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	<title>Radio delle donne &#187; donne in rete</title>
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		<title>Radio delle donne &#187; donne in rete</title>
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		<title>Politiche in-differenti 2012 a Torino?</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2012/01/31/politiche-in-differenti-2012-a-torino/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo Politiche in-differenti, che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate qui le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso, in uno scenario che è ambiato in modo veloce e drammatico con l&#8217;irruzione della grave crisi economica che colpisce in particolare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1582.jpg" rel="lightbox[2569]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2572" title="IMG_1582" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1582-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a>Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo <em>Politiche in-differenti, </em>che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate <strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/">qui</a></strong> le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso, in uno scenario che è ambiato in modo veloce e drammatico con l&#8217;irruzione della grave crisi economica che colpisce in particolare le donne. Il primo contributo alla nuova discussione è quello di<a href="http://www.lauracima.it/"> Laura Cima</a>.</p>
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		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1582-150x150.jpg)Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo Politiche in-differenti, che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate qui (http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/) le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso, in uno scenario che è ambiato in modo veloce e drammatico con l&#039;irruzione della grave crisi economica che colpisce in particolare le donne. Il primo contributo alla nuova discussione è quello di Laura Cima (http://www.lauracima.it/).

 

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		<title>Rivoluzionarie e gentili: un ritratto a più voci</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 11:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a Monica Lanfranco e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. www.rivoluzionegentile.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini.jpeg" rel="lightbox[2472]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2350" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="image_mini" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg" alt="" width="150" height="110" /></a>Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a <a href="http://www.monicalanfranco.it">Monica Lanfranco</a> e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. <a href="http://www.rivoluzionegentile.it">www.rivoluzionegentile.it</a></p>
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			<itunes:subtitle>Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a Monica Lanfranco e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. www.rivoluzionegentile.it</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg)Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a Monica Lanfranco (http://www.monicalanfranco.it) e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. www.rivoluzionegentile.it (http://www.rivoluzionegentile.it)</itunes:summary>
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		<title>Rivoluzione sì, ma gentile</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 14:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Monica Lanfranco Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile. Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini.jpeg" rel="lightbox[2349]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2350" title="image_mini" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg" alt="" width="120" height="88" /></a></div>
<div id="_mcePaste">di Monica Lanfranco</div>
<div>Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile.</div>
<div id="_mcePaste">Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi sempre legato al concetto di azione niente affatto gentile, ma bensì nella quale il gesto è rabbioso, perché la violenza è levatrice della storia nella tradizione estremista, ed è una parte integrante e fondativa della insurrezione.</div>
<div id="_mcePaste">Bè, sorpresa. Qui invece assolutamente no.<span id="more-2349"></span></div>
<div>Si aggira in Puglia una strana energia, che viene da un gruppo di donne: si fanno chiamare Rete della rivoluzione gentile, e sembra che non abbiano alcuna intenzione di smettere di espandersi.</div>
<div id="_mcePaste">Nascono su un obiettivo specifico, quello lo scorso anno, di ottenere la possibilità di votare per le primarie in seno alla sinistra, quando sembrava che a causa della scomoda candidatura di Niki Vendola la consultazione elettorale per la presidenza regionale in Puglia saltasse, dati i soliti equilibri masochisti della gauche nazionale. Queste donne, alcune dentro ma molte fuori dai partiti hanno insistito per avere le primarie, si sono messe gentilmente di traverso, e hanno vinto.</div>
