<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Radio delle donne &#187; cittadine</title>
	<atom:link href="http://www.radiodelledonne.org/category/cittadine/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.radiodelledonne.org</link>
	<description>Il primo podcast femminista italiano</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 22:53:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/2.0.4" -->
	<itunes:summary>La prima radio podcast femminista italiana, dedicata alla differenza di genere e ai temi dei movimenti delle donne.</itunes:summary>
	<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/plugins/podpress/images/144.jpg" />
	<itunes:owner>
		<itunes:name>Radio delle donne</itunes:name>
		<itunes:email>info@radiodelledonne.org</itunes:email>
	</itunes:owner>
	<managingEditor>info@radiodelledonne.org (Radio delle donne)</managingEditor>
	<copyright>Licenza Creative Commons BY-NC-SA</copyright>
	<itunes:subtitle>La prima radio podcast femminista italiana</itunes:subtitle>
	<itunes:keywords>femminismo, donne, diritti, femminile</itunes:keywords>
	<image>
		<title>Radio delle donne &#187; cittadine</title>
		<url>http://www.radiodelledonne.org/wp-content/plugins/podpress/images/144.jpg</url>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/category/cittadine/</link>
	</image>
	<itunes:category text="News &amp; Politics" />
	<itunes:category text="Society &amp; Culture" />
	<itunes:category text="Arts" />
		<item>
		<title>Politiche in-differenti 2012 a Torino?</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2012/01/31/politiche-in-differenti-2012-a-torino/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2012/01/31/politiche-in-differenti-2012-a-torino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[donne in rete]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2569</guid>
		<description><![CDATA[Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo Politiche in-differenti, che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate qui le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso, in uno scenario che è ambiato in modo veloce e drammatico con l&#8217;irruzione della grave crisi economica che colpisce in particolare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1582.jpg" rel="lightbox[2569]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2572" title="IMG_1582" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1582-150x150.jpg" alt="" width="135" height="135" /></a>Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo <em>Politiche in-differenti, </em>che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate <strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/">qui</a></strong> le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso, in uno scenario che è ambiato in modo veloce e drammatico con l&#8217;irruzione della grave crisi economica che colpisce in particolare le donne. Il primo contributo alla nuova discussione è quello di<a href="http://www.lauracima.it/"> Laura Cima</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2012/01/31/politiche-in-differenti-2012-a-torino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne12_lauracima.politiche.mp3" length="4918398" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo Politiche in-differenti, che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate qui le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_1582-150x150.jpg)Dopo la prima puntata del seminario torinese dal titolo Politiche in-differenti, che Radio delle donne ha documentato in un servizio che rintracciate qui (http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/) le promotrici cercano di capire se e come continuare il percorso, in uno scenario che è ambiato in modo veloce e drammatico con l&#039;irruzione della grave crisi economica che colpisce in particolare le donne. Il primo contributo alla nuova discussione è quello di Laura Cima (http://www.lauracima.it/).

 

 </itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>6:50</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>La coscienza di obiettare: come è cambiata l&#8217;obiezione in Italia</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/12/01/la-coscienza-di-obiettare-come-e-cambiata-lobiezione-in-italia/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/12/01/la-coscienza-di-obiettare-come-e-cambiata-lobiezione-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 20:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[Libri de/generi]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[autodeterminazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2503</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; grazie ad un libro di Chiara Lalli, C&#8217;è chi dice no. Dalla leva all&#8217;aborto. Come cambia l&#8217;obiezione di coscienza che è possibile ricostruire la storia di un diritto che oggi sta rischiando di mettere in discussione un servizio sanitario, e quindi che paradossalmente rischia di ledere o negare un&#8217;altro diritto. Monica Lanfranco ne ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/12/copertina-aborto.jpg" rel="lightbox[2503]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2505" title="copertina aborto" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/12/copertina-aborto-140x150.jpg" alt="" width="140" height="150" /></a>E&#8217; grazie ad un libro di <a href="http://www.chiaralalli.com/">Chiara Lalli</a>, <em><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788842817420/C'e_chi_dice_no/Chiara_Lalli.html">C&#8217;è chi dice no. Dalla leva all&#8217;aborto. Come cambia l&#8217;obiezione di coscienza</a></em> che è possibile ricostruire la storia di un diritto che oggi sta rischiando di mettere in discussione un servizio sanitario, e quindi che paradossalmente rischia di ledere o negare un&#8217;altro diritto.</p>
<p>Monica Lanfranco ne ha parlato con l&#8217;autrice.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/12/01/la-coscienza-di-obiettare-come-e-cambiata-lobiezione-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne11_lalli.mp3" length="11013490" type="audio/mpeg" />
			<itunes:keywords>aborto,autodeterminazione</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>E&#039; grazie ad un libro di Chiara Lalli, C&#039;è chi dice no. Dalla leva all&#039;aborto. Come cambia l&#039;obiezione di coscienza che è possibile ricostruire la storia di un diritto che oggi sta rischiando di mettere in discussione un servizio sanitario,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/12/copertina-aborto-140x150.jpg)E&#039; grazie ad un libro di Chiara Lalli (http://www.chiaralalli.com/), C&#039;è chi dice no. Dalla leva all&#039;aborto. Come cambia l&#039;obiezione di coscienza (http://www.lafeltrinelli.it/products/9788842817420/C&#039;e_chi_dice_no/Chiara_Lalli.html) che è possibile ricostruire la storia di un diritto che oggi sta rischiando di mettere in discussione un servizio sanitario, e quindi che paradossalmente rischia di ledere o negare un&#039;altro diritto.

Monica Lanfranco ne ha parlato con l&#039;autrice.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>15:18</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>Il video su Punto G 2011</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/10/13/il-video-su-punto-g-2011/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/10/13/il-video-su-punto-g-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2476</guid>
		<description><![CDATA[﻿﻿Punto G 2011- Genere Genova Globalizzazione ECCO UN SECONDO PROMO VIDEO clicca qui per vedere l&#8217;anteprima Le immagini, le interviste,  le registrazioni dei due giorni di plenarie e performance dell’evento organizzato dalla rivista MAREA a Genova il 25 e 26 giugno 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">﻿﻿<a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/10/Tavola-rotonda-26-giugno.jpg" rel="lightbox[2476]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2479" title="Tavola rotonda 26 giugno" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/10/Tavola-rotonda-26-giugno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Punto G 2011- Genere Genova Globalizzazione</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ECCO UN SECONDO PROMO VIDEO <a href="http://youtu.be/HaOFVTqjUNc">clicca qui per vedere l&#8217;anteprima</a></strong></p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;">Le immagini, le interviste,  le registrazioni dei due giorni di plenarie e performance dell’evento organizzato dalla rivista MAREA a Genova il 25 e 26 giugno 2011</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><strong><br />
<span id="more-2476"></span><br />
</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/10/13/il-video-su-punto-g-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rivoluzionarie e gentili: un ritratto a più voci</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/10/11/rivoluzionarie-e-gentili-un-ritratto-a-piu-voci/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/10/11/rivoluzionarie-e-gentili-un-ritratto-a-piu-voci/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 11:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[donne in rete]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2472</guid>
		<description><![CDATA[Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a Monica Lanfranco e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. www.rivoluzionegentile.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini.jpeg" rel="lightbox[2472]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2350" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="image_mini" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg" alt="" width="150" height="110" /></a>Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a <a href="http://www.monicalanfranco.it">Monica Lanfranco</a> e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. <a href="http://www.rivoluzionegentile.it">www.rivoluzionegentile.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/10/11/rivoluzionarie-e-gentili-un-ritratto-a-piu-voci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Rivoluzionarie gentili. Ritratto a più voci. on Vimeo6.mp4" length="5242880" type="video/mp4" />
			<itunes:subtitle>Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a Monica Lanfranco e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. www.rivoluzionegentile.it</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg)Chi sono,  cosa vogliono,  perchè si sono date questo nome: il nucleo di fondatrici della Rete di donne per la rivoluzione gentile racconta a più voci a Monica Lanfranco (http://www.monicalanfranco.it) e Francesca Sutti il percorso iniziato in Puglia anni fa. www.rivoluzionegentile.it (http://www.rivoluzionegentile.it)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	</item>
		<item>
		<title>Gli anni &#8217;70 visti da Porpora</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/20/gli-anni-70-visti-da-porpora/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/20/gli-anni-70-visti-da-porpora/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 07:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri de/generi]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[pride]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2402</guid>
		<description><![CDATA[AntoloGaia è un libro particolare, scritto con lievità ma non superficialità da una protagonista di anni pieni di luci e ombre: gli anni &#8217;70 in Italia. Porpora MArcasciano, attivista del Mit e consulente della Cgil, ne parla al microfono di Monica Lanfranco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/images.jpeg" rel="lightbox[2402]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2403" title="images" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/images-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.ilditoelaluna.com/ ">AntoloGaia</a> è un libro particolare, scritto con lievità ma non superficialità da una protagonista di anni pieni di luci e ombre: gli anni &#8217;70 in Italia. Porpora MArcasciano, attivista del Mit e consulente della Cgil, ne parla al microfono di Monica Lanfranco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/20/gli-anni-70-visti-da-porpora/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/radiodelledonne11_porpora.mp3" length="4786107" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>AntoloGaia è un libro particolare, scritto con lievità ma non superficialità da una protagonista di anni pieni di luci e ombre: gli anni &#039;70 in Italia. Porpora MArcasciano, attivista del Mit e consulente della Cgil,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/images-150x150.jpg)AntoloGaia (http://www.ilditoelaluna.com/ ) è un libro particolare, scritto con lievità ma non superficialità da una protagonista di anni pieni di luci e ombre: gli anni &#039;70 in Italia. Porpora MArcasciano, attivista del Mit e consulente della Cgil, ne parla al microfono di Monica Lanfranco.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>6:39</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>No Tav: pensieri sulle pratiche di piazza</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/no-tav-pensieri-sulle-pratiche-di-piazza/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/no-tav-pensieri-sulle-pratiche-di-piazza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2388</guid>
