L’ecofemminismo salverà il mondo? La parola a 4 ecofemministe

Quattro ambientaliste e femministe riflettono sull’emergenza ambientale, e sulla connessione tra impegno per i diritti delle donne e salvaguardia della Terra.  Sono Laura Cima, ex parlamentare Verde e attualmente consigliera di Parità in Piemonte, Nadia Gambilongo, di Mediterranean, Antonella Cunico di FemminilePlurale di Vicenza e Simona Pognant di NoTv. Al tema dell’ecofemminismo è dedicato il numero 1 della rivista Marea, nel quale è ricordato come 10 anni fa queste fossero le parole lanciate dalla stessa rivista per il numero di 10 anni fa, prima del G8 di Genova: “Noi donne, in tutta la nostra vibrante e favolosa diversità, siamo testimoni della crescita delle aggressioni contro lo spirito, la mente e il corpo umano, e la continua invasione ed assalto contro la terra e le sue diverse specie. E siamo infuriate.”
Questa era la frase di apertura del numero di Marea del marzo 2001, prima del G8 di Genova, quando a giugno la nostra rivista organizzò PuntoG, appuntamento internazionale di donne sulla globalizzazione che aprì in anticipo i forum tematici per un’altra globalizzazione, contro il neoliberismo selvaggio e inumano. A dieci anni da allora i temi che ruotano intorno al rapporto umanità, stato della terra e delle risorse sono ancora al centro dei proclami delle enclave dei governi; ma la sensazione è che poco stia cambiando. I movimenti ecologisti premono perché soprattutto le nuove generazioni siano sensibilizzate e alfabetizzate verso un’idea e una pratica di consumo sostenibile, ma solo nicchie di mercato, di politica e di opinione pubblica vanno in quella direzione. Poco si fa per dare valore e impulso anche all’ecologia del quotidiano, facendo apparire come inefficace e quasi inutile l’impegno singolo, rimandando solo alle strutture forti (i governi) la possibilità di incidere davvero. L’ecofemminismo ha, fin dalla sua nascita, ribaltato questa visione, dando grande valore anche al cambiamento individuale come motore di quello collettivo. E sostenendo che l’oppressione subita dalle donne e il deterioramento ambientale sono prodotti dai valori patriarcali, che generano entrambi le ingiustizie.
Oggi le donne, da vittime come lo è la Terra, sono passate a prendere parola e a promuovere azioni per fermare la distruzione delle risorse, scongiurando la tragica ipotesi di un lascito di un pianeta devastato e infecondo. Come sempre, quando il movimento e il pensiero delle donne si connette con altre filosofie e pratiche di cambiamento, i risultati sono incoraggianti. In questo numero abbiamo cercato di dimostrare come l’ecofemminismo sia uno di questi.

www.femminileplurale.net

www.medmedia.org

www.lauracima.it

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