Una strada particolare: voci da Via Padova, Milano

Un laboratorio pieno di futuro
di Elisabetta Ranieri
Descrivere Via Padova è difficile. E’ difficile riportare i colori, gli odori, i volti che si incontrano camminando su questa lunga via che collega la periferia nord di Milano al centro della città.
Una via particolare questa, finita al centro dei riflettori e della stampa dopo l’omicidio del 13 febbraio scorso, quando una rissa tra bande giovanili è finita con l’uccisione di un egiziano diciannovenne. Subito dopo, la rivolta: gli amici del ragazzo scendono in strada armati di spranghe e distruggono macchine e vetrine dei negozi…una Milano simile al far west e una via Padova accusata di essere una via pericolosa perché piena di immigrati.
Eppure dietro le insegne dei negozi cinesi o africani, si nascondo storie bellissime, storie di un integrazione riuscita, un integrazione felice, storie di stranieri si, ma stranieri realizzati che si sentono a tutti gli effetti cittadini italiani.
E se il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha pensato bene di militarizzare questa via e di mettere misure severe come quella del coprifuoco c’è chi invece pensa che una via così multietnica come via Padova meriti di essere valorizzata e non messa a tacere o nascosta.
Ecco allora mobilitarsi oltre 70 associazioni per dare vita ad un due giorni di festa, una festa in cui questo lato oscuro di Milano prende luce e si mostra a tutti così com’è: colorata, allegra, etnica.
I problemi certo ci sono. Ci sono ancora quelli che non accettano questa integrazione e che etichettano l’immigrato come sporco e spacciatore, ci sono ancora i quartieri interni alla via sovraffollati, con appartamenti occupati da più di dieci persone – stranieri per lo più e per giunta molto poveri – , ci sono ancora i problemi legati allo spaccio e  ci sono adesso anche  i problemi legati alla militarizzazione e al coprifuoco, misure che non fanno altro che aumentare la sensazione di disagio e paura invece di ‘riportare’ l’ordine e la disciplina.
Questa festa è stato un inizio, un inizio a qualcosa di diverso, una risposta concreta ed opposta ad una via che usa invece metodi coercitivi per risolvere il vero nocciolo di tutta la questione: ‘l’immigrato’.
E forse, camminando lungo Via Padova serenamente e lasciandosi avvolgere dagli odori e dalle storie di questo strano mondo a se stante ci si può davvero rendere conto che in fondo ‘Via Padova è meglio di Milano’.

eco il link per saperne di più sulla strada : www.meglioviapadova.org/

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