<div id="_mcePaste">Chi si aspettava che con la vittoria di Vendola alla regione Puglia loro se ne andassero sbagliava, visto che non solo ci sono ancora, ma i<a href="http://www.rivoluzionegentile.it/">l sito </a>che porta il nome del movimento ha continui accessi, anche se la stampa nazionale non le ha ancora scoperte, e forse tenderà a non valorizzarle, dal momento che dentro questa rete non ci sono vip, ma donne normalmente straordinarie che lavorano nel sociale, nell’università, nella sanità, insomma tutte quelle che ultimamente notizia ne fanno nulla o quasi. In compenso, appunto senza correre e senza urlare stanno lavorando per riattualizzare e diffondere anche tra le nuove generazioni di donne e uomini la parola e la pratica femminista. E scusate se è poco, oggi, in Italia.</div>
<div><strong>LE VOCI SONO DI: RITA <em>SARAO&#8217;</em>, GRAZIA <em>BONANTE</em>, ANNA <em>CARUSO</em>, LINA <em>APPIANO,</em> ROSARIA <em>CAPOZZI</em>, ANGELA <em>CASELLA</em>, CONCETTA <em>MELCHIORRE</em>.</strong></div>
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			<itunes:subtitle>di Monica Lanfranco Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile. Chissà che ne penserebbe Robin Morgan,</itunes:subtitle>
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di Monica Lanfranco
Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile.
Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi sempre legato al concetto di azione niente affatto gentile, ma bensì nella quale il gesto è rabbioso, perché la violenza è levatrice della storia nella tradizione estremista, ed è una parte integrante e fondativa della insurrezione.
Bè, sorpresa. Qui invece assolutamente no.
Si aggira in Puglia una strana energia, che viene da un gruppo di donne: si fanno chiamare Rete della rivoluzione gentile, e sembra che non abbiano alcuna intenzione di smettere di espandersi.
Nascono su un obiettivo specifico, quello lo scorso anno, di ottenere la possibilità di votare per le primarie in seno alla sinistra, quando sembrava che a causa della scomoda candidatura di Niki Vendola la consultazione elettorale per la presidenza regionale in Puglia saltasse, dati i soliti equilibri masochisti della gauche nazionale. Queste donne, alcune dentro ma molte fuori dai partiti hanno insistito per avere le primarie, si sono messe gentilmente di traverso, e hanno vinto.
Chi si aspettava che con la vittoria di Vendola alla regione Puglia loro se ne andassero sbagliava, visto che non solo ci sono ancora, ma il sito  (http://www.rivoluzionegentile.it/)che porta il nome del movimento ha continui accessi, anche se la stampa nazionale non le ha ancora scoperte, e forse tenderà a non valorizzarle, dal momento che dentro questa rete non ci sono vip, ma donne normalmente straordinarie che lavorano nel sociale, nell’università, nella sanità, insomma tutte quelle che ultimamente notizia ne fanno nulla o quasi. In compenso, appunto senza correre e senza urlare stanno lavorando per riattualizzare e diffondere anche tra le nuove generazioni di donne e uomini la parola e la pratica femminista. E scusate se è poco, oggi, in Italia.
LE VOCI SONO DI: RITA SARAO&#039;, GRAZIA BONANTE, ANNA CARUSO, LINA APPIANO, ROSARIA CAPOZZI, ANGELA CASELLA, CONCETTA MELCHIORRE.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>Gaia internazional Festival: femminismo e ambiente insieme per cambiare</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/07/01/gaia-internazional-festival-femminismo-e-ambiente-insieme-per-cambiare/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 19:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Monica Lanfranco Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media, una realtà storica del movimento delle donne italiano. Ecco le voci di questo primo appuntamento che ha messo assieme passione ecologista, passione femminista e attivismo politico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/vandana.jpeg" rel="lightbox[1744]"><img class="alignleft size-full wp-image-1747" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Vandana Shiva" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/vandana.jpeg" alt="" width="105" height="124" /></a></strong><strong>di Monica Lanfranco</strong></p>
<p>Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media, una realtà storica del movimento delle donne italiano. Ecco le voci di questo primo appuntamento che ha messo assieme passione ecologista, passione femminista e attivismo politico per il benessere delle comunità.</p>
<p><a href="http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html">http://www.gaiainternationalfestival.com/italiano/benvenuti.html</a></p>
<p><a href="http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html">http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html</a></p>
<p><span style="font-family: Calibri;"><span style="font-size: xx-small;"><br />
</span></span></p>
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		<itunes:subtitle>di Monica Lanfranco - Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/07/vandana.jpeg)di Monica Lanfranco

Una settimana di dibattiti, incontri, spettacoli, libri, parole, musica: questa è stata la prima edizione del Gaia International Festival. Tra le organizazione presenti anche Mediterranean Media, una realtà storica del movimento delle donne italiano. Ecco le voci di questo primo appuntamento che ha messo assieme passione ecologista, passione femminista e attivismo politico per il benessere delle comunità.

http://www.gaiainternationalfestival.com/italiano/benvenuti.html (http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html)

http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html (http://www.odradek.it/Schedelibri/SemidelSuicidio.html)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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		<title>FemminilePlurale, un nuovo soggetto di donne a Vicenza</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2010/01/24/femminileplurale-un-nuovo-soggetto-di-donne-a-vicenza/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2010/01/24/femminileplurale-un-nuovo-soggetto-di-donne-a-vicenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione radio delle donne</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne FemminilePlurale Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin. di Monica Lanfranco femminileplurale si è costituito nell’ottobre del 2009 alla conclusione di un lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/logo_rosso_firmato4.jpg" rel="lightbox[1419]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1422" title="logo_rosso_firmato4" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/logo_rosso_firmato4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne <a href="http://www.femminileplurale.net">FemminilePlurale</a></p>
<p>Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin.</p>
<p>di Monica Lanfranco<span id="more-1419"></span></p>
<p>femminileplurale si è costituito nell’ottobre del 2009 alla conclusione di un lungo dibattito aperto all’interno del movimento vicentino che da tre anni si oppone alla costruzione della seconda base militare statunitense sull’area del Dal Molin.<br />
La discussione, che si è accesa all’indomani degli scontri con la polizia avvenuti nel corso della manifestazione indetta dal presidio permanente il 4 luglio, ha riguardato questioni fondamentali come il pacifismo, la nonviolenza, il ruolo e le pratiche politiche delle donne all’interno del presidio permanente.<br />
Nel corso della discussione il presidio permanente ha confermato la legittimità dell’azione di “autodifesa” con la qualenel corso della manifestazione si è contrapposto allo schieramento della polizia, e ha ribadito la logica dello scontro che invece una parte delle donne e degli uomini presenti alla manifestazione non ha assolutamente condiviso.<br />
Partendo dall’assunto che “la casa del padrone non si distrugge con gli strumenti del padrone” il Gruppo Donne ha proposto di ridiscutere il significato di nonviolenza per individuare e costruire pratiche condivise; ma la richiesta, espressa nel corso dell’incontro “Le contraddizioni del pacifismo” tenutosi nell’ambito del Festival No Dal Molin  è stata marginalizzata e di fatto respinta.<br />
Il dibattito sulle pratiche e sul ruolo delle donne all’interno del movimento è proseguito all’interno del Gruppo Donne e ha fatto emergere una doppia contraddizione: da un lato  rispetto al modo di pensare il rapporto con il movimento misto e con la posizione ambivalente affermata dai suoi leaders a proposito della nonviolenza e del femminile; dall’altro rispetto al valore da attribuire al segno della differenza femminile nel fare politica.<br />
Noi vediamo una contraddizione fra il pensarci donne nonviolente e il permanere in un ambito che ha pubblicamente dichiarato di non considerare rilevante la differenza femminile e ritiene la nonviolenza e il pacifismo opzioni modificabili a seconda delle circostanze.<br />
Noi riteniamo che il segno della differenza sia fondamentale e che ci debba essere una coerenza fra ciò che pensiamo e ciò che facciamo.<br />
Pensiamo che il segno della differenza e la sua nominazione siano la premessa necessaria per affermare  il riconoscimento e il valore di tutte le altre differenze.<br />
Abbiamo ritenuto di non poter condividere il percorso con un soggetto politico che di fatto non ha accettato il confronto dialettico con posizioni diverse dalla propria e che in più occasioni ha svalorizzato soggetti e posizioni differenti da sé.<br />
Per questo è stato necessario marcare la nostra posizione con un gesto radicale, un gesto di libertà femminile coerente il modo di essere e con l’agire che ci ha distinte fin qui: per continuare a intrecciare un pensiero grande, quello della differenza, con una contingenza particolare, la lotta di una comunità per salvaguardare il proprio territorio; per intrecciare il pensiero politico delle donne a una progettualità che si rivolge a tutti i soggetti politici, a tutte le persone nella difesa pacifica e nonviolenta dei beni comuni.<br />
“Per continuare costruire pensiero e azioni per un’ “Altra Città” possibile, aperta alla libera discussione, disposta ad accogliere le differenze e disposta a nominarle, nel segno  -  radicale perché prioritario  -  del pensiero e della politica delle donne, per amore del mondo”.</p>
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		<itunes:subtitle>Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne FemminilePlurale - Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin. - di Monica Lanfranco - </itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2010/01/logo_rosso_firmato4-150x150.jpg)Nasce a Vicenza il nuovo gruppo di donne FemminilePlurale (http://www.femminileplurale.net)

