Streghe: le radici del sapere e del potere

13054882_10207953267300870_1111318416_o

Donne:  erboriste, levatrici, mammane, esperte di medicina tradizionale, quindi….STREGHE

UN DIBATTITO A TRE VOCI IL 6 MAGGIO 2016  Riva del Garda

Con Monica Lanfranco, Chiara Paoli e Nicla Biamonte

Presentazione di Roberta Corradini, Arci Alto Garda

Perché parlare di streghe? Certi eventi storici sono davvero confinati nel passato? No. Le cause che hanno prodotto fenomeni così perversi non sono né scadute né archiviabili. I roghi delle streghe sono i roghi di un sapere… e la storia si è ripetuta, si sa.

Quando l’insoddisfazione della comunità è forte e il potere è minacciato nella sua influenza, è sufficiente fare leva sulla paura e sulla minaccia alla sicurezza delle persone, per proporre la figura dell’«inquisitore» come garante dell’identità e della stabilità del gruppo e per fare prevalere le «dottrine rassicuranti». La strega, in definitiva, è un valido e duraturo strumento di propaganda.
La donna ha sempre esercitato mestieri legati alla terra e alla natura, in campo medico, ostetrico e terapeutico e ha sempre mantenuto, attraverso la sua anatomia e la sua sessualità, uno stretto collegamento con forze e fenomeni ritmati dalla natura.
Il fatto decisivo nella persecuzione delle streghe fu la trasformazione della stregoneria da innocua cultura alternativa a tralignamento della fede.
E strega è semplicemente uno dei nomi della devianza femminile.
La maggior parte delle streghe erano medichesse, ostetriche, herbarie, donne con un patrimonio di conoscenze naturali, di esperienze, di medicina popolare tramandata da tempo immemorabile. Per secoli, infatti, le donne sono state medici senza laurea, guaritrici e detentrici del mistero della vita e della morte.
La conoscenza è da sempre una minaccia per il potere. Nella condanna del sapere delle donne confluisce il timore della religione del dio maschile e delle altre autorità sociali, come gli uomini di legge, quelli della medicina dotta e maschile, i politici, i letterati…
Quella delle donne è l’esclusione sociale più grande che sia mai esistita e il processo di accentramento da parte della cultura maschile non è mai finito.
Questa conoscenza delle erbe medicinali, del parto e dell’aborto, della morte, della cura di alcune malattie del corpo e ansie dell’anima, fu esclusa dai libri e dalla scienza ufficiale: il sapere femminile era trasmesso di madre in figlia attraverso racconti, pratiche, esperienze.
Una chiacchierata sui saperi e le saggezze delle donne, con uno sguardo rivolto al fenomeno storico della “stregoneria” venerdì 6 maggio 2016 dalle ore 18.30 al Centro culturale Pernone – Varone (Riva del Garda)
con con la giornalista Monica Lanfranco, autrice della tesi di laurea “Strega: perché la donna?”, l’ostetrica Chiara Paoli e l’esperta di erbe Nicla Biamonte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *