altra, importane puntualizzazione, sollecitata anche dall&#8217;intervento critico di Houzan Mahmoud, attivista e scrittrice curdo-iraniana nei confronti della relazione della statunitense Miriam Cooke.</p>
<p>Nella sua relazione la nordamericana definiva  &#8217;femminista islamica&#8217; una attivista vissuta negli anni &#8217;30: sia Houzan che Nawall sostengono con forza che convalidare la divisione tra femministe declinate come occidentali, musulmane, cristiane o altro è offrire strumenti di delegittimazione al movimento delle donne , che è invece  il motore principale del cambiamento universale e globale per tutta l&#8217;umanità.</p>
<p>“Quando ero molto piccola,-racconta Nawaal, e mi fu insegnato che le donne per volere di Dio si dovevano considerare diverse e ineguali rispetto agli uomini, scrissi una lettera a Dio, nella quele gli chiesi perchè a causa del mio corpo dovessi avere meno diritti dei maschi. Non rispose, quindi diventai femminista”.</p>
<p>Il femminismo deve parlare con la voce delle donne che lottano per il cambiamento, per l&#8217;umanizzazione dell&#8217;intero pianeta, e per diritti umani femminili come universali e imprescindibili.</p>
<p>Universal rights are basic for democracy,anche women&#8217;s rights are the base of them”: è un confortante concetto,questo, sul quale il consenso è unanime, e in tempi di relativismo culturale e politico,anche e soprattutto a sinistra, sentirlo scandire da attiviste di tutto il mondo non è poco.</p>
<p>A questo proposito estremamente interessante è la provocatoria e interattiva relazione di Drude Dalerup: questa svedese scattante e simpatica fa saltare tutte sulla sedia con il suo power point sulla rappresentanza politica e l&#8217;annoso problema delle quote, controverse, amate e odiate, ma delle quali tocca comunque parlare. Nel 1997, due anni dopo l&#8217;assise di Pechino, il paese nel quale la rappresentanza politica era più alta nel mondo era la Svezia, con il 48% di donne nel parlamento. Oggi, nel 2010, il paese con il più alto numero di donne in politica è il Ruanda, con il 56%,mentre la Svezia, buona seconda, vanta solo un 45%. La domanda di fondo è se le quote, da sole, garantiscano una democrazia di genere: la risposta è che nel mondo globale non bastano solo i numeri, che pure contano, perchè se le donne che rappresentano il genere femminile sono come Condoliza Rice o Margareth Thatcer il cambiamento con buona evidenza non c&#8217;è.</p>
<p>“Non voto una donna perchè è una donna, dice Nawaal: voto una donna o un uomo intelligente”.</p>
<p><a href="http://www.nawalsaadawi.net/">http://www.nawalsaadawi.net/</a><br />
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/12/cairo-051-150x150.jpg)Difficile descrivere in poche righe la vita di un monumento vivente del femminismo mondiale, perchè di ciò si tratta quando si nomina Nawal Al Sadaawi.



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		<title>Il g8 delle donne:10 anni fa, il primo Punto G- Genova, genere, globalizzazione</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo chiamammo Punto G: Genere,  Genova, globalizzazione. A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1777" title="video (2)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/video-2-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></p>
<p>Lo chiamammo Punto G: Genere,  Genova, globalizzazione. A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a ragionare sulla globalizzazione e sul suo impatto sulle vite delle donne del mondo.<span id="more-1776"></span>Ecco le voci di alcune di loro, in un evento, Punto G-Genova, genere, globalizzazione, che fu seguito da tutti i media mondiali e purtroppo dimenticato in tutto questi anni dai media italiani e dallo stesso movimento delle donne.</p>
<p>Le voci sono di Monica Lanfranco, Lidia Menapace, Crhista Wichterich, Sandra Gil, Sharifa Bouatta e Lidia Campagnano.</p>
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Lo chiamammo Punto G: Genere,  Genova, globalizzazione. A giugno del 2001, un mese prima del g8 e delle manifestazioni di piazza e dei dibattiti che si alternarono a Genova, una rete femminista che comprendeva oltre 140 gruppi e associazioni di donne si riunì, per la prima volta dopo decenni, intrecciando per tre giorni voci di diverse generazioni e provenienze per provare a ragionare sulla globalizzazione e sul suo impatto sulle vite delle donne del mondo.Ecco le voci di alcune di loro, in un evento, Punto G-Genova, genere, globalizzazione, che fu seguito da tutti i media mondiali e purtroppo dimenticato in tutto questi anni dai media italiani e dallo stesso movimento delle donne.

Le voci sono di Monica Lanfranco, Lidia Menapace, Crhista Wichterich, Sandra Gil, Sharifa Bouatta e Lidia Campagnano.</itunes:summary>
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		<title>La Resistenza cantata &#8211; voci di donne contro le guerre</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/05/17/la-resistenza-cantata-voci-di-donne-contro-le-guerre/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier. Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#8217;era l&#8217;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente. www.anpi.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300.jpg" rel="lightbox[1686]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1688" title="anpi-195x300" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Lo spettacolo si chiama <em>Voci, donne e canti della Resistenza,<span style="font-style: normal;"> ed è a cura del</span></em> Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.</p>
<p>Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#8217;era l&#8217;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.</p>
<p><a href="http://www.anpi.it">www.anpi.it</a></p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/05/anpi-195x300-150x150.jpg)Lo spettacolo si chiama Voci, donne e canti della Resistenza, ed è a cura del Gruppo Mafalda di Sampierdarena, e del gruppo teatrale L’Atelier.

Un allestimento in musica e parole per restituire alla memoria di chi non c&#039;era l&#039;importanza non solo di non dimenticare ma anche di lottare contro le guerre del presente.

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		<title>Non è un gioco da ragazze-in un libro il femminismo sindacale anni ’70</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, Giovanna Cereseto, Anna Frisone e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne.jpg" rel="lightbox[1658]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1681" title="01donne" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, <strong>Giovanna Cereseto</strong>, <strong>Anna Frisone </strong>e <strong>Laura Varlese</strong> <strong><em>(alla quale abbiamo chiesto il perchè di questo libro nell&#8217;intervista qui sotto) </em></strong>dal titolo <em>Non è un gioco da ragazze,</em> edito da Ediesse, che raccoglie le tre tesi di laurea delle autrici. Il volume, che attinge a fonti documentarie e orali, offre un approfondimento di quell’importante momento storico e civile, per riproporre alla riflessione e alla discussione dell’oggi una stagione che ha dato un apporto decisivo all’evoluzione di una grande «organizzazione di donne e di uomini», la CGIL.<span id="more-1658"></span><br />
Come ben sintetizza Anna Rossi-Doria, «&#8230;i Coordinamenti donne della FLM conducono una lotta per un obiettivo così arduo da rivelarsi alla fine irraggiungibile: affermare autonomamente i bisogni delle donne, trasformandoli in diritti, dentro al sindacato e allo stesso tempo trasformare quest’ultimo sulla base della nuova idea della politica che dalle assemblee e dai gruppi di sole donne era nata. Anche se si dimostrerà impossibile, quella sfida, come questi lavori dimostrano, consentirà, proprio per la sua altezza e carica utopica, lo sviluppo di idee ed esperienze ricche di insegnamenti per il futuro».</p>
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			<itunes:subtitle>Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca?</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/01donne-150x150.jpg)Cosa è stato il femminismo sindacale in Italia? Come è nato? Quali erano i temi che premevano in una società in trasformazione? Ma soprattutto: come lo hanno vissuto e interpretato le protagoniste dell’epoca? queste sono alcune delle domande alle quali prova a dare risposta il libro di  tre giovani autrici, Giovanna Cereseto, Anna Frisone e Laura Varlese (alla quale abbiamo chiesto il perchè di questo libro nell&#039;intervista qui sotto) dal titolo Non è un gioco da ragazze, edito da Ediesse, che raccoglie le tre tesi di laurea delle autrici. Il volume, che attinge a fonti documentarie e orali, offre un approfondimento di quell’importante momento storico e civile, per riproporre alla riflessione e alla discussione dell’oggi una stagione che ha dato un apporto decisivo all’evoluzione di una grande «organizzazione di donne e di uomini», la CGIL.
Come ben sintetizza Anna Rossi-Doria, «...i Coordinamenti donne della FLM conducono una lotta per un obiettivo così arduo da rivelarsi alla fine irraggiungibile: affermare autonomamente i bisogni delle donne, trasformandoli in diritti, dentro al sindacato e allo stesso tempo trasformare quest’ultimo sulla base della nuova idea della politica che dalle assemblee e dai gruppi di sole donne era nata. Anche se si dimostrerà impossibile, quella sfida, come questi lavori dimostrano, consentirà, proprio per la sua altezza e carica utopica, lo sviluppo di idee ed esperienze ricche di insegnamenti per il futuro».</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Goliarda e le altre: a Catania si celebra una femminista atipica</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 11:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<category><![CDATA[storia delle donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi è Goliarda Sapienza? Per saperlo si può seguire, a Catania, dal 7 all’11 aprile 2010, “Goliarda e le altre”, l’evento multidisciplinare  ideato dalla casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e CGIL Catania. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/goliarda-sapienza.jpg" rel="lightbox[1624]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1626" title="goliarda sapienza" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/goliarda-sapienza-150x150.jpg" alt="" width="140" height="140" /></a>Chi è Goliarda Sapienza? Per saperlo si può seguire, a Catania, dal 7 all’11 aprile 2010, “Goliarda e le altre”, l’evento multidisciplinare  ideato dalla casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e CGIL Catania. Convegni, approfondimenti, letteratura, teatro, musica, arte, fotografia: una molteplicità di linguaggi e di forme espressive per tessere in un unico filo costruttivo il coraggio delle scelte “difficili”, l&#8217;attenzione al genere, l&#8217;impegno politico, il rapporto con le altre donne, l&#8217;introspezione liberatoria delle donne e delle autrici che hanno segnato la nostra cultura.<span id="more-1624"></span><br />
Centro focale dell’iniziativa sarà la costituzione di un Centro Studi permanente su Goliarda Sapienza, che si occupi di mantenerne vivo l’interesse artistico, lettererario, sociale e politico attraverso un costante studio e approfondimento della figura di donna e delle opere, e l’imminente pubblicazione  del volume “INTERVISTE. Dialoghi intorno a Goliarda Sapienza” a cura di Maria Arena (Villaggio Maori Edizioni &#8211; 2010), che raccoglie per la prima volta in un unico testo numerose interviste sulla scrittrice attraverso la testimonianza del regista Francesco Maselli, dell&#8217;attore Angelo Pellegrino e della biografa Giovanna Providenti.<br />
L’evento “Goliarda e le altre” ospiterà all’interno del suo programma “Re-Sisters”, un progetto multimediale (un libro e un video) di Ippolita Franciosi e Laura Fantone incentrato su interviste rilasciate da donne attive nei movimenti sociali a livello globale (ospitato l’8 aprile da Majazè), e lo spettacolo teatrale “Io ho fatto tutto questo” di Maria Arena e Daniela Orlando (il 10 e l’11 aprile da Zo, in collaborazione con TE.ST Gesti Contemporanei &#8211; Teatro Stabile Catania), carico di suggestioni sonore e vocali, performance e video: un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza e la sua formazione di scrittrice attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’.<br />
Partner dell’iniziativa l’UDI, La Città Felice, Open Mind GLBT, Associazione Goliarda Sapienza, La Società delle Letterate e Rivista Marea.<br />
Per info: <a href="http://www.goliardasapienza.it">www.goliardasapienza.it</a>,<a href="http://www.villaggiomaori.com"> www.villaggiomaori.com</a>, info@villaggiomaori.com, vix.t@hotmail.it</p>
<p>Intervista a <strong>Salvatore La Porta</strong> di Villaggio Maori</p>
<p>PROGRAMMA<br />
Mercoledì, 7 aprile -  Facoltà Scienze Politiche:<br />
Ore 9.30: “Goliarda e le altre: una riflessione su Goliarda Sapienza”<br />
Ore 11.00: Tavola rotonda: “Lessici e soggettività femminili di ieri, oggi e domani”.<br />
Incontro-dibattito sulle questioni più interessanti per le giovani donne e studiose di women e gender in Italia. Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto per la costituzione di un “Centro Studi Goliarda Sapienza” presso il Corso di laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, la creazione  della Collana “Goliarda Sapienza” della casa editrice Villaggio Maori Edizioni e la proposta di istituzione  del  “Premio Goliarda Sapienza a una tesi di genere”: pubblicazione di una tesi di genere  e presentazione del volume edito nell’ambito della commemorazione annuale di Goliarda Sapienza.<br />
Saranno riconosciuti crediti formativi agli studenti della facoltà di Scienze Politiche che prenderanno parte al seminario.</p>
<p>Giovedì, 8 aprile &#8211; Majazè – Magazzino Culturale:<br />
Ore 20.00: CINECAFFE’ &#8211; AperiBio Letterario e videoproiezioni (aperitivo con free-buffet  biologico, presentazione libro “Re-Sisters. Donne e resistenza globale contemporanea” a cura di Laura Fantone e Ippolita Franciosi e proiezione del video “ReSisters &#8211; Donne in movimento”)<br />
Dalle ore 22.30: Proiezione del film “Persepolis”, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud -  animazione, durata 95 min. – Francia, USA 2007<br />
Consumazione obbligatoria: € 6</p>
<p>Sabato 10 e Domenica 11 aprile &#8211; Zo &#8211; Centro Culture Contemporanee:<br />
Per la Rassegna ALTRE SCENE, in collaborazione con TE.ST Gesti Contemporanei &#8211; Teatro Stabile Catania<br />
Ore 21.00: “Io ho fatto tutto questo” (di Maria Arena e Daniela Orlando, reading Emanuela Villagrossi,  musiche originali Carmen Consoli). Suggestioni sonore e vocali, performance e video: un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza e la sua formazione di scrittrice attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’.<br />
Ingresso: € 13</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/goliarda-sapienza-150x150.jpg)Chi è Goliarda Sapienza? Per saperlo si può seguire, a Catania, dal 7 all’11 aprile 2010, “Goliarda e le altre”, l’evento multidisciplinare  ideato dalla casa editrice catanese Villaggio Maori Edizioni e realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania e CGIL Catania. Convegni, approfondimenti, letteratura, teatro, musica, arte, fotografia: una molteplicità di linguaggi e di forme espressive per tessere in un unico filo costruttivo il coraggio delle scelte “difficili”, l&#039;attenzione al genere, l&#039;impegno politico, il rapporto con le altre donne, l&#039;introspezione liberatoria delle donne e delle autrici che hanno segnato la nostra cultura.
Centro focale dell’iniziativa sarà la costituzione di un Centro Studi permanente su Goliarda Sapienza, che si occupi di mantenerne vivo l’interesse artistico, lettererario, sociale e politico attraverso un costante studio e approfondimento della figura di donna e delle opere, e l’imminente pubblicazione  del volume “INTERVISTE. Dialoghi intorno a Goliarda Sapienza” a cura di Maria Arena (Villaggio Maori Edizioni - 2010), che raccoglie per la prima volta in un unico testo numerose interviste sulla scrittrice attraverso la testimonianza del regista Francesco Maselli, dell&#039;attore Angelo Pellegrino e della biografa Giovanna Providenti.
L’evento “Goliarda e le altre” ospiterà all’interno del suo programma “Re-Sisters”, un progetto multimediale (un libro e un video) di Ippolita Franciosi e Laura Fantone incentrato su interviste rilasciate da donne attive nei movimenti sociali a livello globale (ospitato l’8 aprile da Majazè), e lo spettacolo teatrale “Io ho fatto tutto questo” di Maria Arena e Daniela Orlando (il 10 e l’11 aprile da Zo, in collaborazione con TE.ST Gesti Contemporanei - Teatro Stabile Catania), carico di suggestioni sonore e vocali, performance e video: un percorso legato alla biografia di Goliarda Sapienza e la sua formazione di scrittrice attraverso i testi autobiografici che precedono ‘L’arte della gioia’.
Partner dell’iniziativa l’UDI, La Città Felice, Open Mind GLBT, Associazione Goliarda Sapienza, La Società delle Letterate e Rivista Marea.
Per info: www.goliardasapienza.it (http://www.goliardasapienza.it), www.villaggiomaori.com (http://www.villaggiomaori.com), info@villaggiomaori.com, vix.t@hotmail.it

