Parole tossiche 1:Intervista a Francesca Rivieri

By Date: 2014/11/19 in cittadine, donne in rete, informazione, movimenti, violenza di genere

10422285_10152627576813725_1671393162689628642_nNell’ambito del seminario, a cura della Rete di donne per la politica, svoltosi a Genova il 19 novembre, ecco l’intervista a Francesca Rivieri, responsabile comunicazione del Centro antiviolenza D.U.N.A. di Massa. La sua partecipazione all’evento è originata dalla vicenda capitata nei primi giorni di novembre. CONVEGNO parole tossiche


Ecco cosa mi ha scritto Francesca: “In relazione al mio ruolo, vengo contattata qualche settimana fa da un giornalista per un’intervista sul ‘linguaggio sessista nella pubblicità’, da pubblicare su lagazzettadimassaecarrara.it. Accetto l’intervista ben contenta di poter trattare di un tema così importante sul quale stiamo organizzando, come Centro Antiviolenza, un workshop dedicato, aperto, per l’appunto, ai giornalisti. Realizzo così l’intervista rispondendo a tutte le domande del giornalista, lui si dichiara soddisfatto e mi indica che appena il pezzo sarà pubblicato me ne darà notizia. Casualmente qualche tempo dopo entro sul sito web lagazzettadimassaecarrara.it e leggo nella Home Page il seguente titolo: “Per Francesca Rivieri in Italia non esiste parità fra uomo e donna: che vada a fare una gita-premio nel califfato dell’Isis così si accorge della differenza…” col seguente catenaccio: “La dottoressa Francesca Rivieri accusa la società italiana di essere maschilista e sessista. Alla parola ministro preferisce minestra, pardon ministra e viene a predicarci come si deve fare informazione. Se lo faccia da sé, allora, un giornale”. Cliccando su questi si arriva alla pagina dell’articolo, dove sotto questo titolo quantomeno inopportuno ed inappropriato si vede una foto (che io non avevo fornito) che mostra una donna seviziata in una lapidazione (ora rimossa e sostituita). L’articolo riporta esattamente l’intervista realizzata dal giornalista e quindi risulta al lettore completamente estranea al titolo e alla foto. Ma entrambi diventano comprensibili scorrendo al termine dell’intervista, quando compare un commento, integrato nell’articolo, a firma del Direttore di lagazzettadimassaecarrara.it, tale Aldo Grandi. Il commento si presenta come una sorta di “contraddittorio” verso l’intervista, ma in realtà si rivela da subito un attacco profondo alla mia persona, alla mia professionalità e alle donne. Si leggono passaggi come “La dottoressa Rivieri vorrebbe trasformare la società indipendentemente da quelli che sono i suoi protagonisti, vorrebbe cambiare le regole del gioco senza capire che quello che viviamo quotidianamente è tutt’altro che un gioco.” oppure “Siamo tutti d’accordo sul fatto che chi usa violenza non solo verso la donna, ma verso tutti coloro che sono diversi …” E poi “E lei, adesso, pretende di venire ad insegnare a noi come si fa informazione corretta, addirittura organizzando corsi? Ma lasci perdere e lasci, soprattutto, fare il mestiere di giornalista a chi ha gli attributi per metterci sempre la faccia” per concludere con:  “Chi scrive non ritiene di dover frequentare alcun corso per imparare a fare informazione corretta usando i vocaboli che voi e tutti quelli che si inventano carte o cartine, vorrebbero imporre a chi, questo mestiere, se lo è guadagnato e sudato” (per carte e cartine intende forse l’Accademia della Crusca??)

Alla mia richiesta di spiegazioni e rettifiche, il sig. Grandi si è mostrato completamente sordo, sostenendo che “posso sempre querelarlo”.

Articolo integrale: http://www.lagazzettadimassaecarrara.it/l-intersvista/2014-5/11/per-francesca-rivieri-in-italia-non-esiste-parita-fra-uomo-e-donna-che-vada-a-fare-una-gita-premio-nel-califfato-dell-isis-cosi-si-accorge-della-differenza/

Tag:,

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *