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	<title>Radio delle donne &#187; sport</title>
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	<description>Il primo podcast femminista italiano</description>
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		<title>Radio delle donne &#187; sport</title>
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		<title>Rinasce il Coordinamento donne della Uisp</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 18:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Monica Lanfranco 25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp. Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donne nello sport, un vero e proprio manifesto politico femminista contro lo stereotipo sessista che relegava il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/mosaico.donnesportive.jpg" rel="lightbox[1726]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1729" title="mosaico.donnesportive" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/06/mosaico.donnesportive-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Di Monica Lanfranco</strong></p>
<p>25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp.</p>
<p>Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donne nello sport, un vero e proprio manifesto politico femminista contro lo stereotipo sessista che relegava il genere femminile nel mondo sportivo a genere di serie B.</p>
<p>La Carta fu recepita dal parlamento europeo nel 1986. La potete leggere nella pagina successiva.</p>
<p>La Carta costituì un punto di svolta molto significativo non solo per l&#8217;associazionismo sportivo, ma per l&#8217;intero movimento delle donne. Oggi, a 25 anni di distanza, e di certo in un momento storico, culturale e politico meno felice, una trentina di dirigenti della Uisp fa rinascere il Coordinamento. Ecco alcune delle loro voci.</p>
<p><a href="http://percorsididonne.uisp.it/">http://percorsididonne.uisp.it/</a></p>
<p><strong><span id="more-1726"></span>Ecco il testo della Carta dei diritti delle donne nello sport del 1985</strong></p>
<p><strong>1)La diversità morfologica, funzionale, attitudinale, psicologica della donne è un valore che rivendichiamo come un valore originale e primario, determinata ai fini di una produzione ed una pratica e soprattutto di una cultura propria, che si fonda sulla conoscenza , il possesso, l&#8217;uso del corpo da parte delle donne.</strong></p>
<p><strong>2)Diritto alla pratica della diversità</strong></p>
<p><strong>Chiediamo che si studi, si approfondisca, si produca sulla base della conoscenza profonda del soggetto donna in modo originale e fuori da ogni logica di parametrazione.</strong></p>
<p><strong>3) diritto alla integrità fisica e al rispetto della diversità.</strong></p>
<p><strong>Denunciamo ogni forma di manipolazione o alterazione morfologica e psicologica che venga praticata sulle atlete individuando in ciò una vera a propria forma di violenza verso le donne.</strong></p>
<p><strong>4) Diritto alle pari opportunità</strong></p>
<p><strong>a) rivendichiamo la cancellazione di tutte le norme presenti negli statuti federali e in ogni associazione sposrttia che discriminano el prestazione femminili.</strong></p>
<p><strong>b) rivendichiamo il diritto costituzionale alla libera scelta di associazione e pratica in qualunque tipo di disciplina sportiva.</strong></p>
<p><strong>c) rivendichiamo il diritto anche esso costituzionale delle donne all&#8217;accesso in ogni tipo di carriera e carica sia tecnica che dirigenziale all &#8216;interno delle organizzazioni sportive; rivendichiamo una diversa distribuzione e uso delle risorse economiche, soprattutto quelle gestite direttamente dalle strutture istituzionali e federali.</strong></p>
<p><strong>Chediamo inoltre una immediata verifica sui bilanci relativi alle rappresentative nazionali.</strong></p>
<p><strong>5)Diritto alla informazione</strong></p>
<p><strong>Denunciamo l&#8217;assoluta assenza di attenzione, da parte degli organi di stampa, ma soprattutto, degli organi pubblici di informazione, verso lo sport femminile, di cui, a tutt&#8217;oggi viene resa nota una parte infinitesimale ed anche, spesso, in modo distorto e folkoristico.</strong></p>
<p><strong>6) Rivendichiamo il diritto a porre ognuno di questi punti come prioritari anche nelle strutture sportive internazionali come il Cio e chiediamo su questo il sostegno delle donne del Parlamento Europeo.</strong></p>
<p><strong>Riteniamo fondamentale che le donne che vivono in prima persona questa situazione non deleghino agli stessi organi che le hanno fin ora discriminate, le decisioni su  questa materia. Chediamo pertanto che:</strong></p>
<p><strong>a) si istituiscano presso le federazioni e il Coni forme di rappresentanza diretta femminile di atlete, tecniche,dirigenti che elaborino proposte sulle nodifiche e le innovazioni necessarie ad un deciso cambio di rotta.</strong></p>
<p><strong>b)all&#8217;interno del programma legislativo di riforma dello sport sia prevista una commissione di inchiesta sulla pratica sportiva femminile che verifichi l&#8217;effettivo diritto alle pari opportunità nell&#8217;osservanza del principio costituzionale dell&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini.</strong></p>
<p><strong>su questa Carta chiediamo il sostegno e l&#8217;adesione non solo delle donne praticanti sport a qualsiasi livello ma di tutte le donne presenti nelle associazioni di massa, nei partiti, nel parlamento, a cui chiediamo in primo luogo di confrontarsi con noi su un terreno nuovo e non semplice per le donne, ma sulle cui storture non è più possibile tacere,</strong></p>
<p><strong>Coordinamento nazionale donne Uisp 1985</strong></p>
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		<itunes:subtitle>Di Monica Lanfranco - 25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp. - Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donne...</itunes:subtitle>
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Di Monica Lanfranco

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		<title>Allarme tratta ai Mondiali di calcio: il Coordinamento Nazionale donne dell&#8217;Uisp denuncia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 22:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La denuncia c&#8217;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La Parliamentary Assembly of the Council of Europe, il Nordic Council e Amnesty International avevano già espresso il loro disappunto sull&#8217;incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty denunciarono che 30000 donne e ragazze erano  state costrette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/calcio_home450a.jpg" rel="lightbox[1589]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1598" title="calcio_home450a" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/calcio_home450a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La denuncia c&#8217;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La <em>Parliamentary Assembly of the Council of Europe</em>, il <em>Nordic Council</em> <span style="color: #888888;">e<em> <a title="w:Amnesty International" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amnesty_International">Amnesty International</a> </em></span>avevano già espresso il loro disappunto sull&#8217;incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty denunciarono che 30000 donne e ragazze erano  state costrette a prostituirsi, anche in strutture  adibite ad hoc nelle vicinanze dello stadio. Ora che a giugno l&#8217;evento sportivo si ripeterà in Sudafrica l&#8217;allarme sta ripartendo.</p>
<p>L&#8217;intervista è  alla responsabile nazionale del Coordinamento Donne Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), <strong>Paola Lanzon</strong>, che illustra la campagna di  responsabilizzazione per i tifosi aderenti all&#8217;associazione.<span id="more-1589"></span></p>
<p>Nella regione meridionale del paese stanno per essere completate due importanti strutture per il Mondiale di calcio: il nuovo centro di medicina d’emergenza all’ospedale Livingstone di Port Elizabeth e lo stadio di calcio di Gelvandale. Entro aprile sarà ultimato il primo, costato 24 milioni di euro; lo stadio, per la cui costruzione sono stati stanziati 6 milioni di euro, verrà finito entro marzo. Ma c’è anche un altro tema al centro del dibattito nazionale: la legalizzazione o meno della prostituzione.</p>
<p>Il commissario di polizia sudafricano Jackie Selebi è stato il primo a proporre l’idea, sostenendo che se la prostituzione viene legalizzata, la polizia è più libera di occuparsi dei problemi di sicurezza più pressanti.</p>
<p>Non tutti sono d’accordo sull’idea di Lekgetho: alcuni la considerano uno scherzo, altri un’offesa. La legalizzazione della prostituzione  permetterebbe la regolamentazione del settore, la riscossione di maggiori tasse e quindi più soldi per il paese. Poi c’è anche la questione Hiv: con la prostituzione legale si farebbero più controlli sia alle prostitute che agli uomini, si dice. Quello che <strong>non</strong> si dice è che sembra che dai villaggi comincino a sparire bambine e ragazze minorenni, reclutate per il mercato clandestino.</p>
<p>.</p>
<p><em> </em></p>
<p><sup><a href="http://it.wikinews.org/wiki/Razzismo_e_traffico_di_prostitute_ai_Mondiali_di_calcio_2006#cite_note-4"></a></sup></p>
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		<itunes:subtitle>La denuncia c&#039;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La Parliamentary Assembly of the Council of Europe, il Nordic Council e Amnesty International avevano già espresso il loro disappunto sull&#039;incremento del traffico di...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/03/calcio_home450a-150x150.jpg)La denuncia c&#039;era già stata: nel 2006, in occasione dei Mondiali di calcio in Germania La Parliamentary Assembly of the Council of Europe, il Nordic Council e Amnesty International (http://it.wikipedia.org/wiki/Amnesty_International) avevano già espresso il loro disappunto sull&#039;incremento del traffico di prostitute durante il mondiale. PACE e Amnesty denunciarono che 30000 donne e ragazze erano  state costrette a prostituirsi, anche in strutture  adibite ad hoc nelle vicinanze dello stadio. Ora che a giugno l&#039;evento sportivo si ripeterà in Sudafrica l&#039;allarme sta ripartendo.

L&#039;intervista è  alla responsabile nazionale del Coordinamento Donne Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), Paola Lanzon, che illustra la campagna di  responsabilizzazione per i tifosi aderenti all&#039;associazione.

Nella regione meridionale del paese stanno per essere completate due importanti strutture per il Mondiale di calcio: il nuovo centro di medicina d’emergenza all’ospedale Livingstone di Port Elizabeth e lo stadio di calcio di Gelvandale. Entro aprile sarà ultimato il primo, costato 24 milioni di euro; lo stadio, per la cui costruzione sono stati stanziati 6 milioni di euro, verrà finito entro marzo. Ma c’è anche un altro tema al centro del dibattito nazionale: la legalizzazione o meno della prostituzione.

Il commissario di polizia sudafricano Jackie Selebi è stato il primo a proporre l’idea, sostenendo che se la prostituzione viene legalizzata, la polizia è più libera di occuparsi dei problemi di sicurezza più pressanti.

Non tutti sono d’accordo sull’idea di Lekgetho: alcuni la considerano uno scherzo, altri un’offesa. La legalizzazione della prostituzione  permetterebbe la regolamentazione del settore, la riscossione di maggiori tasse e quindi più soldi per il paese. Poi c’è anche la questione Hiv: con la prostituzione legale si farebbero più controlli sia alle prostitute che agli uomini, si dice. Quello che non si dice è che sembra che dai villaggi comincino a sparire bambine e ragazze minorenni, reclutate per il mercato clandestino.

.

 

 (http://it.wikinews.org/wiki/Razzismo_e_traffico_di_prostitute_ai_Mondiali_di_calcio_2006#cite_note-4)</itunes:summary>
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