Rinasce il Coordinamento donne della Uisp

By Date: 2010/06/30 in cittadine, movimenti, sport

Di Monica Lanfranco

25 anni dopo, rieccole. Sono le donne della Uisp, il Coordinamento donne Uisp.

Nel 1985 un piccolo gruppo di donne, con Gigliola Venturini come responsabile nazionale, avevano pensato e scritto la Carta dei diritti delle donne nello sport, un vero e proprio manifesto politico femminista contro lo stereotipo sessista che relegava il genere femminile nel mondo sportivo a genere di serie B.

La Carta fu recepita dal parlamento europeo nel 1986. La potete leggere nella pagina successiva.

La Carta costituì un punto di svolta molto significativo non solo per l’associazionismo sportivo, ma per l’intero movimento delle donne. Oggi, a 25 anni di distanza, e di certo in un momento storico, culturale e politico meno felice, una trentina di dirigenti della Uisp fa rinascere il Coordinamento. Ecco alcune delle loro voci.

http://percorsididonne.uisp.it/

Ecco il testo della Carta dei diritti delle donne nello sport del 1985

1)La diversità morfologica, funzionale, attitudinale, psicologica della donne è un valore che rivendichiamo come un valore originale e primario, determinata ai fini di una produzione ed una pratica e soprattutto di una cultura propria, che si fonda sulla conoscenza , il possesso, l’uso del corpo da parte delle donne.

2)Diritto alla pratica della diversità

Chiediamo che si studi, si approfondisca, si produca sulla base della conoscenza profonda del soggetto donna in modo originale e fuori da ogni logica di parametrazione.

3) diritto alla integrità fisica e al rispetto della diversità.

Denunciamo ogni forma di manipolazione o alterazione morfologica e psicologica che venga praticata sulle atlete individuando in ciò una vera a propria forma di violenza verso le donne.

4) Diritto alle pari opportunità

a) rivendichiamo la cancellazione di tutte le norme presenti negli statuti federali e in ogni associazione sposrttia che discriminano el prestazione femminili.

b) rivendichiamo il diritto costituzionale alla libera scelta di associazione e pratica in qualunque tipo di disciplina sportiva.

c) rivendichiamo il diritto anche esso costituzionale delle donne all’accesso in ogni tipo di carriera e carica sia tecnica che dirigenziale all ‘interno delle organizzazioni sportive; rivendichiamo una diversa distribuzione e uso delle risorse economiche, soprattutto quelle gestite direttamente dalle strutture istituzionali e federali.

Chediamo inoltre una immediata verifica sui bilanci relativi alle rappresentative nazionali.

5)Diritto alla informazione

Denunciamo l’assoluta assenza di attenzione, da parte degli organi di stampa, ma soprattutto, degli organi pubblici di informazione, verso lo sport femminile, di cui, a tutt’oggi viene resa nota una parte infinitesimale ed anche, spesso, in modo distorto e folkoristico.

6) Rivendichiamo il diritto a porre ognuno di questi punti come prioritari anche nelle strutture sportive internazionali come il Cio e chiediamo su questo il sostegno delle donne del Parlamento Europeo.

Riteniamo fondamentale che le donne che vivono in prima persona questa situazione non deleghino agli stessi organi che le hanno fin ora discriminate, le decisioni su  questa materia. Chediamo pertanto che:

a) si istituiscano presso le federazioni e il Coni forme di rappresentanza diretta femminile di atlete, tecniche,dirigenti che elaborino proposte sulle nodifiche e le innovazioni necessarie ad un deciso cambio di rotta.

b)all’interno del programma legislativo di riforma dello sport sia prevista una commissione di inchiesta sulla pratica sportiva femminile che verifichi l’effettivo diritto alle pari opportunità nell’osservanza del principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini.

su questa Carta chiediamo il sostegno e l’adesione non solo delle donne praticanti sport a qualsiasi livello ma di tutte le donne presenti nelle associazioni di massa, nei partiti, nel parlamento, a cui chiediamo in primo luogo di confrontarsi con noi su un terreno nuovo e non semplice per le donne, ma sulle cui storture non è più possibile tacere,

Coordinamento nazionale donne Uisp 1985

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