Ecco i rumori e le voci della festa che ha sancito la sua prima uscita pubblica. E un nuovo documento politico da leggere offerto a tutto il movimento No dal Molin.

di Monica Lanfranco

femminileplurale si è costituito nell’ottobre del 2009 alla conclusione di un lungo dibattito aperto all’interno del movimento vicentino che da tre anni si oppone alla costruzione della seconda base militare statunitense sull’area del Dal Molin.
La discussione, che si è accesa all’indomani degli scontri con la polizia avvenuti nel corso della manifestazione indetta dal presidio permanente il 4 luglio, ha riguardato questioni fondamentali come il pacifismo, la nonviolenza, il ruolo e le pratiche politiche delle donne all’interno del presidio permanente.
Nel corso della discussione il presidio permanente ha confermato la legittimità dell’azione di “autodifesa” con la qualenel corso della manifestazione si è contrapposto allo schieramento della polizia, e ha ribadito la logica dello scontro che invece una parte delle donne e degli uomini presenti alla manifestazione non ha assolutamente condiviso.
Partendo dall’assunto che “la casa del padrone non si distrugge con gli strumenti del padrone” il Gruppo Donne ha proposto di ridiscutere il significato di nonviolenza per individuare e costruire pratiche condivise; ma la richiesta, espressa nel corso dell’incontro “Le contraddizioni del pacifismo” tenutosi nell’ambito del Festival No Dal Molin  è stata marginalizzata e di fatto respinta.
Il dibattito sulle pratiche e sul ruolo delle donne all’interno del movimento è proseguito all’interno del Gruppo Donne e ha fatto emergere una doppia contraddizione: da un lato  rispetto al modo di pensare il rapporto con il movimento misto e con la posizione ambivalente affermata dai suoi leaders a proposito della nonviolenza e del femminile; dall’altro rispetto al valore da attribuire al segno della differenza femminile nel fare politica.
Noi vediamo una contraddizione fra il pensarci donne nonviolente e il permanere in un ambito che ha pubblicamente dichiarato di non considerare rilevante la differenza femminile e ritiene la nonviolenza e il pacifismo opzioni modificabili a seconda delle circostanze.
Noi riteniamo che il segno della differenza sia fondamentale e che ci debba essere una coerenza fra ciò che pensiamo e ciò che facciamo.
Pensiamo che il segno della differenza e la sua nominazione siano la premessa necessaria per affermare  il riconoscimento e il valore di tutte le altre differenze.
Abbiamo ritenuto di non poter condividere il percorso con un soggetto politico che di fatto non ha accettato il confronto dialettico con posizioni diverse dalla propria e che in più occasioni ha svalorizzato soggetti e posizioni differenti da sé.
Per questo è stato necessario marcare la nostra posizione con un gesto radicale, un gesto di libertà femminile coerente il modo di essere e con l’agire che ci ha distinte fin qui: per continuare a intrecciare un pensiero grande, quello della differenza, con una contingenza particolare, la lotta di una comunità per salvaguardare il proprio territorio; per intrecciare il pensiero politico delle donne a una progettualità che si rivolge a tutti i soggetti politici, a tutte le persone nella difesa pacifica e nonviolenta dei beni comuni.
“Per continuare costruire pensiero e azioni per un’ “Altra Città” possibile, aperta alla libera discussione, disposta ad accogliere le differenze e disposta a nominarle, nel segno  -  radicale perché prioritario  -  del pensiero e della politica delle donne, per amore del mondo”.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
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