Intervista a Salvatore La Porta di Villaggio Maori

PROGRAMMA
Mercoledì, 7 aprile -  Facoltà Scienze Politiche:
Ore 9.30: “Goliarda e le altre: una riflessione su Goliarda Sapienza”
Ore 11.00: Tavola rotonda: “Lessici e soggettività femminili di ieri, oggi e domani”.
Incontro-dibattito sulle questioni più interessanti per le giovani donne e studiose di women e gender in Italia. Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto per la costituzione di un “Centro Studi Goliarda Sapienza” presso il Corso di laurea in Scienze storiche e politiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, la creazione  della Collana “Goliarda Sapienza” della casa editrice Villaggio Maori Edizioni e la proposta di istituzione  del  “Premio Goliarda Sapienza a una tesi di genere”: pubblicazione di una tesi di genere  e presentazione del volume edito nell’ambito della commemorazione annuale di Goliarda Sapienza.
Saranno riconosciuti crediti formativi agli studenti della facoltà di Scienze Politiche che prenderanno parte al seminario.

Giovedì, 8 aprile - Majazè – Magazzino Culturale:
Ore 20.00: CINECAFFE’ - AperiBio Letterario e videoproiezioni (aperitivo con free-buffet  biologico, presentazione libro “Re-Sisters. Donne e resistenza globale contemporanea” a cura di Laura Fantone e Ippolita Franciosi e proiezione del video “ReSisters - Donne in movimento”)
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		<title>Dita di dama: un libro di Chiara Ingrao sugli anni ’70 e non solo</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/04/04/dita-di-dama-un-libro-di-chiara-ingrao-sugli-anni-70-e-non-solo/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 20:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1.jpg" rel="lightbox[1615]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1619" title="mini-foto-chiara" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1-135x150.jpg" alt="" width="135" height="150" /></a>«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! Digli di no, ho detto io. Rifiutati.»﻿</p>
<p>Ecco l&#8217;incipit del nuovo struggente  e intenso libro <em>Dita di dama</em> di <strong>Chiara Ingrao</strong>, attivista femminista e pacifista, una figura importante nel movimento italiano.<span id="more-1615"></span></p>
<p>Al  sito <a href="http://www.chiaraingrao.it">www.chiaraingrao.it </a>si possono trovare anche i primi capitoli dei suoi numerosi testi.</p>
<p>L&#8217; intervista, realizzata alla presentazione di Genova del libro di <strong>Chiara Ingrao</strong> e del testo <em>Non è un gioco da ragazze, </em>con le tesi di laurea di <span style="text-decoration: underline;"><strong></strong><a href="http://www.ediesseonline.it"><span style="color: #000000;"><strong>Giovanna Cereseto &#8211; Anna Frisone &#8211; Laura Varlese</strong></span></a></span> (Ediesse edizioni) è a cura di <a href="http://www.monicalanfranco.it"><strong>Monica Lanfranco</strong></a>.  Alla fisarmonica <strong>Valentina Genta</strong>.</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/04/mini-foto-chiara1-135x150.jpg)«Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto… Ma come fanno a pensare… E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!! Digli di no, ho detto io. Rifiutati.»﻿

Ecco l&#039;incipit del nuovo struggente  e intenso libro Dita di dama di Chiara Ingrao, attivista femminista e pacifista, una figura importante nel movimento italiano.

Al  sito www.chiaraingrao.it  (http://www.chiaraingrao.it)si possono trovare anche i primi capitoli dei suoi numerosi testi.

L&#039; intervista, realizzata alla presentazione di Genova del libro di Chiara Ingrao e del testo Non è un gioco da ragazze, con le tesi di laurea di Giovanna Cereseto - Anna Frisone - Laura Varlese (Ediesse edizioni) è a cura di Monica Lanfranco.  Alla fisarmonica Valentina Genta.</itunes:summary>
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		<title>La bella politica. Una femminista della resistenza racconta</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marisa Ombra, autrice del libro La bella politica &#8211; La Resistenza, &#8220;Noi donne&#8221;, il femminismo, con la collaborazione di Ilaria Scalmani e la prefazione di Anna Bravo racconta i motivi di un libro che non è solo narrazione di una vita di attivismo femminista, ma anche scelta politica di trasmissione di valori di libertà alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/MarisaOmbra50x50.jpg" rel="lightbox[1566]"><img class="alignleft size-full wp-image-1561" title="MarisaOmbra50x50" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/MarisaOmbra50x50.jpg" alt="" width="50" height="50" /></a>Marisa Ombra, autrice del libro <em>La bella politica &#8211; La Resistenza, &#8220;Noi donne&#8221;, il femminismo</em>, con la collaborazione di Ilaria Scalmani e la prefazione di Anna Bravo racconta i motivi di un libro che non è solo narrazione di una vita di attivismo femminista, ma anche scelta politica di trasmissione di valori di libertà alle nuove generazioni di uomini e donne.</p>
<p>a cura di <strong>Valentina Carosini</strong></p>
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a cura di Valentina Carosini</itunes:summary>
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		<title>Ritratto di signora: maestre della libertà delle donne. Eleonora de Fonseca Pimental</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2009/07/28/ritratto-di-signora-maestre-della-liberta-delle-donne-eleonora-de-fonseca-pimental/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<title>Ritratto di signora: maestre della libertà delle donne. Rosa Luxemburg</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:33:24 +0000</pubDate>
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		<title>Ritratto di signora: maestre della libertà delle donne. Bertha Von Suttner</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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