		<description><![CDATA[Una riflessione sul dopo manifestazione in Val Susa, e due commenti di Marina Clerico, assessora comunità montana Val Susa, e Monica Cerutti di Sel. Val Susa: la politica e la violenza di Monica Lanfranco Ero in Val Susa, domenica scorsa, con mio figlio sedicenne e suo padre, attivista ambientalista da tutta la vita. Ho dormito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/monica.mam1_.jpeg" rel="lightbox[2388]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2400" title="monica.mam1" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/monica.mam1_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una riflessione sul dopo manifestazione in Val Susa, e due commenti di <a href="http://http://www.lavalsusa.it/item.asp?i=1729">Marina Clerico</a>, assessora comunità montana Val Susa, e <a href="http://www.monicacerutti.com/ ">Monica Cerutti</a> di Sel.<span id="more-2388"></span></p>
<div id="_mcePaste">Val Susa: la politica e la violenza</div>
<div id="_mcePaste">di Monica Lanfranco</div>
<div id="_mcePaste">Ero in Val Susa, domenica scorsa, con mio figlio sedicenne e suo padre, attivista ambientalista da tutta la vita. Ho dormito la sera prima nella casa di una famiglia della zona, così da essere già nei pressi all’indomani e non fare una levataccia; ho cenato con una coppia di abitanti valsusini doc, persone cordiali, spiritose, civili e bene informate sullo scempio che da qui a un ventennio, se andranno avanti i lavori, sconvolgerà la vallata con un’opera che, fatte le debite proporzioni, è più pericolosa, dispendiosa e inutile delle Piramidi dell’antico Egitto, che almeno sono lì a dirci dell’arroganza prometeica del potere ma non sono state una iattura così feroce per la natura circostante.</div>
<div id="_mcePaste">Ho visto la cura organizzativa, non semplice da realizzare e non scontata, da parte dei comitati No Tav, che ha come logo un vecchietto dignitoso e arrabbiato che si appoggia al suo bastone, una figura che nulla ha da spartire con l’immaginario della retorica eroica, violenta e sanguinosa di chi come sedicente strumento di lotta sceglie di armarsi in assetto di guerra e pianifica programmaticamente lo scontro con la polizia.</div>
<div id="_mcePaste">Non importa lo scenario, a chi trasloca la guerriglia nelle pratiche di movimento: si va a cercare di sfasciare la testa al celerino allo stadio come davanti all’FMI, al G8 in tour per il mondo come in Val Susa, senza dialogare con chi pacificamente costruisce porta a porta il consenso e non confonde gli obiettivi della mobilitazione con il proprio protagonismo.</div>
<div id="_mcePaste">Ho camminato per ore sotto il sole cocente che mi ha bruciato le spalle stando fianco a fianco con sindaci, amministratrici e amministratori con fascia tricolore sulle magliette, che hanno aperto l’interminabile fiume umano impossibile da contare, ma di certo non inferiore alle 60 mila persone.</div>
<div id="_mcePaste">Dietro a loro centinaia di carrozzine spinte da padri e madri, spesso muniti di zainetto con dentro i fratellini e le sorelline più piccole, e per mano o intorno i più grandi.</div>
<div id="_mcePaste">Il servizio d’ordine scandiva con chiarezza i ringraziamenti a chi si univa mano a mano al serpentone di corpi, ma ho sentito più volte affermare anche con un’ironia ferma e precisa ai figuri neri che più volte hanno cercato di infiltrarsi alla testa del corteo: “ Questo è l’unico corteo autorizzato dai comitati, ci sono famiglie e bambini, quindi chi non si adegua se ne vada, gli ‘zii’con i caschi fuori, qui non vi vogliamo”. Eppure alla fine chi non c’era e guarda la tv riceve negli occhi solo le scene di violenza, sangue e fumo, e le parole stanno a zero.</div>
<div id="_mcePaste">Un risultato certo e matematico il protagonismo egoista e tracotante che si veste di nero e si copre il volto ce l’ha sempre: oscurare le ragioni dei comitati pacifici, offrire alibi alla stampa per non parlare dei contenuti, togliere aria e spazio a chi lavora nel quotidiano con la forza delle parole, della documentazione e delle intelligenze individuali e collettive che costruiscono alternative possibili.</div>
<div id="_mcePaste">Le popolazioni offese dallo scempio annunciato della Tav hanno avversari potenti: gli interessi economici governativi, l’ottusità complice di parte del maggiore partito di opposizione, la minoranza violenta che fa del turismo bellico la sua sola ragione di esistenza. Di quest’ultimo pericolo i movimenti devono ragionare e presto: la storia recente dell’Italia insegna che offrire consenso anche minimo e sottovalutare il fascino della violenza come pratica di lotta, specialmente presso le giovani generazioni,  brucia le ragioni politiche, cancella pezzi di generazioni, sottrae energie dalla condivisione del cambiamento. Vandana Shiva, madre dei movimenti per una diversa e possibile globalizzazione, ha scritto: La pace non si creerà dalle armi e dalla guerra, dalle bombe e dalla barbarie. La violenza non si contiene propagandandola. La violenza è diventata un lusso che la specie umana non può più permettersi, se vuole sopravvivere. La nonviolenza è diventata un imperativo per la sopravvivenza.” Ricordarlo e dirlo forte e chiaro, prendendosi la responsabilità di questa scelta, non è un’optional.</div>
<p>Val Susa: la politica e la violenza<br />
di Monica Lanfranco<br />
Ero in Val Susa, domenica scorsa, con mio figlio sedicenne e suo padre, attivista ambientalista da tutta la vita. Ho dormito la sera prima nella casa di una famiglia della zona, così da essere già nei pressi all’indomani e non fare una levataccia; ho cenato con una coppia di abitanti valsusini doc, persone cordiali, spiritose, civili e bene informate sullo scempio che da qui a un ventennio, se andranno avanti i lavori, sconvolgerà la vallata con un’opera che, fatte le debite proporzioni, è più pericolosa, dispendiosa e inutile delle Piramidi dell’antico Egitto, che almeno sono lì a dirci dell’arroganza prometeica del potere ma non sono state una iattura così feroce per la natura circostante. Ho visto la cura organizzativa, non semplice da realizzare e non scontata, da parte dei comitati No Tav, che ha come logo un vecchietto dignitoso e arrabbiato che si appoggia al suo bastone, una figura che nulla ha da spartire con l’immaginario della retorica eroica, violenta e sanguinosa di chi come sedicente strumento di lotta sceglie di armarsi in assetto di guerra e pianifica programmaticamente lo scontro con la polizia. Non importa lo scenario, a chi trasloca la guerriglia nelle pratiche di movimento: si va a cercare di sfasciare la testa al celerino allo stadio come davanti all’FMI, al G8 in tour per il mondo come in Val Susa, senza dialogare con chi pacificamente costruisce porta a porta il consenso e non confonde gli obiettivi della mobilitazione con il proprio protagonismo. Ho camminato per ore sotto il sole cocente che mi ha bruciato le spalle stando fianco a fianco con sindaci, amministratrici e amministratori con fascia tricolore sulle magliette, che hanno aperto l’interminabile fiume umano impossibile da contare, ma di certo non inferiore alle 60 mila persone.    Dietro a loro centinaia di carrozzine spinte da padri e madri, spesso muniti di zainetto con dentro i fratellini e le sorelline più piccole, e per mano o intorno i più grandi. Il servizio d’ordine scandiva con chiarezza i ringraziamenti a chi si univa mano a mano al serpentone di corpi, ma ho sentito più volte affermare anche con un’ironia ferma e precisa ai figuri neri che più volte hanno cercato di infiltrarsi alla testa del corteo: “ Questo è l’unico corteo autorizzato dai comitati, ci sono famiglie e bambini, quindi chi non si adegua se ne vada, gli ‘zii’con i caschi fuori, qui non vi vogliamo”. Eppure alla fine chi non c’era e guarda la tv riceve negli occhi solo le scene di violenza, sangue e fumo, e le parole stanno a zero.    Un risultato certo e matematico il protagonismo egoista e tracotante che si veste di nero e si copre il volto ce l’ha sempre: oscurare le ragioni dei comitati pacifici, offrire alibi alla stampa per non parlare dei contenuti, togliere aria e spazio a chi lavora nel quotidiano con la forza delle parole, della documentazione e delle intelligenze individuali e collettive che costruiscono alternative possibili.Le popolazioni offese dallo scempio annunciato della Tav hanno avversari potenti: gli interessi economici governativi, l’ottusità complice di parte del maggiore partito di opposizione, la minoranza violenta che fa del turismo bellico la sua sola ragione di esistenza. Di quest’ultimo pericolo i movimenti devono ragionare e presto: la storia recente dell’Italia insegna che offrire consenso anche minimo e sottovalutare il fascino della violenza come pratica di lotta, specialmente presso le giovani generazioni,  brucia le ragioni politiche, cancella pezzi di generazioni, sottrae energie dalla condivisione del cambiamento. Vandana Shiva, madre dei movimenti per una diversa e possibile globalizzazione, ha scritto: La pace non si creerà dalle armi e dalla guerra, dalle bombe e dalla barbarie. La violenza non si contiene propagandandola. La violenza è diventata un lusso che la specie umana non può più permettersi, se vuole sopravvivere. La nonviolenza è diventata un imperativo per la sopravvivenza.” Ricordarlo e dirlo forte e chiaro, prendendosi la responsabilità di questa scelta, non è un’optional.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/no-tav-pensieri-sulle-pratiche-di-piazza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne11_susa.mp3" length="6884463" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>Una riflessione sul dopo manifestazione in Val Susa, e due commenti di Marina Clerico, assessora comunità montana Val Susa, e Monica Cerutti di Sel. Val Susa: la politica e la violenza di Monica Lanfranco Ero in Val Susa, domenica scorsa,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/monica.mam1_-150x150.jpg)Una riflessione sul dopo manifestazione in Val Susa, e due commenti di Marina Clerico (http://http://www.lavalsusa.it/item.asp?i=1729), assessora comunità montana Val Susa, e Monica Cerutti (http://www.monicacerutti.com/ ) di Sel.
Val Susa: la politica e la violenza
di Monica Lanfranco
Ero in Val Susa, domenica scorsa, con mio figlio sedicenne e suo padre, attivista ambientalista da tutta la vita. Ho dormito la sera prima nella casa di una famiglia della zona, così da essere già nei pressi all’indomani e non fare una levataccia; ho cenato con una coppia di abitanti valsusini doc, persone cordiali, spiritose, civili e bene informate sullo scempio che da qui a un ventennio, se andranno avanti i lavori, sconvolgerà la vallata con un’opera che, fatte le debite proporzioni, è più pericolosa, dispendiosa e inutile delle Piramidi dell’antico Egitto, che almeno sono lì a dirci dell’arroganza prometeica del potere ma non sono state una iattura così feroce per la natura circostante.
Ho visto la cura organizzativa, non semplice da realizzare e non scontata, da parte dei comitati No Tav, che ha come logo un vecchietto dignitoso e arrabbiato che si appoggia al suo bastone, una figura che nulla ha da spartire con l’immaginario della retorica eroica, violenta e sanguinosa di chi come sedicente strumento di lotta sceglie di armarsi in assetto di guerra e pianifica programmaticamente lo scontro con la polizia.
Non importa lo scenario, a chi trasloca la guerriglia nelle pratiche di movimento: si va a cercare di sfasciare la testa al celerino allo stadio come davanti all’FMI, al G8 in tour per il mondo come in Val Susa, senza dialogare con chi pacificamente costruisce porta a porta il consenso e non confonde gli obiettivi della mobilitazione con il proprio protagonismo.
Ho camminato per ore sotto il sole cocente che mi ha bruciato le spalle stando fianco a fianco con sindaci, amministratrici e amministratori con fascia tricolore sulle magliette, che hanno aperto l’interminabile fiume umano impossibile da contare, ma di certo non inferiore alle 60 mila persone.
Dietro a loro centinaia di carrozzine spinte da padri e madri, spesso muniti di zainetto con dentro i fratellini e le sorelline più piccole, e per mano o intorno i più grandi.
Il servizio d’ordine scandiva con chiarezza i ringraziamenti a chi si univa mano a mano al serpentone di corpi, ma ho sentito più volte affermare anche con un’ironia ferma e precisa ai figuri neri che più volte hanno cercato di infiltrarsi alla testa del corteo: “ Questo è l’unico corteo autorizzato dai comitati, ci sono famiglie e bambini, quindi chi non si adegua se ne vada, gli ‘zii’con i caschi fuori, qui non vi vogliamo”. Eppure alla fine chi non c’era e guarda la tv riceve negli occhi solo le scene di violenza, sangue e fumo, e le parole stanno a zero.
Un risultato certo e matematico il protagonismo egoista e tracotante che si veste di nero e si copre il volto ce l’ha sempre: oscurare le ragioni dei comitati pacifici, offrire alibi alla stampa per non parlare dei contenuti, togliere aria e spazio a chi lavora nel quotidiano con la forza delle parole, della documentazione e delle intelligenze individuali e collettive che costruiscono alternative possibili.
Le popolazioni offese dallo scempio annunciato della Tav hanno avversari potenti: gli interessi economici governativi, l’ottusità complice di parte del maggiore partito di opposizione, la minoranza violenta che fa del turismo bellico la sua sola ragione di esistenza. Di quest’ultimo pericolo i movimenti devono ragionare e presto: la storia recente dell’Italia insegna che offrire consenso anche minimo e sottovalutare il fascino della violenza come pratica di lotta, specialmente presso le giovani generazioni,  brucia le ragioni politiche, cancella pezzi di generazioni, sottrae energie dalla condivisione del cambiamento. Vandana Shiva,</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>9:34</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>Politica? Siamo in-differenti..</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 18:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2384</guid>
		<description><![CDATA[Politiche In-Differenti, ovvero donne nella ricerca, nella politica e nei movimenti femministi insieme per capire il rapporto tra donne e politica. E&#8217; stato un appuntamento, a Torino, per discutere di crisi della politica tradizionale e di politica desiderata. Tre sessioni sulla rappresentanza delle donne in politica promosse dal CIRSDe con il Laboratorio politico delle donne e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/autodeterminazione.jpg" rel="lightbox[2384]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2385" title="autodeterminazione" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/autodeterminazione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Politiche In-Differenti, ovvero d</strong><strong>onne nella ricerca, nella politica e nei movimenti femministi insieme per capire il rapporto tra donne e politica. E&#8217; stato un appuntamento, a Torino, per discutere di crisi della politica tradizionale e di politica desiderata.</strong></p>
<p>Tre sessioni sulla rappresentanza delle donne in politica promosse dal CIRSDe con il Laboratorio politico delle donne e il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile</p>
<p><strong>Con le voci di <a href="http://www.lauracima.it/">Laura Cima</a>, <a href="http://http://www.cirsde.unito.it">Cristina Bracchi</a>, Stefania Doglioli e <a href="http://http://www.gay.tv/articolo/1/7058/Fulvia-Bandoli--">Fulvia Bandoli</a>.<span id="more-2384"></span><br />
</strong></p>
<div>La recente tornata amministrativa che ha provocato un forte scossone all&#8217;attuale governo e al sistema dei partiti, messo in discussione già con le primarie in città come Milano e Napoli, non ha visto il protagonismo politico delle donne che ci si sarebbe aspettate dopo le grandi manifestazioni del 13 febbraio. Scopo della giornata sarà comprendere quali sono gli strumenti a disposizione per contrastare la discriminazione di genere in politica e costruire nuove pratiche comuni tra istituzioni e movimenti. Lo studio dei flussi elettorali non ci aiuta perchè raramente affrontato in un&#8217;ottica di genere. Le università di scienze plitiche, di statistica e neppure i Women&#8217;s studies hanno approfondito abbastanza in Italia la ricerca o promosso tesi al riguardo. L&#8217;Istat ha molti dati interessanti sulle violenze, sul lavoro e sulla vita delle donne ma pochi sulle politiche delle donne e sulle donne politiche e istituzionali.</div>
<p><strong><!--more--></strong></p>
<p>Una giornata di approfondimento e confronto su un tema difficile che ha visto diverse esperienze e scontri mai chiariti fino in fondo come differenze politiche. Accademia, associazionismo e società civile potranno entrare nei reciproci campi di conoscenza ed esperienza per porsi le domande necessarie ad aprire una nuova fase di confronto e a costruire nuove pratiche di azione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/07/12/politica-siamo-in-differenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne11_torinopolitiche.mp3" length="9133931" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>Politiche In-Differenti, ovvero donne nella ricerca, nella politica e nei movimenti femministi insieme per capire il rapporto tra donne e politica. E&#039; stato un appuntamento, a Torino, per discutere di crisi della politica tradizionale e di politica des...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/07/autodeterminazione-150x150.jpg)Politiche In-Differenti, ovvero donne nella ricerca, nella politica e nei movimenti femministi insieme per capire il rapporto tra donne e politica. E&#039; stato un appuntamento, a Torino, per discutere di crisi della politica tradizionale e di politica desiderata.

Tre sessioni sulla rappresentanza delle donne in politica promosse dal CIRSDe con il Laboratorio politico delle donne e il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile

Con le voci di Laura Cima (http://www.lauracima.it/), Cristina Bracchi (http://http://www.cirsde.unito.it), Stefania Doglioli e Fulvia Bandoli (http://http://www.gay.tv/articolo/1/7058/Fulvia-Bandoli--).

La recente tornata amministrativa che ha provocato un forte scossone all&#039;attuale governo e al sistema dei partiti, messo in discussione già con le primarie in città come Milano e Napoli, non ha visto il protagonismo politico delle donne che ci si sarebbe aspettate dopo le grandi manifestazioni del 13 febbraio. Scopo della giornata sarà comprendere quali sono gli strumenti a disposizione per contrastare la discriminazione di genere in politica e costruire nuove pratiche comuni tra istituzioni e movimenti. Lo studio dei flussi elettorali non ci aiuta perchè raramente affrontato in un&#039;ottica di genere. Le università di scienze plitiche, di statistica e neppure i Women&#039;s studies hanno approfondito abbastanza in Italia la ricerca o promosso tesi al riguardo. L&#039;Istat ha molti dati interessanti sulle violenze, sul lavoro e sulla vita delle donne ma pochi sulle politiche delle donne e sulle donne politiche e istituzionali.


Una giornata di approfondimento e confronto su un tema difficile che ha visto diverse esperienze e scontri mai chiariti fino in fondo come differenze politiche. Accademia, associazionismo e società civile potranno entrare nei reciproci campi di conoscenza ed esperienza per porsi le domande necessarie ad aprire una nuova fase di confronto e a costruire nuove pratiche di azione.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>12:41</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>I miei ricordi di Punto G 2001:come mi preparo a Punto G 2011</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/20/i-miei-ricordi-di-punto-g-2001-come-mi-preparo-a-punto-g-2011/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/20/i-miei-ricordi-di-punto-g-2001-come-mi-preparo-a-punto-g-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 15:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[voci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2365</guid>
		<description><![CDATA[di Monica Lanfranco Qui il primo spot su Punto G 2011 Chi eravate, perchè eravate lì, cosa ricordate dell&#8217;evento Punto G-Genova, genere, globalizzazione del giugno 2001? A 10 anni dalla due giorni femminista che aprì i dibattiti e le riflessioni politiche sulla globalizzazione alcune donne raccontano il loro vissuto in quei giorni. E creano un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/spilletta-bozza7-1.jpg" rel="lightbox[2365]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2366" title="spilletta-bozza7 (1)" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/spilletta-bozza7-1-150x150.jpg" alt="" width="84" height="84" /></a>di <a href="http://www.monicalanfranco.it">Monica Lanfranco</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0u4hzpEfa2E">Qui il primo spot su Punto G 2011</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0u4hzpEfa2E"></a>Chi eravate, perchè eravate lì, cosa ricordate dell&#8217;evento Punto G-Genova, genere, globalizzazione del giugno 2001? A 10 anni dalla due giorni femminista che aprì i dibattiti e le riflessioni politiche sulla globalizzazione alcune donne raccontano il loro vissuto in quei giorni. E creano un ponte con il prossimo Punto G, quello che Marea sta organizzando, di nuovo, a Genova.  Info qui    <a href="http://puntoggenova2011.wordpress.com/">http://puntoggenova2011.wordpress.com</a></p>
<p><strong>con le voci di <a href="http://www.barbararomagnoli.info">Barbara Romagnoli</a>, Sveva Magaraggia, Marisa Caputi, Nicoletta Pirotta, Luisa Carminati, Antonia Cesana e Rosa Mucerino.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/20/i-miei-ricordi-di-punto-g-2001-come-mi-preparo-a-punto-g-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne11_irememberpuntog.mp3" length="26681320" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>di Monica Lanfranco - Qui il primo spot su Punto G 2011 - Chi eravate, perchè eravate lì, cosa ricordate dell&#039;evento Punto G-Genova, genere, globalizzazione del giugno 2001? A 10 anni dalla due giorni femminista che aprì i dibattiti e le riflessioni ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/spilletta-bozza7-1-150x150.jpg)di Monica Lanfranco (http://www.monicalanfranco.it)

Qui il primo spot su Punto G 2011 (http://www.youtube.com/watch?v=0u4hzpEfa2E)

 (http://www.youtube.com/watch?v=0u4hzpEfa2E)Chi eravate, perchè eravate lì, cosa ricordate dell&#039;evento Punto G-Genova, genere, globalizzazione del giugno 2001? A 10 anni dalla due giorni femminista che aprì i dibattiti e le riflessioni politiche sulla globalizzazione alcune donne raccontano il loro vissuto in quei giorni. E creano un ponte con il prossimo Punto G, quello che Marea sta organizzando, di nuovo, a Genova.  Info qui    http://puntoggenova2011.wordpress.com (http://puntoggenova2011.wordpress.com/)

con le voci di Barbara Romagnoli (http://www.barbararomagnoli.info), Sveva Magaraggia, Marisa Caputi, Nicoletta Pirotta, Luisa Carminati, Antonia Cesana e Rosa Mucerino.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>37:03</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>Rivoluzione sì, ma gentile</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/07/rivoluzione-si-ma-gentile/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/07/rivoluzione-si-ma-gentile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 14:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[donne in rete]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2349</guid>
		<description><![CDATA[di Monica Lanfranco Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile. Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini.jpeg" rel="lightbox[2349]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2350" title="image_mini" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg" alt="" width="120" height="88" /></a></div>
<div id="_mcePaste">di Monica Lanfranco</div>
<div>Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile.</div>
<div id="_mcePaste">Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi sempre legato al concetto di azione niente affatto gentile, ma bensì nella quale il gesto è rabbioso, perché la violenza è levatrice della storia nella tradizione estremista, ed è una parte integrante e fondativa della insurrezione.</div>
<div id="_mcePaste">Bè, sorpresa. Qui invece assolutamente no.<span id="more-2349"></span></div>
<div>Si aggira in Puglia una strana energia, che viene da un gruppo di donne: si fanno chiamare Rete della rivoluzione gentile, e sembra che non abbiano alcuna intenzione di smettere di espandersi.</div>
<div id="_mcePaste">Nascono su un obiettivo specifico, quello lo scorso anno, di ottenere la possibilità di votare per le primarie in seno alla sinistra, quando sembrava che a causa della scomoda candidatura di Niki Vendola la consultazione elettorale per la presidenza regionale in Puglia saltasse, dati i soliti equilibri masochisti della gauche nazionale. Queste donne, alcune dentro ma molte fuori dai partiti hanno insistito per avere le primarie, si sono messe gentilmente di traverso, e hanno vinto.</div>
<div id="_mcePaste">Chi si aspettava che con la vittoria di Vendola alla regione Puglia loro se ne andassero sbagliava, visto che non solo ci sono ancora, ma i<a href="http://www.rivoluzionegentile.it/">l sito </a>che porta il nome del movimento ha continui accessi, anche se la stampa nazionale non le ha ancora scoperte, e forse tenderà a non valorizzarle, dal momento che dentro questa rete non ci sono vip, ma donne normalmente straordinarie che lavorano nel sociale, nell’università, nella sanità, insomma tutte quelle che ultimamente notizia ne fanno nulla o quasi. In compenso, appunto senza correre e senza urlare stanno lavorando per riattualizzare e diffondere anche tra le nuove generazioni di donne e uomini la parola e la pratica femminista. E scusate se è poco, oggi, in Italia.</div>
<div><strong>LE VOCI SONO DI: RITA <em>SARAO&#8217;</em>, GRAZIA <em>BONANTE</em>, ANNA <em>CARUSO</em>, LINA <em>APPIANO,</em> ROSARIA <em>CAPOZZI</em>, ANGELA <em>CASELLA</em>, CONCETTA <em>MELCHIORRE</em>.</strong></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/07/rivoluzione-si-ma-gentile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne11_retegentile.mp3" length="11013489" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>di Monica Lanfranco Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile. Chissà che ne penserebbe Robin Morgan,</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/image_mini-150x110.jpg)
di Monica Lanfranco
Era tempo che questa parola, rivoluzione, non circolava così tanto, e soprattutto coniugata, accompagnata e declinata con un aggettivo che suona quasi come un ossimoro: gentile.
Chissà che ne penserebbe Robin Morgan, la femminista nordamericana che nel suo Demone amante evidenzia la responsabilità femminile nei confronti del mito ambiguo del rivoluzionario, quasi sempre legato al concetto di azione niente affatto gentile, ma bensì nella quale il gesto è rabbioso, perché la violenza è levatrice della storia nella tradizione estremista, ed è una parte integrante e fondativa della insurrezione.
Bè, sorpresa. Qui invece assolutamente no.
Si aggira in Puglia una strana energia, che viene da un gruppo di donne: si fanno chiamare Rete della rivoluzione gentile, e sembra che non abbiano alcuna intenzione di smettere di espandersi.
Nascono su un obiettivo specifico, quello lo scorso anno, di ottenere la possibilità di votare per le primarie in seno alla sinistra, quando sembrava che a causa della scomoda candidatura di Niki Vendola la consultazione elettorale per la presidenza regionale in Puglia saltasse, dati i soliti equilibri masochisti della gauche nazionale. Queste donne, alcune dentro ma molte fuori dai partiti hanno insistito per avere le primarie, si sono messe gentilmente di traverso, e hanno vinto.
Chi si aspettava che con la vittoria di Vendola alla regione Puglia loro se ne andassero sbagliava, visto che non solo ci sono ancora, ma il sito  (http://www.rivoluzionegentile.it/)che porta il nome del movimento ha continui accessi, anche se la stampa nazionale non le ha ancora scoperte, e forse tenderà a non valorizzarle, dal momento che dentro questa rete non ci sono vip, ma donne normalmente straordinarie che lavorano nel sociale, nell’università, nella sanità, insomma tutte quelle che ultimamente notizia ne fanno nulla o quasi. In compenso, appunto senza correre e senza urlare stanno lavorando per riattualizzare e diffondere anche tra le nuove generazioni di donne e uomini la parola e la pratica femminista. E scusate se è poco, oggi, in Italia.
LE VOCI SONO DI: RITA SARAO&#039;, GRAZIA BONANTE, ANNA CARUSO, LINA APPIANO, ROSARIA CAPOZZI, ANGELA CASELLA, CONCETTA MELCHIORRE.</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>15:18</itunes:duration>
	</item>
		<item>
		<title>Yes! It’s coming again! Parla la femminista svedese Ebba Wirtt-Brattström.</title>
		<link>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/04/yes-it%e2%80%99s-coming-again-parla-la-femminista-svedese-ebba-wirtt-brattstrom/</link>
		<comments>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/04/yes-it%e2%80%99s-coming-again-parla-la-femminista-svedese-ebba-wirtt-brattstrom/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 21:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monica Lanfranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadine]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiodelledonne.org/?p=2342</guid>
		<description><![CDATA[di Laura Varlese Il femminismo italiano, la situazione delle donne in Italia oggi, le differenze tra le politiche di genere nel nostro paese e in Svezia analizzate da Ebba Wirtt-Brattström, figura di spicco del movimento delle donne svedese e studiosa di questioni di genere. L’abbiamo incontrata a Roma il 4 marzo 2011, dopo il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/ebba.jpg" rel="lightbox[2342]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2343" title="ebba" src="http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/ebba-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>di Laura Varlese</div>
<div>Il femminismo italiano, la situazione delle donne in Italia oggi, le differenze tra le politiche di genere nel nostro paese e in Svezia analizzate da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ebba_Witt-Brattstr%C3%B6m">Ebba Wirtt-Brattström</a>, figura di spicco del movimento delle donne svedese e studiosa di questioni di genere. L’abbiamo incontrata a Roma il 4 marzo 2011, dopo il suo intervento dal titolo “La Svezia &#8211; il paese delle donne” al Seminario internazionale “Storie e identità. L’Europa degli intellettuali”.<span id="more-2342"></span></div>
<p>“Yes! It’s coming again!”. Intervista alla femminista svedese <strong>Ebba Wirtt-Brattström.</strong>Il femminismo italiano, la situazione delle donne in Italia oggi, le differenze tra le politiche di genere nel nostro paese e in Svezia analizzate da Ebba Wirtt-Brattström, figura di spicco del movimento delle donne svedese e studiosa di questioni di genere. L’abbiamo incontrata a Roma il 4 marzo 2011, dopo il suo intervento dal titolo “La Svezia &#8211; il paese delle donne” al Seminario internazionale “Storie e identità. L’Europa degli intellettuali”.</p>
<p>(In lingua inglese)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiodelledonne.org/2011/04/04/yes-it%e2%80%99s-coming-again-parla-la-femminista-svedese-ebba-wirtt-brattstrom/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.radiodelledonne.org/podcast/Radiodelledonne_11ebba.mp3" length="4715266" type="audio/mpeg" />
			<itunes:subtitle>di Laura Varlese Il femminismo italiano, la situazione delle donne in Italia oggi, le differenze tra le politiche di genere nel nostro paese e in Svezia analizzate da Ebba Wirtt-Brattström, figura di spicco del movimento delle donne svedese e studiosa...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>(http://www.radiodelledonne.org/wp-content/uploads/2011/04/ebba-150x150.jpg)di Laura Varlese
Il femminismo italiano, la situazione delle donne in Italia oggi, le differenze tra le politiche di genere nel nostro paese e in Svezia analizzate da Ebba Wirtt-Brattström (http://en.wikipedia.org/wiki/Ebba_Witt-Brattstr%C3%B6m), figura di spicco del movimento delle donne svedese e studiosa di questioni di genere. L’abbiamo incontrata a Roma il 4 marzo 2011, dopo il suo intervento dal titolo “La Svezia - il paese delle donne” al Seminario internazionale “Storie e identità. L’Europa degli intellettuali”.
“Yes! It’s coming again!”. Intervista alla femminista svedese Ebba Wirtt-Brattström.Il femminismo italiano, la situazione delle donne in Italia oggi, le differenze tra le politiche di genere nel nostro paese e in Svezia analizzate da Ebba Wirtt-Brattström, figura di spicco del movimento delle donne svedese e studiosa di questioni di genere. L’abbiamo incontrata a Roma il 4 marzo 2011, dopo il suo intervento dal titolo “La Svezia - il paese delle donne” al Seminario internazionale “Storie e identità. L’Europa degli intellettuali”.

(In lingua inglese)</itunes:summary>
		<itunes:author>Radio delle donne</itunes:author>
		<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
		<itunes:duration>6:33</itunes:duration>
	</item>
	</channel>
</rss>

